Economia dell’Emilia Romagna, +1,1% nel 2023

Più del 70% della popolazione ha un lavoro. La disoccupazione è sotto il 5%

L’Emilia Romagna si conferma una locomotiva per tutto il sistema Paese, secondo i dati di Banca d’Italia la sua economia è cresciuta dell’1,1% nel 2023, ovvero due decimali in più della media nazionale. Come si vede dalla nostra infografica era già successo nel 2021, quando, dopo il crollo dovuto alla pandemia, aveva avuto un balzo del 9,3%, di ben un punto superiore a quello dell’Italia nel suo complesso. Idem nel 2020, anno in cui naturalmente il prodotto interno lordo aveva avuto un netto calo, dell’8,3%, ma inferiore a quello subito dal Pil nazionale, che era stato del 9%. A fare eccezione è stato il 2022, in cui l’economia emiliano-romagnola era cresciuta del 3,4% e quella italiana del 4%.

Economia dell’Emilia Romagna, tirano le costruzioni

Cosa ha trainato la regione lo scorso anno? Secondo Prometeia e Banca d’Italia sono stati le costruzioni e i servizi.

Le prime hanno visto un incremento del valore aggiunto del 5,2%, che ha fatto il paio con il +10% del 2022. Si tratta di un’espansione decisamente maggiore di quella media nazionale, +3,9%. Questo divario è stato dovuto all’implementazione del Pnrr. È vero, nel complesso nel dicembre 2023 la quota di gare aggiudicate, tra quelle bandite, era simile a quella nazionale, 76% (misurata in valore monetario corrispondente) e a inizio 2024 tra quelle aggiudicate quelle con lavori già avviati erano il 65% (64% in Italia). Tuttavia in Emilia Romagna lo stato di avanzamento lavori era molto più elevato, a circa il 25% contro una media di poco più di zero, proprio nel caso della missione 3, quella riguardante le infrastrutture per la mobilità, in cui le aziende dell’edilizia sono molto coinvolte.

Anche il Superbonus ha avuto un ruolo sull’andamento del settore delle costruzioni: le detrazioni fiscali per gli interventi agevolati sono arrivati a un valore di 11 miliardi, circa il 9,8% del totale nazionale, una percentuale superiore alla quota del Pil emiliano-romagnolo su quello italiano.

In crisi l’industria delle piastrelle

I servizi sono cresciuti meno delle costruzioni, del 2,2%, ma comunque un po’ più di quanto abbiano fatto nel complesso nel Paese. Ad avere deluso è stata l’industria in senso stretto, ovvero quella manifatturiera, che per l’economia dell’Emilia Romagna ha sempre avuto molta importanza. Il suo valore aggiunto nel 2023 è calato dell’1%, dopo essere sceso dello 0,2% nel 2022. Ha fatto poco meglio che in Italia, dove la diminuzione è stata dell’1,1%, ma la metallurgia, il segmento del legno, l’industria alimentare, fondamentale per la regione, hanno sofferto un calo di produzione significativo, così come quella delle piastrelle, in questo caso a causa della debole domanda tedesca. Hanno influito sulla mancata ripresa dopo i danni dell’inflazione del 2022 anche gli alti tassi di interesse che hanno colpito gli investimenti.

Le esportazioni dell’Emilia Romagna sono cresciute più della media

C’è un altro aspetto in cui l’economia dell’Emilia Romagna se l’è cavata meglio di quella nazionale, è il commercio estero. Nella regione nel 2023 le esportazioni sono aumentate in termini nominali dell’1,6% (-2,6% in termini reali), mentre in media in Italia sono rimaste invariate. Certo, nel 2022 l’incremento era stato addirittura del 14,7%, ma allora nel Paese la crescita era stata addirittura superiore al 20%. L’Emilia Romagna ha quindi reagito un po’ meglio alla riduzione dei prezzi dei beni esportati e soprattutto al calo della domanda, che pure si è fatto sentire.

Il miglioramento delle vendite verso la Francia, +3,8% ha contrastato il calo di quelle in Germania, -0,4%, e in Spagna, -2%. La crescita di quelle verso Turchia e America Latina, +11,8%, ha temperato i numeri negativi del mercato cinese, -11,3%, e nel complesso le esportazioni nei Paesi extraeuropei sono salite molto di più di quelle verso la Ue, +2,9% contro +0,3%. A livello settoriale bene macchinari e mezzi di trasporto, comparti in cui l’export è cresciuto, male farmaceutico, gomma e plastica e prodotti in metallo. 

fontana Bologna

L’occupazione è cresciuta meno che altrove perché in Emilia Romagna era già da record

Un ambito in cui, invece, l’economia dell’Emilia Romagna non ha tenuto il passo di quella nazionale è quello del lavoro. Tra il 2019, prima della pandemia, e il 2023 il tasso di occupazione è salito solo dello 0,2%, mentre in Italia ha visto un miglioramento del 2,5%. C’è però una ragione, in Emilia Romagna era già altissimo, superiore al 70%, al 70,4% per l’esattezza, solo in Alto Adige cinque anni fa il tasso di occupazione era migliore, mentre nell’intero Paese era di più di 11 punti inferiore. È naturale che il recupero sia stato più intenso laddove erano molti di più i senza lavoro, ovvero al Mezzogiorno.

Tuttavia dopo una diminuzione nel 2020 anche in Emilia Romagna i lavoratori sono aumentati con la ripresa post Covid, e se invece del dato medio del 2023 consideriamo l’ultimo disponibile, quello del primo trimestre 2024, il tasso di occupazione ha raggiunto il 70,9%, rimanendo maggiore anche di quello lombardo, piemontese, veneto. Il dato migliore è quello della provincia di Bologna, dove l’anno scorso è arrivato al 73,4%, mentre è in quella di Rimini che troviamo il tasso di occupazione più basso, del 65,1%, tra l’altro in discesa rispetto al periodo pre-Covid. In confronto ad allora tutta la Romagna ha visto un peggioramento su questo versante, anche le province di Ravenna e Forlì-Cesena. Al contrario il più forte miglioramento si è visto nel parmense, dove tra 2019 e 2023 il tasso di occupazione è salito di tre punti, dal 68,5% al 71,5%.

Giù la disoccupazione per i più giovani

Parallelamente all’aumento del numero e della quota di lavoratori c’è stato un calo dei disoccupati, che erano già molto pochi, il 5,6% di tutti coloro che hanno o cercano un impiego nel 2019. Nel 2023 sono diventati il 5,1% e nel primo trimestre del 2024 sono scesi sotto la soglia del 5%, al 4,6%. Ciò è avvenuto soprattutto grazie a una netta diminuzione del tasso di disoccupazione dei più giovani, coloro che hanno meno di 35 anni: nel caso dei 15-24enni tra 2019 e 2023 è passato dal 18,4% al 17% e in quello dei 25-34enni dall’8,7% al 6%. È un dato che certamente risente anche del calo demografico, sono sempre meno i ventenni da occupare, ma che in ogni caso è un buon viatico per il futuro dell’economia dell’Emilia Romagna.

I dati si riferiscono al: 2023 e 2024

Fonte: Banca d’Italia e Istat

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