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Pirelli, Skyscanner, società di robotica e di scommesse: 35 miliardi solo nel 2016

C’è stato un cambiamento importante ed è avvenuto intorno a noi negli ultimi anni, solo che noi stiamo iniziando ad accorgercene solo adesso. Il grafico mostra come dal 2014 sia in atto una rivoluzione silenziosa in Europa: i cinesi stanno comprando tutto. O meglio, ecco cos’è accaduto.

L’anno in cui tutto è cambiato

La linea rossa indica l’ammontare degli investimenti esteri diretti della Cina in Europa, mentre quella azzurra rappresenta la quantità di investimenti europei verso la Cina. Il grafico praticamente racconta come nel 2014 gli investimenti cinesi abbiano superato quelli europei.

Da quel momento in poi la progressione è stata impressionante e non è stata seguita da una risposta altrettanto importante di investimenti europei nel Sol Levante. Nel 2016 la Cina ha investito in Europa 35 miliardi di dollari, mentre l’Europa ne ha investiti in Cina solo 8.

Shopping miliardario

I cinesi ci invadono? Non materialmente, però con i 35 miliardi di dollari investiti nel 2016 (più 77% rispetto all’anno precedente) hanno comprato importanti pezzi del sistema industriale in Europa. I soldi infatti sono stati usati, nella stragrande maggioranza dei casi, per comprare aziende già esistenti. Per esempio: nel 2015 la cinese ChemChina ha investito 7 miliardi per comprare la Pirelli. Nel 2016 altri 6,7 miliardi sono stati impiegati, da un consorzio guidato dalla Tecent, per comprare la società finlandese di scommesse Supercell. La cinese Midea ha comprato, per 4,4 miliardi, la società produttrice di robot tedesca Kuka. Altri 2,8 miliardi sono finiti in Gran Bretagna per comprare il 49% della Global Switch.

E l’elenco è ancora lungo: la Hna ha comprato una società di noleggio di aerei, la Avolon, per 2,3 miliardi; la Beijing Enterprises ha comprato la società energetica tedesca Eew per 1,4 miliardi; la Ctrip ha comprato la britannica Skyscanner per 1,6 miliardi, mentre la Shandong Ruyi Technology ha speso 1,3 miliardi per il gruppo di abbigliamento francese Smcp.

Nel contempo le società europee sono rimaste sulla difensiva, ad intimorirle sono state soprattutto le barriere (formali e informali) che la Cina pone all’ingresso i aziende straniere nel proprio tessuto economico.

Ai cinesi piace la meccanica

Le società private cinesi sono state, comunque, molto selettive: hanno scelto con grandissima cura le aziende da comprare in Europa, e hanno mostrato una predilezione per quelle del settore meccanico. Il grafico sotto mostra in quali settori industriali si sono concentrati gli investimenti cinesi nel 2016.

La meccanica e l’informatica sono risultate in cima alle preferenze, mentre l’attenzione data alle imprese agricole, elettroniche o di metalli è stata piuttosto scarsa.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Merics

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