In Fisco e tasse

Il confronto con i Paesi Ue: secondi per accise su benzina e diesel. Quanto pesa il fisco al volante

Fisco e tasse possono togliere la voglia di possedere un’automobile, perché dopo averla comprata bisogna mantenerla, e tra Iva, accise e bolli si può buttare via una valanga di soldi. Soprattutto in Italia.

Quante tasse sull’automobile

Cominciamo a vedere una per una le tasse automobilistiche in Europa partendo dall’Iva sull’acquisto i cui numeri sono indicati nel grafico sopra. In questo caso l’Italia è al decimo posto su 28, con il 22%. Al primo posto vi è l’Ungheria, con il 27%, poi Croazia, Danimarca e Svezia al 25%. Poi Finlandia e Grecia, con il 24%, e Irlanda, Polonia e Portogallo con il 23%. In gran parte degli altri Stati l’Iva è minore, in particolare è solo del 19% in Germania, e del 20% in Francia.

Ma l’Iva sull’acquisto di un’automobile è solo una delle tasse da pagare per un proprietario, ve ne sono naturalmente molte altre.

Le tasse automobilistiche in Europa

E una cosa è certa. L’Europa non è certo unita riguardo alle tasse automobilistiche e dei costi che pendono sul proprietario: le differenze tra i balzelli applicati da Paese e Paese sono ancora enormi e, come spesso accade, l’Italia sta nella parte alta della classifica.

Classifica che però non può essere fatta in modo preciso, perché le tasse elencate da Acea (Association des Constructeurs Européens d’Automobiles) a volte non sono paragonabili. Quelle che sono paragonabili sono le accise sui carburanti: quelle sulla benzina verde sono indicate nella tabella qui sotto. Le accise sono tasse indirette che non dipendono dal prezzo ma dalla quantità, quindi non è in percentuale, come le altre, ma corrisponde a un ammontare fisso, al litro nel caso del carburante. Sono quelle famose tasse che vengono aumentate ogni volta che vi è un’emergenza e lo Stato deve fare cassa. Questa è la situazione attuale delle accise su 1000 litri di carburante senza piombo.

L’Italia è seconda, con 728 euro su 1000 litri, o, se vogliamo, 72,8 centesimi al litro. Viene superata solo dai Paesi Bassi, con 77,8. Nel caso delle accise il divario è ancora più ampio che nell’Iva. Vi sono Paesi in cui l’accise è pari alla metà o meno di quella applicata in Italia come, per esempio, in Bulgaria, con 36,3, Ungheria, con 39,1, Polonia, con 39,5. Accise più basse di quelle italiane anche in Germania e Francia dove si paga rispettivamente 65,5 e 65,9.

Le tasse sul diesel

Le tasse automobilistiche in Europa sono diverse anche per quanto riguarda le accise sul diesel, i cui dati sono indicati nel grafico qui sotto.

Anche in questo caso siamo secondi, questa volta dietro il Regno Unito, con 61,7 centesimi al litro (o 617 euro per 1000 litri, che è lo stesso).

La più economica è sempre la Bulgaria, con 33 centesimi al litro, seguita da Lussemburgo, Polonia, Lituania, Ungheria. In quasi tutti Paesi dell’Est, ma anche in Spagna si paga molto meno, solo 36,7 centesimi. In Germania e Francia invece rispettivamente 47 e 54,7. Insomma, nonostante gli stipendi e i redditi maggiori, guidare costa decisamente meno quasi ovunque.

La tassa di registrazione

Nel caso della tassa di registrazione il confronto comincia ad essere davvero difficile perché i criteri per far pagare le tasse automobilistiche in Europa cambiano. E di molto.

Per esempio: la tassa di registrazione in Italia è calcolata sui cavalli, sul peso e sui posti mentre non è così altrove. In Germania è calcolata in percentuale sul prezzo d’acquisto +26,3 euro; in Francia si paga in base alle emissioni di CO2 superiori ai 120 grammi per km. Le emissioni di CO2 sono il criterio usato anche in Belgio,  Austria, Finlandia, Cipro, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna. Nel Regno Unito è proporzionale al prezzo, in Polonia e Portogallo alla capacità dei cilindri.

Quanto costa il bollo

Idem per il bollo auto. Ognuno fa un po’ come pare: nulla è più confusionario delle tasse automobilistiche in Europa. In Italia si considera la potenza del motore calcolato in Kilowatt, un Kw corrisponde a 1,36 Cavalli-vapore. In Romania, Slovacchia, Slovenia il bollo viene calcolato in base alla capacità dei cilindri così come in Germania e Portogallo, dove la tassa viene integrata dal calcolo sulle emissioni di CO2. Nessun bollo invece in Polonia. In Francia si paga tra i 27 e i 51,2 euro per cavallo vapore più una tassa regionale, più una cifra dipendente dalle emissioni di CO2, calcolata in modo piuttosto complicato, che obbliga gli automobilisti a pagare 160 euro in caso si superino i 190 grammi di emissioni per Km.


In Italia vi è poi l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt) di 150,81 euro, che ogni provincia può innalzare del 30%. E lo fanno quasi tutte. Vi sono tariffe diversificate in base alla regione, al fatto che si superino o meno i 100 Kw, e il tipo di standard del motore calcolato in “euro” (euro4, euro5, euro6 eccetera). Il tasso base è, per esempio, di 2,58 euro per Kw nel caso della gran parte delle regioni per auto euro5 o euro6 se non si superano i 100 Kw, ma si sale a 3,12 in Abruzzo e Campania. Si può però arrivare anche a 5,45 euro per Kw in queste regioni e in Toscana al di sopra dei 100 Kw e in caso di euro0.

Il bollo in Germania

In Germania il bollo consiste in 2 euro ogni 100 centimetri cubici di capacità di cilindro più 2 euro per ogni grammo di CO2 per Km oltre i 95 g/KmIn Spagna si considerano i cavalli fisici (Hp): si va da 12,62 euro per meno di 8 cavalli ai 112 euro per più di 20. Più le tasse regionali. Ovviamente ovunque ci sono esenzioni e sconti in base all’uso di Gpl o all’età del veicolo, con variazioni riguardanti anche la località.

Il totale delle tasse

Ma a quanto ammonta il gettito che gli automobilisti europei garantiscono alle casse del proprio Paese? Considerando il complesso delle tasse automobilistiche in Europa, gli automobilisti italiani sono al terzo posto per gettito fiscale dato che versano ogni anno 73 miliardi allo Stato. I tedeschi ne versano 90,5 e i francesi 73,5. Il grafico qui sotto mostra la differenza del gettito totale, diviso per le varie tasse, proveniente dall’uso di automobili in Germania e in Italia.

 

Ma attenzione: rispetto ai 90 miliardi dei tedeschi, i nostri, in termini relativi, sono di più perché il gettito totale dello Stato tedesco è circa il doppio rispetto a quello del nostro Paese (850 miliardi contro 1600 in Germania). Così anche la parità con il gettito delle tasse legate all’auto in Francia, 73,5 miliardi, nasconde il fatto che in realtà Oltralpe in media si raccolgono molte più tasse, 1.300 miliardi.

Significa che70 miliardi italiani incidono in modo decisamente maggiore. Provengono per quasi la metà, 35,82 miliardi, dalle accise sui carburanti. Poi c’è l’Iva, 17,35 miliardi di gettito, e i balzelli minori come i 5 miliardi e 620 milioni della revisione obbligatoria delle automobili che, in Italia, sono circa 37 milioni.

I dati si riferiscono al: 2016-2017

Fonte: Acea

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