Evasione, i Comuni raccolgono briciole: 2,5 milioni

Uno sperduto comune della Ligura doppia Roma, Crotone recupera 3 euro

Vasia è un comune ligure con di 359 abitanti e nel 2024, grazie alla collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, ha incassato 20.710 euro per il contrasto all’evasione fiscale. Calcolatrice alla mano stiamo parlando di poco più di 57 euro a persona. Una cifra realistica, legata a irregolarità come la dichiarazione infedele, il reato tributario previsto dall’articolo 5 del d.lgs. 74/2000. Scorrendo però i dati pubblicati dal Centro Studi Enti Locali arriva la sorpresa che non ti aspetti e che fa pensare a quante volte l’espressione “lotta all’evasione fiscale” venga pronunciata come una formula vuota, buona per i convegni più che per i bilanci: Roma, il Comune più grande d’Italia, nel 2024 è stata capace di sottrarre all’evasione fiscale la misera cifra di 10.145 euro. Morale: un municipio di poche centinaia di residenti è stato capace di recuperare più del doppio della Capitale.

Genova la migliore, Crotone conta gli spiccioli

Visto la vittoria di Vasia su Roma e il primati di Genova tra i Comuni che hanno percepito il maggior numero di soldi dall’evasione fiscale, le battute sull’efficacia dei liguri quando si parla di soldi si potrebbero sprecare. Genova, infatti, nel 2024 è stata capace di incassare, grazie alle sua segnalazioni, 406.000 euro, la cifra più alta per singolo comune. Subito dietro ci sono Milano con 376.490 euro, poi Prato con 170.122 euro, Torino con 113.888 euro e Firenze con 105.628 euro.

Poi ci sono numeri che sembrano usciti da una barzelletta e che rasentano un po’ il ridicolo. La lotta all’evasione fiscale consente a Crotone di mettere a bilancio la bellezza di 3 euro, ad Agrigento si toccano i 7 euro. Anche guardando al Nord le situazioni comiche non macano: Piacenza si ferma a 44 euro, Sondrio  e Cuneo possono ragionare su 50 euro in più. Importi che non bastano a coprire nemmeno una spesa di cancelleria, ma che chiariscono perché la lotta all’evasione fiscale renda meglio nei discorsi che nei bilanci.

Lotta all’evasione, partecipano pochi Comuni

Comunque a ben guardare il dato più sorprendente, o forse quello che dovrebbe far più riflettere, non è solo quanto poco si recupera, ma quanti sono gli enti locali che partecipano effettivamente all’azione di lotta all’evasione fiscale. Nel 2024 i Comuni beneficiari del riparto sono stati appena 304, a fronte di circa 7.900 enti locali in Italia. Significa una partecipazione di appena il 3,8% del totale. E pensare poi che è anche il dato più alto degli ultimi cinque anni: nel 2019 gli enti coinvolti sono stati 387, poi è stata una discesa 280 nel 2020, 253 nel 2021, 267 nel 2022 e 297 nel 2023. Un’ulteriore riprova che è un problema strutturale e non di colore politico del governo di turno.

Evasione fiscale, la percentuale che spetta ai Comuni

I Comuni italiani dovrebbero essere incentivati a fare maggiori controlli alla ricerca di evasori fiscali perché parte di quello che intercettano finisce nelle loro casse per il beneficio anche dei portafogli dei propri cittadini. Quando un Comune individua una possibile evasione fiscale sul proprio territorio, segnala infatti il caso all’Agenzia delle Entrate. Se il controllo va a buon fine e le tasse non pagate vengono recuperate, una parte di quei soldi torna al Comune che ha fatto la segnalazione.

Nel tempo la “ricompensa” di questa opera di sorveglianza è cambiata: nelle prime fasi successive all’avvio del meccanismo delle segnalazioni qualificate nel 2009 ai Comuni spettava il 30% delle somme recuperate, poi il 33% e successivamente il 50%. Tra il 2012 e il 2021 la quota è salita al 100%, dal 2022, invece, si è tornati al 50%. Ora, dentro il percorso della riforma fiscale è entrata in discussione un’ipotesi di nuovo rilancio: riportare la quota al 100% per tre anni. L’obiettivo è ovviamente rendere più conveniente per gli enti locali investire risorse e personale nella collaborazione all’accertamento così da trasformare segnalazioni e controlli in recuperi effettivi contro le evasioni fiscali.

Quanto incassano i Comuni con la lotta all’evasione

Dette le percentuali, di che cifre totali stiamo parlando? Sempre il Centro Studi Enti Locali offre una fotografia precisa dell’andamento delle somme recuperate grazie alle segnalazioni dei Comuni. Il picco assoluto si è registrato nel 2012, quando l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 30,6 milioni di euro e i Comuni hanno potuto incassare il 100% delle somme recuperate. In quell’anno alla caccia all’evasione hanno partecipato 606 Comuni, il dato più alto mai registrato dell’intera serie storica. Come si vede anche dal grafico, l’innalzamento al 100% della quota riconosciuta ai Comuni ha coinciso con la fase di massimo utilizzo dello strumento: nel quinquennio 2012-2016 si sono recuperati 87,8 milioni, meglio dei 30,3 milioni del quinquennio 2020-2024.

