Il ritiro di Trump costa all’OMS 260,63 milioni di dollari

L’Organizzazione Mondiale della Sanità perderà solo il 28% dei soldi americani

Nel 2024-2025, gli Stati Uniti sono stati il principale finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con un contributo di circa 958 milioni di dollari. Gran parte di questi fondi, 698 milioni, provengono, però, non dallo Stato federale americano, ma da contributi volontari: grandi imprese, Fondazioni caritatevoli o anche singoli cittadini. In altre parole la “società civile” Usa versa all’Oms il 72% dei fondi a stelle e strisce. La novità è che il presidente americano Donald Trump ha deciso di interrompere il flusso dei soldi che vanno all’Organizzazione Mondiale della Sanità ma, proprio per come è strutturato questo flusso di soldi, Trump può agire solo su una fetta minima dei fondi pari a 260,63 milioni. Se il presidente terrà fede alla sua promessa (o minaccia) i soldi “tagliabili” sono solo questi.

La differenza tra contributi stimati e contributi volontari

Nel periodo 2024-2025, l’OMS prevede di ricevere complessivamente 5,77 miliardi di dollari Usa, di cui 4,62 miliardi derivano da contributi volontari, una cifra che supera notevolmente l’1,15 miliardi provenienti dai contributi stimati. Ma qual è la differenza tra queste due forme di contributi?
I contributi stimati sono calcolati in una percentuale rispetto al prodotto interno lordo (PIL) di ciascun paese membro, e ogni stato aderente all’OMS è obbligato a versare una quota proporzionale alla propria economia. I contributi volontari, invece, provengono sia dagli stati membri che da altre organizzazioni e non sono vincolati a decisioni governative o ad alcuna percentuale del PIL.

La top 10 dei finanziatori dell’OMS

Il grafico dinamico mostra i principali finanziatori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel periodo 2024-2025. In cima alla lista come detto ci sono gli Stati Uniti, con un contributo di 958,52 milioni di dollari, seguiti da altri statunitensi, precisamente dalla Bill and Melinda Gates Foundation che ha donato 689,62 milioni di dollari. Fondata dai coniugi Gates, questa fondazione da tempo, su spinta soprattutto del fondatore di Microsoft, si impegna da tempo nella lotta contro la povertà e le malattie globali, concentrandosi in particolare su progetti inerenti salute, educazione e accesso alle tecnologie. La GAVI Alliance, che supporta la vaccinazione globale, si piazza al terzo posto di questa speciale classifica contribuendo con 500,74 milioni di dollari.

Altri finanziatori generosi tanto da finire in top 10 sono la Commissione Europea, con 412,62 milioni, e la Germania, che ha donato 324,79 milioni di dollari. A ruota troviamo la World Bank con 268,55 milioni, seguito dal Regno Unito con 215,89 milioni. La Cina ha contribuito con 203,27 milioni di dollari, mentre Rotary International, un’organizzazione di service che promuove la pace e la salute, ha fornito 187,05 milioni. Infine, il Giappone ha donato 150,97 milioni.

OMS Trump

OMS, l’uscita di Trump  potrebbe essere un problema per gli americani

Il ritiro degli USA avrà certamente un impatto sui fondi disponibili per l’OMS e creare problemi nei programmi di salute globale. Con meno risorse, e soprattutto con meno partecipazione, ancor più se parliamo di un colosso come gli USA, l’OMS potrebbe avere più difficoltà a affrontare le emergenze sanitarie. Gli esperti non perdono occasione per avvertire che un’altra pandemia potrebbe arrivare, e se l’OMS non fosse in grado di reagire con la stessa forza, le conseguenze non si farebbero sentire solo in tutto il mondo, ma anche negli Stati Uniti.

Anche i cittadini statunitensi saranno colpiti dalle conseguenze del ritiro dall’OMS. I dati del 2022-2023, infatti, mostrano che l’influenza ha causato circa 360mila ricoveri ospedalieri e 21mila morti negli Stati Uniti. Una volta fuori dall’OMS, gli Stati Uniti non avranno più accesso al database globale che monitora i ceppi influenzali in tutto il mondo. Questo potrebbe rendere più difficile sviluppare vaccini efficaci, con un impatto negativo sulla salute pubblica, portando a un maggior numero di morti. E considerando che negli USA la sanità – per usare un eufemismo – non è proprio accessibile a tutti, le conseguenze potrebbero essere ben più gravi di quei 21.000 morti citati poco sopra.

OMS, Trump non è il solo a pensarla così

La decisione di Trump però è stata tutt’altro che un colpo di testa. In effetti, una bassa percentuale di americani ha fiducia nell’OMS. Secondo Statista, solo il 57% degli adulti negli Stati Uniti dice di fidarsi dell’organizzazione. Questo dato probabilmente riflette le critiche alla gestione della pandemia da parte dell’OMS, ma anche la campagna elettorale martellante di Trump sul ritiro degli Stati Uniti, che ha sicuramente contribuito a far calare la fiducia della gente verso questa importante organizzazione.

Se si guarda invece fuori dagli Stati Uniti, la fiducia che si respira nei confronti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è tutt’altra. Un sondaggio del 2022 ha rilevato infatti che circa il 67% degli adulti in tutto il mondo (10 punti in percentuale in più rispetto agli Stati Uniti) si fidava di quanto fa l’OMS. Lo stesso sondaggio ha fatto anche registrare punte dell’85% di fiducia delle persone intervistate in paesi popolosi come India e Indonesia.

Le vittorie storiche ottenute sul campo dall’OMS

Questo alto livello di fiducia nell’OMS è assolutamente comprensibile, soprattutto quando si considerano i risultati straordinari che l’organizzazione ha raggiunto nelle parti di mondo più povere e disastrate. Grazie ai finanziamenti e al lavoro della comunità scientifica, l’OMS è riuscita a eradicare completamente il vaiolo e a ridurre quasi del tutto la poliomielite, due successi storici nella lotta contro le malattie infettive. Se però l’OMS dovesse diventare meno efficace, potrebbe trovarsi con meno risorse per combattere malattie altrettanto gravi, come l’AIDS, la malaria e la tubercolosi. Ciò potrebbe comportare un aumento dei casi di queste malattie, specialmente nei paesi già a rischio, compresi gli Stati Uniti.

I dati si riferiscono al: 2024-2025
Fonte: OMS

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