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 In La Nera

Il 4,7% dei detenuti con sentenza definitiva. A fine 2015 quelli in regime di 41 bis erano 729

Fine pena: 31/12/9999. Si fa prima a dire: “Fine pena: mai”. Il senso delle due formule riportate sui certificati di detenzione degli ergastolani è lo stesso: indicare che, salvo eccezioni, per il condannato le porte del carcere sono destinate a non aprirsi mai più. Ma quanti sono gli ergastolani in Italia? Secondo l’ultima rilevazione 1.673 persone. Ed è la stesa sorte che toccherà a Cesare Battisti. La Cassazione, infatti, ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ex terrorista contro l’ordinanza con cui, il 17 maggio scorso, la Corte di assise di appello di Milano aveva negato la commutazione della pena dell’ergastolo in quella di trent’anni di reclusione.

Che cos’è l’ergastolo ostativo

Recentemente la Corte europea dei diritti umani ha esortato l’Italia a rivedere la legge sull’ergastolo: nel mirino della Cedu c’è, in particolare, l’ergastolo ostativo, che esclude qualunque tipo di beneficio o di sconto di pena per il detenuto, a meno che questi non collabori con la giustizia. Una punizione che, secondo la Corte di Strasburgo, manca di qualsiasi funzione rieducativa. Ma quanti sono gli ergastolani in Italia?

Un condannato su 10 deve scontare più di vent’anni

I dati ufficiali più aggiornati risalgono al 2016. A settembre di quell’anno erano circa 35mila i detenuti con almeno una condanna definitiva ospitati all’interno delle 193 prigioni italiane. Il grafico in alto mostra la distribuzione in base alla durata della pena. La maggior parte dei condannati in via definitiva (il 26%, 9.149 persone) è sottoposto a una pena di durata medio-lunga, tra i 5 e i 10 anni. Quasi un quarto (il 24,59%) è invece condannato a tre anni o meno di reclusione. Più di uno su 10 (il 10,95%), infine, deve scontare un periodo di reclusione superiore ai vent’anni. Tra questi ultimi ci sono anche gli ergastolani, che ammontano al 4,75% del totale, 1.673 persone.

Al 41bis quasi solo uomini

Restando in materia di detenzione, contrariamente all’ergastolo finora la Cedu ha sempre riconosciuto la legittimità del 41 bis. Di cosa si tratta? Del regime detentivo speciale istituito nel 1992 sulla scia delle stragi di mafia e pensato per evitare che i condannati per associazione mafiosa abbiano contatti con l’esterno o con gli altri detenuti in carcere. Per questo il 41 bis prevede una serie di restrizioni che mirano all’isolamento detenuto, alla sua sorveglianza, alla limitazione dei colloqui con i familiari e via così.

In questo caso gli ultimi dati ufficiali risalgono al dicembre 2015 e sono stati forniti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria alla Commissione Diritti umani del Senato. In quel momento le persone detenute in regime di 41 bis risultavano essere 729. Nello specifico, si tratta di 725 detenuti e 4 internati, perlopiù uomini (722, contro 7 donne) e italiani (solo uno era straniero). La maggior parte si trova nel carcere de L’Aquila (124), a cui seguono Sassari (88) e Opera (Milano).

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Ministero della Giustizia

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