All’estremo opposto di questa classifica c’è proprio il 2024, che rappresenta il punto più basso dell’intera serie e che a questo punto dovrebbe incoraggiare a pensare a un cambio di passo. Le somme recuperate dall’Agenzia delle Entrate si sono infatti fermate appena a 5 milioni di euro e, con una quota del 50%, ai Comuni sono arrivati soltato 2,5 milioni di euro. Come detto anche in precedenza, gli enti coinvolti sono stati appena 304, meno della metà rispetto al 2012.

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Tre Regioni “boicottano” la lotta all’evasione

Scorrendo l’elenco dei 304 Comuni attivi, la sensazione è quella di un’Italia che va in ordine sparso. La Lombardia è la regione più virtuosa con 97 Comuni, seguita dall’Emilia-Romagna con 66, che emerge come una delle regioni più virtuose per diffusione dello strumento. Poi arrivano Veneto (26), Piemonte (19) e Toscana (17), mentre il resto del Paese procede a passo lento. Colpiscono alcuni vuoti: la Puglia compare con 2 Comuni e senza alcun capoluogo di provincia, esattamente come il Molise, fermo a 3 Comuni. Anche il Lazio fa registrare numeri infinetesimali, con appena 2 Comuni, e poco importa che uno di questi sia Roma visto i risultati che saputo raggiungere. E poi ci sono Regioni che mancano all’appello: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Basilicata non sono pervenute, non hanno nemmeno un Comune in elenco.

Le Regioni che incassano di più soldi

Guardando invece ai totali regionali in termini di euro raccolti, in testa c’è di nuovo la Lombardia, che nel complesso porta a casa 1.009.938 euro, seguita dall’Emilia-Romagna con 362.471 euro e dalla Toscana con 300.454 euro. Subito dopo compare la Liguria con 442.290 euro, un totale che merita una nota a margine: dentro quella cifra ci sono i 406.000 euro di Genova e i 20.710 euro di Vasia. Tradotto, il risultato regionale lo fanno un grande Comune e un micro-Comune, mentre il resto osserva.

Il Veneto si ferma a 111.097 euro. Dall’altra parte della classifica compaiono cifre che, lette su base regionale, sembrano quasi un refuso: Molise 250 euro, Puglia 1.495 euro, Abruzzo 1.338 euro. Anche sommando tutti i Comuni coinvolti, il divario tra le regioni che fanno sul serio e quelle che partecipano per modo di dire resta netto.

I trend negativi che non lasciano dubbi

Il quadro diventa ancora più chiaro osservando le variazioni percentuali sui totali regionali. Rispetto al 2024, il dato complessivo segna un -17%, ma non mancano le eccezioni: la Campania cresce del 7%, la Toscana del 9%, mentre il Molise registra un +900%, effetto diretto soltanto di quanto poco si è fatto negli anni. Cali marcati si concentrano invece in Friuli-Venezia Giulia (-69%), Umbria (-70%), Marche (-83%) e Puglia (-60%). Allargando il confronto al 2022, il ridimensionamento è ancora più evidente: -63% a livello nazionale, con punte di -95% nelle Marche e -90% in Puglia. Forse si può fare qualcosa in più contro la lotta all’evasione, no?

Quanto incassano i Comuni nel 2024 contro l’evasione?
Nel 2024 ai Comuni sono arrivati 2,5 milioni di euro: l’Agenzia delle Entrate ha recuperato 5 milioni e, con quota al 50%, ne ha riversati metà agli enti.
Vasia davvero batte Roma? Di quanto?
Sì: Vasia ha incassato 20.710 euro nel 2024, Roma 10.145. Un comune di 359 abitanti ha recuperato oltre il doppio della Capitale.
Qual è il Comune che incassa di più?
Genova è prima: 406.000 euro nel 2024 grazie alle segnalazioni. Seguono Milano (376.490), Prato (170.122), Torino (113.888) e Firenze (105.628).
E i casi “minimi” quanto valgono?
Alcuni incassi sono simbolici: Crotone 3 euro, Agrigento 7. Anche al Nord: Piacenza 44 euro, Sondrio e Cuneo 50 euro.
Quanti Comuni partecipano davvero?
Nel 2024 i Comuni beneficiari sono 304 su circa 7.900: partecipazione del 3,8%. È il dato più alto degli ultimi 5 anni, ma resta una minoranza.
Che quota delle somme recuperate spetta ai Comuni?
Oggi la quota è il 50% (dal 2022). In passato è stata 30%, 33%, 50% e poi 100% tra 2012 e 2021. In discussione il ritorno al 100% per 3 anni.
Quali Regioni sono più attive e quali assenti?
Per numero di Comuni attivi: Lombardia 97, Emilia-Romagna 66. Nessun Comune in elenco per Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Basilicata.