La fame nel mondo cresce per il terzo anno consecutivo

Ma in 13 anni le persone denutrite sono passate da 945 a 820,8 milioni. C’entrano i cambiamenti climatici

In Europa, secondo gli ultimi dati, siamo 741,4 milioni. Ebbene, nel mondo le persone che soffrono la fame sono più di quante abitano il nostro continente: 820,8 milioni.

Fame nel mondo, i dati dell’ultimo decennio

Il grafico mostra i dati dal 2005 al 2017 (per quest’ultimo anno si tratta di stime) e mostra come, fino al 2014, vi sia stato un calo, sia in termini numerici assoluti, sia in termini percentuali rispetto alla popolazione mondiale, delle persone che soffrono la fame nel mondo. Dai 945 milioni individui del 2005 si è passati ai 783,4 milioni del 2014. La percentuale è scesa dal 14,5% del 2005 al 10,7% del 2014.

Poi, a partire dal 2014 e negli ultimi tre anni, le due curve, come si vede, risalgono ai valori di circa dieci anni fa, verso la soglia di 800 milioni di persone pari all’11% della popolazione mondiale. L’ultimo dato del 2017 indica che 1 persona su 9 soffre la fame, dato che allontana l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile – Fame Zero entro il 2030.

Le zone più interessate dalla fame nel mondo

L’Africa ha il 20,4% della popolazione che soffre la fame. In Asia la percentuale è dell’11,4%, ma la popolazione asiatica denutrita è più del doppio di quella africana: 515 milioni contro 256,5. Dopo Asia e Africa è l’Oceania il continente peggiore: 7%. In America Latina siamo al 6,1%, mentre tra Nordamerica ed Europa siamo sotto al 2,5%.

Le conseguenze della fame nel mondo

L’impatto del clima sulla denutrizione è evidente. Negli ultimi cinque anni le temperature anomale, il ritardo e l’entità della stagione delle piogge, stanno dando colpi letali a molte zone destinate all’agricoltura. Pertanto le aree soggette ai più violenti fenomeni meteorologici sono quelle che più presentano una situazione alimentare di crisi. Le zone tropicali e temperate sono infatti spesso oggetto di tali fenomeni anche catastrofici: qui la produzione di colture fondamentali come grano, riso e mais è seriamente compromessa.

L’Unione Europea ha stanziato fondi per un totale di 200,1 miliardi per tutelare l’ambiente, con particolare attenzione agli investimenti per l’agricoltura perché il clima riduce la disponibilità di cibo e quello che c’è aumenta di prezzo e diventa poco accessibile alla maggior parte delle persone che vivono nelle aree disagiate. Lo scarso accesso al cibo colpisce innanzitutto i più deboli: 201,3 milioni di bambini sotto i 5 anni nel 2017 presentavano arresto o ritardo nella crescita.

I dati si riferiscono al: 2017

Fonte: ONU

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