Giovani che lasciano l’Italia: da dove si scappa davvero

Da Imperia, Bolzano e Macerata si va via più che dalle province del Sud

E’ vero che l’emigrazione di italiani verso l’estero è un fenomeno così epocale? E, soprattutto, è vero che i giovani che lasciano Italia sono del Sud? Spesso per rispondere a questa domanda si citano cifre abbastanza fantasiose basate su numeri non ufficiali. Si pubblicano mappe di diversi colori che non fanno capire esattamente l’entità del fenomeno provincia per provincia. Il grafico sopra, invece, mostra esattamente i numeri ufficiali relativi al 2017: quanti italiani (esclusi, quindi, gli stranieri che tornano al proprio Paese) lasciano la propria provincia ogni mille abitanti di quella provincia per andare all’estero. Guardiamo i numeri.

I giovani che lasciano l’Italia

Prima di tutto è interessante notare come non solo il fenomeno non sia affatto uniforme, ma non risponde neanche a quei tipici modelli stereotipati che vedono una contrapposizione netta tra Nord e Sud con quest’ultimo protagonista nelle statistiche “negative”. Il primo dato che salta all’occhio, infatti, è che non sono affatto i meridionali ad emigrare di più. Ai primi posti vi sono due province frontaliere, ed questo è piuttosto comprensibile. Imperia, con 3,76 emigrati per 1000 abitanti, e poi Bolzano, con 3,47. Si tratta di aree che hanno, a pochi chilometri, regione ricche e popolose, che attirano lavoratori. Non a caso al settimo posto vi è anche Trieste con 3 emigrati su 1000, e poi Como, al nono, con 2,80.

Emigrazione dei giovani, il caso di Macerata

Tuttavia è curioso il fatto che al terzo posto compaia Macerata, con 3,3, e poi al quinto Vicenza, con 3,03, e Mantova all’ottavo posto con 3. Sono province comunque più benestanti della media italiane e non certo del Sud. Tra queste, è vero, si inseriscono alcune province siciliane, come Agrigento al quarto posto, ed Enna, al sesto, con 3,22 e 3,03 emigranti per 1000 abitanti. Le altre province con tassi di emigrazione più alti sono Teramo, Treviso, Sondrio, Verbania, Pordenone, Biella, Varese, Alessandria: alcune sono vicine al confine, altre no ma tutte hanno più di 2,29 emigranti ogni 1000 abitanti, contro una media italiana di 1,89.

Del Sud tra le prime 20 oltre alle già citate vi sono Siracusa, Sassari, Crotone. Ma, per esempio, da Brescia si emigra più che da Palermo o da Catania. E da Milano si “scappa” più che da Napoli, provincia che si piazza al 99esimo posto con solo 1,22 emigrati ogni 1000 abitanti.

Più emigrati a Brescia che a Napoli

Sopra la media italiana anche alcune delle province più ricche d’Italia e con minore disoccupazione, come Trento, Modena, Reggio Emilia, con più di 2 emigrati per 1000 abitanti. E le 10 province con meno emigranti invece? Ebbene, solo una è del Nord: Parma. E’ da Rieti invece che i giovani che lasciano l’Italia sono di meno; lo fanno solo 1,09 abitanti ogni 1000. Vi sono poi Caserta, Potenza, Taranto, Terni, Foggia, Matera, Frosinone, Napoli, dove vi sono meno di 1,23 emigranti ogni 1000 persone. Leggermente sotto la media anche Roma, con 1,82, così come Firenze, con 1,41.

Perché tanti giovani che lasciano l’Italia

Siamo quindi di fronte a un quadro sfaccettato riguardo ai giovani che lasciano l’Italia e che si presta ben poco agli stereotipi. A quanto pare influisce di più la vicinanza al confine piuttosto che il reddito, e le aree con maggiore occupazione sono quelle più esposte al fenomeno, piuttosto che quelle con più disoccupazione. Con l’eccezione siciliana.

Insomma: il Sud, a quanto pare, non è più terra di emigrazione all’estero quanto di emigrazione interna, verso il nord del Paese. In un certo senso i napoletani o i pugliesi che vogliono migliorare la propria situazione hanno Milano come obiettivo, i milanesi, invece, guardano all’estero.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: Istat

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