L’Italia è il terzo paese al mondo per casi di doping

Il nostro Paese (85 casi) dietro India e Francia. Il ciclismo lo sport più coinvolto

A pochi giorni dall’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, un controllo antidoping ha fermato una delle atlete convocate nella squadra italiana. Rebecca Passler, 24 anni, atleta del biathlon – disciplina che combina sci di fondo e tiro con la carabina, con gare decise dalla resistenza fisica e dalla precisione al poligono – è risultata positiva a un test effettuato nella fase di avvicinamento ai Giochi.

Le analisi hanno individuato la presenza di letrozolo e metanolo e la segnalazione, trasmessa immediatamente dall’International Testing Agency, ha portato il Coni a escludere immediatamente l’atleta dal proprio team olimpico. Quello di Passler è il primo caso positivo di doping dei Giochi invernali ed è emerso mentre le delegazioni hanno cominciato ad arrivare in Italia. Un episodio che riporta l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che marginale anche nel nostro Paese, come mostrano i dati ufficiali sui controlli e sulle positività registrate nel 2024.

Doping, l’Italia tra i paesi con più positivi

Un tempo dicevi doping e l’associazione veniva facile: c’era la Russia, la Germania dell’Est e più recentemente era facile sospettare anche della Cina. Erano sempre gli altri. Oggi quella narrazione regge però poco e non ci esenta affatto dal dover prendere atto dell’esistenza di un problema doping in Italia. Secondo i dati sulle violazioni antidoping del 2024, basati sulle comunicazioni WADA e sui report delle agenzie antidoping nazionali il nostro Paese si è piazzato al terzo posto nella poco onorevole competizione dei casi positivi di doping: 85 nel solo 2024.

Davanti  all’Italia non ci sono le “chiacchierate” Russia e Cina, ma l’India, tra l’altro anche nettamente staccata, con 260 positività su 7.113 campioni analizzati. Un primato quello indiano che si è ripetuto per il terzo anno consecutivo. Medaglia d’argento di questa competizione all’incontrario la Francia (91 casi), quindi l’Italia, seguita a sua volta da Russia e Stati Uniti (76 ciascuno), Germania (54) e Cina (43).

Doping in Italia, quanti atleti positivi

I controlli antidoping in Italia hanno portato a 85 positività accertate, pari ad altrettanti atleti risultati positivi. Un risultato che arriva dall’analisi di 9.748 campioni biologici prelevati su 5.406 sportivi, distribuiti in 142 discipline diverse. Significa che l’1,57% degli sportivi sottoposti a controllo è risultato positivo. Un dato interessante è che il 68% dei controlli è stato effettuato fuori competizione, quando non ci sono medaglie in palio e i riflettori sono spenti. Segno che il doping intercettato nel 2024 non riguarda solo il giorno della gara, ma la fase di preparazione, l’allenamento, la costruzione della performance.

Controlli antidoping sugli atleti di vertice

L’attenzione dei controlli antidoping si è concentrata soprattutto sugli atleti di vertice. 303 sportivi sono stati inseriti nel Registered Testing Pool, il gruppo sottoposto ai controlli più frequenti e agli obblighi di reperibilità. In vista delle Olimpiadi di Parigi 2024, il monitoraggio si è esteso a 1.272 atleti nel periodo pre-olimpico. Il risultato è una copertura quasi totale: il 98% della delegazione olimpica italiana e il 100% di quella paralimpica sono stati sottoposti ad almeno un controllo antidoping prima della partenza per la Francia.

I profili degli atleti positivi

Le 85 positività accertate nel 2024 non sono distribuite in modo uniforme, ma si concentrano su alcune fasce d’età ben precise. Il picco si registra tra i 25 e i 33 anni, la fascia in cui si gioca una carriera sportiva tra contratti, accesso ai corpi militari, premi e stabilità economica: qui si contano 29 esiti avversi, pari al 34,1% del totale. Lo stesso peso si ritrova nella fascia over 42, anch’essa con 29 positività e una quota identica del 34,1%, a conferma di come il fenomeno interessi sia il pieno della carriera sia le sue fasi finali.

Subito dietro arrivano gli atleti tra i 34 e i 42 anni, con 18 casi (21,2%), mentre la fascia 18–24 anni conta 9 positività, pari al 10,6%. I minorenni restano marginali, con 3 casi complessivi. Sul piano del genere, il quadro è altrettanto netto: 70 positività riguardano uomini e 15 donne, un divario marcato che conferma come il fenomeno colpisca in prevalenza il versante maschile dello sport italiano.

Doping, la mappa degli sport

Il doping si concentra soprattutto in alcune discipline chiave, ma compare anche in modo più frammentato in altri sport. Il caso più evidente è il ciclismo, con 32 positività accertate, che da solo raccoglie oltre un terzo degli 85 casi complessivi registrati in Italia. Molto più distanziata l’atletica, con 5 positività, concentrate soprattutto nelle prove di resistenza. Seguono il calcio, con 3 casi, il sollevamento pesi, con 2 positività,

Accanto a questi sport, il report segnala una serie di singoli episodi isolati, uno per disciplina: bodybuilding, sport di tiro, calcio a 5, pugilato, triathlon e  wrestling hanno fatto registrare 1 positività ciascuno nel corso del 2024. Numeri ridotti, ma significativi, perché mostrano come il doping non sia confinato a pochi ambiti, ma attraversi discipline molto diverse, anche quando i casi non raggiungono dimensioni strutturali.

Le sostanze più usate nel doping

Anche la natura delle sostanze individuate aiuta a capire che tipo di doping viene praticato in Italia. Su 85 casi complessivi, la categoria più numerosa è quella degli agenti anabolizzanti, con 33 positività. Si tratta di sostanze usate per aumentare la massa muscolare, la forza e la capacità di recupero: tra queste compaiono clostebol (8 casi), testosterone e suoi metaboliti (5), stanozololo (4) e altri steroidi o modulatori androgeni.

