
Non esiste parità neppure dopo una vita di lavoro. Divario record in Germania
Non c’è parità neppure tra donne e uomini quando si parla di pensioni. Il grafico mostra il divario tra i due sessi: gli uomini di età compresa tra i 65 e i 74 anni hanno diritto a trattamenti pensionistici che sono quasi il doppio di quelle delle donne della stessa età.
Ma c’è di più: lo stacco è ben maggiore di quello che esiste a livello di stipendio. Se è vero infatti che la retribuzione mensile maschile è superiore del 16% a quella femminile e a fine anno gli uomini portano a casa il 23% in più delle lavoratrici, quando si arriva alla pensione il gender gap diventa davvero sproporzionato.
Quanto valgono le pensioni delle donne in Europa
Il fenomeno è superiore alla media a Cipro (48,8%), in Germania (46,5%), nei Paesi Bassi (46,0%) e in Austria (41,9%). Nel complesso, 14 Stati hanno uno scarto di genere di almeno il 30%. Il divario tende ad essere molto più basso, invece, in molti paesi dell’Europa dell’est, in Estonia (3,7%), Slovacchia (8,3%), Ungheria (13,2%) e Repubblica Ceca (13,4%).
Aumenta il gender gap pensionistico
Lo scarto nel trattamento pensionistico non è praticamente cambiato da dopo la crisi ad oggi: anche nel 2008 infatti era del 40,1%. Anzi, in certi casi è addirittura aumentato: in Austria (+6,9 punti percentuali), Malta (+6%), Romania (+5%), Paesi Bassi (+4,7%), Cipro (+4,6%), Germania (+3,5%), Spagna e Lettonia (+3,1 punti).
Il gap nelle pensioni di uomini e donne si è invece ridotto in Grecia (-12,4 punti percentuali), Slovenia (-11,3), Lussemburgo (-5,8), Irlanda (-5,5), Regno Unito (-4,9), Francia (-4,1), Slovacchia ( -3.7), Danimarca (-3,7) e Portogallo (-3,4).
I dati si riferiscono al: 2008 – 2014
Fonte: Parlamento Europeo
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