Solo l’1,3% ha scadenza superiore all’anno e appena il 3,4% dura oltre i 36 mesi
Lavoro precario? Non è stato sconfitto. Almeno in confronto con il resto d’Europa. Probabilmente gli effetti del “decreto dignità” del governo pentaleghista, che ha reso più costosi i rinnovi dei contratti a tempo determinato, devono ancora vedersi in concreto, ma per il momento, ovvero guardando i dati del primo trimestre sulla durata dei contratti del 2019, il precariato impera ancora nel mercato del lavoro italiano.
La durata di un contratto di lavoro in Italia
Passiamo ai numeri: la tabella qui sopra, che riporta i dati del primo trimestre del 2019, ci dice la durata dei contratti di lavoro in percentuale sul totale dei contratti a termine. Qui invece ci sono i dati sulla percentuale di contratti a termine in rapporto al totale dei lavoratori.
In 55.600 lavorano per un solo mese
Partiamo a vedere quanti sono quelli che hanno un contratto di un solo mese: in media nella Ue il 5,3% di coloro che ha un contratto a tempo determinato ce l’ha di solo un mese: sono un milione, 95 mila e cinquecento persone. In Italia, prima sorpresa, sono solo il 2,1%, ovvero 55.600 lavoratori. E’, invece, il Belgio il Paese in cui vi sono più persone con una durata del proprio contratto così breve, ben il 22,5% di tutti i contratti a termine.
Italia sopra la media europea per numero di precari
L’Italia però si porta sopra la media europea se passiamo alla proporzione di quanti hanno una durata di contratto di 1-3 mesi, il 17,1% contro l’11,8% europeo, o di 4-6 mesi, ben il 27,1% contro il 17,6% medio nella Ue. Nel complesso comprendendo le varie durate dei contratti, sono nel nostro Paese il 46,3% coloro che hanno una scadenza di solo 6 mesi o meno. In Europa sono il 34,7%.
I contratti di lavoro in Germania durano di più
La media europea risulta particolarmente bassa grazie alle statistiche tedesche. In Germania infatti praticamente non ci sono lavoratori con contatti di durata inferiore a un mese, e solo il 13,6% (sul totale di chi ha un contratto precario) ha contratti di durata di 6 mesi o meno. Nel Regno Unito si supera di poco il 20% di lavoratori con contratti così brevi.
La durata dei contratti di lavoro in Francia
La Francia è in una situazione simile alla nostra, con il 48,6% di contratti a termine di 6 mesi o meno, ma con una proporzione maggiore di quanti ne hanno uno di meno di un mese, ben il 14,2%, 473 mila e 200 persone. Messa decisamente peggio di noi la Spagna, con il 54,9% dei lavoratori cui il contratto scade in 6 mesi o prima.

La gran parte dei precari, in Europa e in Italia, ha invece contratti che vanno dai 7 mesi all’anno. Il 32,4% nella Ue, il 35,5% nel nostro Paese.
La durata dei contratti di lavoro in Europa
Veramente pochi in Italia svolgono lavori a tempo determinato che hanno scadenze più lunghe. Solo l’1,3% a 13-18 mesi, il 3,7% a 19-24 mesi, il 9,8% a 25-36 mesi, il 3,4% oltre i 36 mesi. Del resto per la legge non si potrebbero avere tali lunghissime scadenze se non in pochi casi eccezionali. Altrove è diverso: in Germania, per esempio, la maggioranza relativa dei lavoratori a termine, il 30%, ha contratti di 2-3 anni, così come il 26,5% degli svizzeri e il 21,4% degli austriaci. Insomma, in media il nostro Paese non solo rimane tra quelli in cui i contratti a termine sono più utilizzati, ma anche in cui la durata di questi è più breve della media.
I dati si riferiscono al: primo trimestre 2019
Fonte: Eurostat
Leggi anche: 22 milioni di italiani ne mantengono 37
25mila occupati nel primo trimestre 2019
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.