Subito dopo arrivano ormoni e fattori di crescita, con 28 casi complessivi. La sostanza più ricorrente è l’eritropoietina (Epo), individuata in 22 positività. L’Epo stimola la produzione di globuli rossi e migliora l’ossigenazione del sangue, aumentando la resistenza negli sport di endurance. Accanto all’Epo compaiono anche 3 casi di Cera. Si tratta di una forma di eritropoietina di nuova generazione, a lunga durata d’azione, utilizzata con lo stesso obiettivo: migliorare la resistenza fisica nel tempo.

Un terzo blocco riguarda i diuretici e gli agenti mascheranti, con 21 positività: sostanze che servono a diluire le urine o nascondere altre tracce, come idroclorotiazide, brinzolamide, dorzolamide e furosemide.  Più limitati nei numeri, ma comunque presenti, gli stimolanti, con 9 casi (sostanze che aumentano temporaneamente attenzione e reattività), e i cannabinoidi, con 7 positività legate al Thc.

Il doping scoperto fuori dal laboratorio

Accanto ai controlli di routine, nel 2024 Nado Italia ha dovuto gestire 700 segnalazioni, arrivate da fonti diverse. Segnalazioni che non sono rimaste sulla carta: da lì sono nati 472 controlli mirati, decisi incrociando informazioni, dati e verifiche sul campo. Un lavoro meno visibile, ma decisivo, che ha portato a 46 violazioni delle norme antidoping accertate, anche in casi in cui non c’era un test positivo a fare da prova.

È il segnale di un cambio di passo: il doping oggi non viene scoperto solo grazie a un campione positivo, ma anche attraverso indagini vere e proprie, costruite nel tempo e portate avanti insieme al Comando Carabinieri per la Tutela della Salute (NAS). In pratica, nel 2024 una parte rilevante dei casi italiani emerge fuori dal laboratorio, dove il controllo diventa investigazione e il doping smette di restare nascosto.

Passaporto biologico e reperibilità

Nel 2024 è stato accertato anche un caso di passaporto biologico alterato, che ha riguardato un atleta del ciclismo su strada. In questo caso non viene individuata una sostanza vietata in un singolo test. A emergere sono valori biologici anomali, osservati nel tempo e incompatibili con la fisiologia normale. Il passaporto biologico funziona proprio così. Non cerca una singola sostanza. Monitora nel tempo parametri come sangue e ormoni. In questo modo permette di individuare pratiche dopanti anche quando manca una prova diretta in laboratorio.

Accanto a questo episodio, il report segnala 52 violazioni degli obblighi di reperibilità: 45 per mancato controllo e 7 per mancata comunicazione. La reperibilità è l’obbligo per alcuni atleti di comunicare ogni giorno dove si trovano, così da rendere possibili controlli antidoping a sorpresa. Se l’atleta non è nel luogo indicato, oppure non aggiorna correttamente queste informazioni, la violazione viene comunque registrata, anche senza un test positivo. In pratica, nel sistema antidoping non contano solo le sostanze, ma anche il rispetto delle regole che rendono possibili i controlli.

Procura antidoping, i numeri dell’attività

Sul fronte disciplinare il lavoro non è mancato. Nel 2024 la Procura Nazionale Antidoping ha chiuso 124 procedimenti e ne ha avviati altri 86, 58 dei quali definiti entro l’anno. Gran parte di questi fascicoli passa da Roma, che da sola concentra 70 procedimenti su 86 a livello nazionale. A completare il quadro ci sono le 71 sospensioni cautelari decise dal Tribunale Nazionale Antidoping: un segnale chiaro di un sistema che prova a intervenire subito, senza aspettare solo le decisioni finali.

Domande e risposte, clicca per aprire
Quanti casi di doping sono stati registrati in Italia nel 2024?
Nel 2024 in Italia sono stati accertati 85 casi di positività antidoping. Il dato colloca il Paese al terzo posto a livello mondiale per numero di casi, dietro a India e Francia.
Su quanti atleti e controlli si basano questi dati?
I casi derivano dall’analisi di 9.748 campioni biologici prelevati su 5.406 atleti, appartenenti a 142 discipline sportive diverse. L’1,57% degli sportivi controllati è risultato positivo.
I controlli avvengono soprattutto in gara?
No. Il 68% dei controlli antidoping in Italia nel 2024 è stato effettuato fuori competizione, durante allenamenti e fasi di preparazione, quando non ci sono eventi ufficiali.
Quali sono gli sport più colpiti dal doping?
Il ciclismo è lo sport con il maggior numero di casi, 32 positività su 85. Seguono atletica (5), calcio (3) e sollevamento pesi (2). Altri sport registrano singoli episodi isolati.
Quali sostanze dopanti sono le più utilizzate?
Le sostanze più frequenti sono gli agenti anabolizzanti (33 casi) e gli ormoni e fattori di crescita (28 casi), in particolare l’eritropoietina. Seguono diuretici e agenti mascheranti.
Il doping viene scoperto solo con i test di laboratorio?
No. Nel 2024 sono state gestite 700 segnalazioni che hanno portato a 472 controlli mirati e a 46 violazioni accertate, anche senza un test positivo, grazie ad attività investigative.
Che ruolo ha il passaporto biologico?
Il passaporto biologico monitora nel tempo i parametri fisiologici degli atleti. Nel 2024 ha portato all’accertamento di un caso di doping senza individuare una singola sostanza vietata.

 

Fonte: Wada, Nado
I dati sono aggiornati al 2024
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