Nel futuro mangeremo scarabei e bruchi. In 140 Paesi lo fanno abitualmente
Abbiamo l’imbarazzo della scelta: nel mondo ci sono 2.111 specie di insetti riconosciute come commestibili dall’uomo. Rabbrividite all’idea? Mangiano gli insetti in almeno 140 Paesi del mondo. E, come vedremo, gli insetti da mangiare fanno bene. Prima di tutto all’ambiente. Da anni si discute della possibilità di permettere la commercializzazione di insetti per l’alimentazione umana in Europa. Intanto, anche dal punto di vista delle autorizzazioni, qualcosa sui muove.
Insetti commestibili in Europa, a che punto siamo
Poche settimane fa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha dato parere positivo all’uso di un tipo di insetto nell’alimentazione umana. Le tarme della farina essiccate, che “potranno essere mangiate senza rischi sia intere, sia come snack o ingredienti di preparati per biscotti, barrette proteiche e pasta“. La richiesta è stata inoltrata da un’azienda francese. É arrivata anche l’autorizzazione della Commissione europea per la commercializzazione. Adesso, mancano i voti dei singoli Paesi membri. Bisogna ricordare che al momento gli insetti “alimentari” sono autorizzati sono per nutrire gli animali. Nel 2018, ad esempio, in Europa, sono state prodotte 2mila tonnellate di proteine derivate da insetti.
Il cibo del futuro: dove si comprano gli insetti da mangiare
É uscito da poco uno studio aggiornato al 2021 della Fao, l’organismo delle Nazioni Unite che ha sede a Roma e si occupa di accrescere i livelli di nutrizione, aumentare la produttività agricola, migliorare la vita delle popolazioni rurali e contribuire alla crescita economica mondiale nel territorio. Qui si legge che storicamente molte culture in diverse parti del mondo hanno fatto degli insetti parte integrante della loro dieta: i primi resoconti storici sono stati registrati in Medio Oriente nell’VIII secolo avanti Cristo. Adesso, però, sono 2.111 le specie di insetti consumate in 140 Paesi del mondo, in particolare in Asia, Australia, Africa e in alcune zone delle Americhe.
L’elenco degli insetti commestibili
Come si vede nel grafico in alto, nel mondo le famiglie di insetti che presentano più specie riconosciute come commestibili sono gli scarabei (sono il 31% su tutto il gruppo) seguiti dai bruchi (17%) e dagli imenotteri, cioè api, vespe e formiche (15%). Poi vengono le locuste e le cavallette (14%), gli eterotteri, cioè le cicale e cimici (11%), e le termiti (3%). Ma da dove arrivano gli insetti che vengono mangiati? Secondo uno studio il 92 percento delle specie di insetti commestibili conosciute sono raccolti in natura, il 6% è semi-addomesticato e il 2% sono allevati.
Allevare insetti commestibili, come si fa
Tra le specie di insetti commestibili raccolte in natura l’88% è di di origine terrestre e il restante 12% viene raccolto in ambienti acquatici. Lo stesso studio rileva che, recentemente, alcune specie di insetti sono state allevate intensamente com’è stato negli Stati Uniti per il grillo domestico, utile per il pet food e come esca per la pesca.
In America va forte il grillo domestico
In ogni caso, con la popolazione mondiale che dovrebbe raggiungere i 9,7 miliardi entro il 2050 stanno crescendo le preoccupazioni sul fatto che le risorse limitate del pianeta come poiché i terreni agricoli e l’acqua dolce possono soddisfare le esigenze alimentari di tante persone. Questa pressione può stimolare la crescita di nuovi alimenti per l’uomo (insetti, funghi, carne coltivata, micro e macroalghe) che, tra l’altro, hanno un impatto ambientale minore degli allevamenti di animali.

Mangiare gli insetti fa bene all’ambiente
Quasi l’80% dei terreni agricoli, su scala globale, sono utilizzati per il pascolo e la coltivazione di mangimi per animali e si stima che il consumo di carne aumenterà del 27% entro il 2050. L’80% della crescita sarà dovuto alla popolazione del Terzo Mondo. La produzione di pesce deve aumentare del 50%, per soddisfare la domanda crescente di proteine.
L’impatto ambientale degli insetti è basso
Gli insetti hanno un impatto ambientale molto più basso, rispetto a uccelli e mammiferi. La ricerca della Fao cita i dati delle principali ricerche scientifiche in materia: per produrre un grammo di proteine da bovini servono 112 litri di acqua, da insetti ne bastano 23. E ancora: per un grammo di proteine da bovino servono 201 metri quadrati, con gli insetti ne sono necessari 18.
Del grillo non si butta via niente
Contrariamente a quello che si può pensare, gli insetti sono più commestibili dei mammiferi, nel senso che si può mangiare l’80% di un insetto come il grillo invece di solo il 55% di un maiale o di un pollo e di solo il 40% di un bovino. In Olanda, il bruco farfalla della farina, che all’inizio veniva allevato come cibo per rettili, pesci e uccelli, sta prendendo piede nell’alimentazione umana. Evidentemente, qualcuno li trova gustosi. A volte è questione di nome: le locuste stanno avendo successo in Australia, dove le hanno ribattezzate “sky prawn”, cioè gamberetti d’aria. Sono nati anche dei ricettari a base di insetti, dedicati agli occidentali dediti all’entomofagia.
I dati sono aggiornati al 2021
Fonte: Fao
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