Ue, il lavoro fa più paura dei profughi

In Europa la disoccupazione è la prima causa di crisi. Ma i veri rischi vengono dall’Africa

Ecco le aree più calde del pianeta dove le crisi umanitarie sono già una triste realtà oppure sono dietro l’angolo.

La guerra in Africa

La Commissione Europea con il Global Conflict Risk Index (GCRI) valuta il rischio statistico che tra 1 a 4 anni si verifichino conflitti violenti nelle varie aree del pianeta. L’indice tiene in considerazione oltre venti indicatori tra cui fattori economici, tendenze socio-politiche e dati ambientali. Perché diverse possono essere le cause scatenanti.

L’Africa è il continente dove i livelli di rischio sono più alti. Tra le prime 12 nazioni dove il rischio di crisi umanitarie è maggiore ben 7 sono africane: Somalia e Republica Centro Africana sono in testa a questa classifica, al terzo posto c’è l’Afghanistan (in cui il trend del rischio a tre anni è in diminuzione) e poi Sud Sudan, Sudan, Yemen, Iraq, Congo, Chad, Myanmar, Mali e Siria. In Europa l’area più instabile è l’Ucraina, interessata dal conflitto nel Donbass.

Cosa succede in Europa

Il documento pubblicato dal Parlamento Europeo rileva anche i fattori che potrebbero scatenare situazioni di crisi. In Europa al primo posto c’è la disoccupazione, solo al secondo i flussi di immigrati su larga scala e infine una profonda instabilità sociale. Nell’Africa sub-sahariana disoccupazione, carenza di cibo e problematiche sanitarie; nell’America latina l’instabilità sociale, dei governi e il fallimento delle politiche urbanistiche; nell’America del Nord i cyber attacchi; in medio oriente e nel continente nero la crisi idrica è il fattore di rischio principale che potrebbe scatenare una guerra in Africa mentre in Russia e nell’Asia centrale potrebbe essere rilevante il crollo dei prezzi dell’energia, così come gli attacchi terroristici e conflitti già esistenti tra Stati.

I dati si riferiscono al: settembre 2015

Fonte: Parlamento Europea

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