Foreign fighters europei: l’identikit Paese per Paese

La maggioranza viene da Francia, Germania, Regno Unito e Belgio. Solo 87 gli italiani


Il grafico mostra il numero dei foreign fighters (FF), cioè dei residenti nei Paesi Europei che sono andati in Siria combattere per l’Isis o altre formazioni che puntano a cancellare il regime di Assad. In nero sono indicati i FF certamente morti, in marrone quelli che si trovano ancora in Siria o Iraq, in rosso quelli che sono rientrati in Europa e in giallo quelli la cui situazione è sconosciuta allo Stato: possono essere morti o trovarsi in qualsiasi parte del mondo.

I foreign fighter europei sono tra i 3000 e i 4.300

I dati sono basati sulle stime de Ministeri dell’Interno di ciascuno Stato e, naturalmente, possono essere sottostimati. Nell’Unione Europea sembra che gli individui coinvolti nel terrorismo jihadista siano circa 5000. A combattere in Siria si sono recate tra le 3.922 e le 4.294 persone. Oltre la metà è partita nel 2015.Il 30% dei FF sono tornati in Europa e sono considerati un grave rischio per la sicurezza. Il 14% risulta invece sia morto in combattimento. In maggioranza sono giovani uomini e il 17% sono donne. Dei foreign fighters identificati dalle autorità, 2838 vengono da quattro Paesi: Belgio, Francia, Germania e Regno Unito. Quasi tutti sono affiliati all’Isis o a altre formazioni jihadiste come Jabhat al-Nusra. Solo pochissimi combattono Assad perché sono favorevoli alla democrazia.

La situazione più preoccupante è in Belgio

Il Belgio ha il maggior numero di FF rispetto alla popolazione. Ha 11,190,846 abitanti, più o meno come la Lombardia, dei quali sono 640.000 musulmani e un numero di FF stimato tra i 420 e i 516, dei quali 47 donne, età media 25 anni. Rispetto agli altri Paesi, la percentuale di FF convertiti all’Islam è piuttosto bassa: 6%, il 94% sono immigrati musulmani di seconda generazione. Un aspetto che rende ancora più preoccupante la situazione è che il Belgio ha molte forze di polizia diverse, che non sempre agiscono in modo coordinato.

Dalla Francia partono in molti e tornano a compiere attentati

Il numero in assoluto più alto di foreign fighter è partito dalla Francia: si stima siano oltre 900, dei quali 140 sono morti, dieci in attacchi suicidi, 570 stanno ancora combattendo in Siria e 246 sono tornati. Il 75% è dell’Isis e il 25% di Jabbat al Nustra, un gruppo terroristico affiliato ad Al Quaeda. Come il Belgio, i FF rientrati in Patria sono una minaccia concreta per la sicurezza e hanno già compiuti diversi attentati. I percorsi verso la Siria si intrecciano strettamente con le reti terroristiche interne. Anche Larossi Abballa, che ha assassinato due poliziotti a Parigi, in nome dell’Isis, era già stato condannato nel 2013 per aver favorito la partenza di alcuni jihadisti per il Pakistan. Tra i FF francesi ci sono 200 donne e 85 minori, dieci dei quali sembra che attualmente si trovino in Siria o Iraq.

Il 60% dei foreign fighter tedeschi ha la cittadinanza

Dalla Germania sono partiti circa 720, forse 760 foreign fighter. Il 20% sono donne. Circa il 30% dovrebbe essere ancora in Siria o Iraq, mentre 100 sono morti e 250 sono tornati. Il 40% è cittadino tedesco, il 20% ha la doppia cittadinanza e solo il 40% risiede in Germania ma è cittadino straniero.

Foreign

Il 5% era minorenne, quando è partito, e la maggioranza ha meno di trent’anni. Il 12% si è convertito all’Islam. I due terzi hanno precedenti penali e quasi tutti hanno lavori precari e di basso livello, una situazione che non si riscontra in Francia e Belgio, Paesi dai quali partono persone di tutte le classi sociali.

Più della metà dei FF del Regno Unito è tornato a casa

Il numero stimato di foreign fighter britannici varia, a seconda delle fonti, tra i 700 e i 760. Circa il 50% sono tornati nel Regno Unito, 315 stanno ancora combattendo e circa 70 sono morti. La maggior parte è cittadino britannico e si è unito all’Isis. L’età media è tra i 18 e i 30 anni, ma sembra che stia calando.

La Svezia non divulga i dati

Il Ministero dell’Interno svedese ha deciso di non rendere noti i dati sui foreign fighters, ma da fonti indipendenti si stima che ne siano partiti più di 300. Solo che non si sa chi siano e che fine abbiano fatto.

Dall’Italia sono partiti in meno di 100

Sembra che le persone partite dall’Italia per andare a combattere in Siria siano in tutto 87. Di queste, 57 dovrebbero essere ancora lì e 18 sono morte. All’Isis si sono uniti in 15, due sono entrati in Jabhat al-Nusra, mentre 7 combattono per forze di opposizione ad Assad laiche come l’FSA (Free Syrian Army). Solo 12 sono cittadini italiani e di questi 6 hanno una doppia cittadinanza.
Benchè i FF provenienti dall’Italia siano pochi, sono considerati molto pericolosi. Attualmente, il livello di allarme per il rischio attentati in Italia è 2, che significa “rischio concreto”, a metà strada tra il livello 1 “rischio trascurabile” e il livello 3 “attentato terroristico in corso”.

I dati si riferiscono al 2015
Fonte: ICCT

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