Il gettito tra gennaio e luglio ha superato anche i livelli del 2019 di più di 7 miliardi
Il mondo economico dopo il crollo del 2020 sta festeggiando il rimbalzo del Pil in questo 2021 di ripresa, che secondo gli ultimi dati, ma soprattutto le stime nazionali e internazionali, potrebbe essere anche più robusta delle previsioni. Ma c’è un altro rimbalzo che forse al governo fa anche più piacere di quello del Pil. Anche questo è naturalmente parziale, visto che si riferisce ai mesi tra gennaio e luglio, e però è piuttosto evidente. È quello delle entrate fiscali, che nel 2021 hanno recuperato il crollo vissuto nel 2020.
Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze nel complesso sono entrati nelle casse dello Stato 257 miliardi e 445 milioni, ben 26,5 in più rispetto ai 230 miliardi e 948 milioni dello stesso periodo del 2020. Si tratta di un incremento dell’11,5%, che quindi segue quello del prodotto interno lordo, se consideriamo che per esempio nel secondo trimestre del 2021 questo è salito di ben il 17,3% rispetto a quello corrispondente dell’anno prima, il peggiore, quello del lockdown più duro. Naturalmente il gettito dello Stato è alimentato da tasse di tipo molto diverso, e non tutte hanno visto aumenti dello stesso tipo.

Le entrate fiscali, voce per voce
E il Mef sottolinea come siano state le imposte indirette quelle che hanno guidato la ripresa delle entrate fiscali. Sono passate da 92 miliardi e 744 milioni a 113 miliardi e 481 milioni, con un balzo del 22,4%, che diventa del 27,7% se consideriamo la più importante di queste imposte, l’Iva. Solo dall’ Imposta sul Valore Aggiunto vengono 15,8 dei 26,5 miliardi di gettito aggiuntivo di questi primi 7 mesi dell’anno.
E la ragione sembra chiara, si tratta di un balzello di fatto sui consumi e non sul reddito, se non, appunto, in modo indiretto. Gli acquisti di beni o servizi sono crollati nel 2020, in particolare nella prima parte. Ed è chiaro che con le riaperture dei negozi e delle attività, almeno laddove non vigeva quest’inverno e questa primavera la zona rossa ed arancione, si sia prodotto qui, nell’ambito più colpito del Covid, quello della domanda dei consumatori, un rimbalzo ancora più forte.
Sicuramente più evidente di quello che si può osservare nella tassazione diretta, che ha generato entrate fiscali quest’anno superiori solo del 4,2% rispetto al 2020. E se per l’Ires c’è addirittura un calo del 32,5%, per l’Irpef, l’imposta indiretta più importante, vi è un aumento del gettito di 6,8 miliardi, ovvero del 6,5%. Questo anche grazie, specifica il Ministero, alla proroga offerta ai sostituti di imposta (come le aziende), che hanno versato solo nel 2021 le ritenute operate negli ultimi tre mesi del 2020.
Le entrate fiscali nel 2020
E queste ragioni tecniche, strettamente legate ai provvedimenti varati dal Governo nel 2020 per sostenere la liquidità delle imprese e dei contribuenti, sono probabilmente tra le ragioni di un incremento del gettito piuttosto sorprendente, quello che si può scorgere rispetto al 2019, ovvero all’anno precedente alla pandemia. Mentre dal punto di vista del Pil sarà solo nella prima parte del 2022 che si ritornerà ai valori pre-Covid, in ambito fiscale sembra che tale livello sia stato già raggiunto. E superato.
Tra gennaio e luglio di due anni fa le entrate fiscali erano ammontate a 250 miliardi e 54 milioni, circa 7,5 in meno di quest’anno. Questo incremento del 3% è trascinato da quello che si riscontra nelle imposte dirette, in particolare l’Irpef, il cui gettito è cresciuto in due anni di 5 miliardi, il che conferma la ragione “tecnica” di questi numeri, mentre dal lato di quelle indirette lo Stato ha incamerato 734 milioni in meno del 2019. Una riduzione, questa, però tutta dovuta alle minori entrate, per 2,6 miliardi, nell’ambito delle accise sull’energia. Anche nei primi mesi del 2021 in fondo ci si è mossi meno, per lavoro o piacere, rispetto al periodo pre-Covid. Il gettito Iva invece è cresciuto di 3,6 miliardi rispetto a due anni fa. Un segno positivo e di buon auspicio per il futuro.
I dati si riferiscono al gennaio-luglio 2021
Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze
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