Gli accordi di M&A in Italia hanno raggiunto un valore di oltre 89 miliardi nel 2022
Le fusioni e le acquisizioni sono le principali operazioni con cui si trasforma il mercato. Nel primo caso due società uniscono le forze e collaborano per far nascere una nuova società più grande; nel secondo una società ne incorpora in sé un’altra. Sono operazioni molto diffuse: in Italia solo nel 2022 ne sono state effettuate 971, per un valore complessivo di 89,4 miliardi di dollari. Nel 2022 il loro numero (prendendo in considerazione solo quelle per un valore di oltre 5 miliardi di dollari) ha superato dell’11% quelle compiute nel 2021 (742). Ma ciò che colpisce è soprattutto la progressione rilevata negli scorsi anni.
Le operazioni di fusione e acquisizione crescono
Le fusioni e le acquisizioni effettuate in Italia erano state appena 557 nel 2016; 610 nel 2017 e 662 nel 2018. Nel 2019 è stata registrata una flessione (655 operazioni), mentre nel 2020 si è toccato il recente record negativo di appena 554 operazioni. Il dato del 2020 è naturalmente stato influenzato dalla crisi sanitaria, che ha penalizzato specialmente il secondo trimestre. Tuttavia, le fusioni e le acquisizioni sono tornate a crescere nel 2021 e con le 971 effettuate nel 2022 si è arrivati a un totale di 4.751 accordi di M&A (abbreviazione di Mergers & Acquisitions) raggiunti tra 2016 e 2022.
Fusioni e acquisizioni, in testa il settore industriale e chimico
In Italia il settore più vivace per le fusioni e le acquisizioni societarie è di gran lunga quello industriale e chimico. Nel 2022 ben 235 delle operazioni di M&A (quasi un quarto del totale) hanno riguardato società del settore industriale e chimico. Per il settore tecnologico sono state 157, mentre 154 per quello Consumer. Nonostante il settore industriale e chimico sia quello che fa registrare il maggior numero di operazioni, le fusioni e le acquisizioni di maggior valore riguardano il comparto infrastrutture e costruzioni. Nel 2022, infatti, appena 70 operazioni di M&A effettuate nel settore infrastrutture e costruzioni hanno rappresentato un valore complessivo di oltre 36,7 miliardi di dollari (il 41,1% del valore totale).

Fusioni e acquisizioni, valore delle operazioni in aumento
Il 2022 è stato decisamente vivace per le attività di investimento in Italia. Sono stati raggiunti risultati che gli analisti definiscono, per certi versi, inaspettati. L’anno era iniziato sulla scia di un ottimo 2021, che già aveva fatto registrare numeri importanti per le operazioni di M&A. Ma dopo l’inizio della guerra in Ucraina i timori, più che fondati, erano per un rallentamento dell’attività transazionale. Eppure, il mercato ha saputo esprimere un inatteso dinamismo, che ha portato non solo a un numero molto alto di operazioni (quasi mille), ma anche per valori elevati. Come ricordato, nel 2022 sono state effettuate in Italia operazioni di fusione e acquisizioni per un valore di 89,4 miliardi di dollari. Si tratta di quasi dieci in più rispetto al 2021 (80,5 miliardi) e di oltre il doppio rispetto ai valori del 2020 (38,5) e del 2019 (37,7). Ma a cosa è stato dovuto questo exploit? Allo scenario geopolitico complesso, all’inflazione e ai crescenti costi energetici: in sintesi, proprio a quei fattori che, in teoria, avrebbero dovuto rallentare le operazioni.
M&A, il 46% delle operazioni è effettuato nel Nord Ovest
A livello territoriale, in Italia esiste una forte disomogeneità riguardo le fusioni e le acquisizioni societarie, che sono concentrate prevalentemente nelle regioni del Nord, in cui il tessuto imprenditoriale è più sviluppato. Delle 971 operazioni effettuate nel 2022 ben 448 hanno riguardato società del Nord-Ovest (il 46% del totale), soprattutto grazie al traino della Lombardia. In quest’area i principali settori interessati dalle operazioni di M&A sono quello manifatturiero e industriale e il tecnologico. La seconda area per numero di fusioni e acquisizioni societarie nel 2022 è stata quella del Nord-Est (258 operazioni). Al Centro sono stati stretti 185 accordi. Infine, nelle regioni del Sud si è toccata quota 80 operazioni di M&A, il doppio di quelle registrate nell’anno precedente.
I motivi della fusione societaria
Gli obiettivi di una fusione societaria possono essere vari. Una tipica motivazione per intraprendere questo tipo di operazione è la volontà di eliminare la concorrenza. Questo è il caso di una fusione tra due società di un determinato settore che scelgono di unire le forze per creare un nuovo soggetto e diventare leader del mercato. Tuttavia, questo tipo di operazioni è particolarmente delicato e deve essere analizzato con attenzione dall’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato (il cosiddetto Antitrust). Altre motivazioni possono essere di natura finanziaria, fiscale o speculativa.
La fusione societaria per incorporazione
Quando l’operazione consiste in una fusione e contestuale cessazione delle precedenti identità societarie, si vuole dare più importanza alla società nascente, che avrà un nuovo nome e un nuovo marchio. Se invece la fusione avviene per incorporazione c’è una società principale, di cui si vuole conservare le caratteristiche (come appunto nome e marchio), che incorpora altre società, di cui acquisisce mezzi e dipendenti, prendendone il controllo.
I dati si riferiscono al 2022
Fonte: Barometro M&A di EY
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