Sono 8.216 le persone in lista per un trapianto. Per un cuore si aspettano 3 anni
Non bastano campagne, spot e testimonial: gli italiani sono sempre meno convinti della bontà della scelta di donazione degli organi. Il trend di un calo delle adesioni è confermato anche dai dati del primo trimestre del 2025. Ad aprile 2025, nel Sistema informativo trapianti risultano registrate 22,4 milioni di dichiarazioni, di cui 15,6 milioni favorevoli e 6,7 milioni contrarie. Significa che nei primi tre mesi dell’anno i “no” sono aumentati del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre le astensioni sono diminuite di 0,6 punti percentuali.
Nel primo trimestre del 2025, secondo il report del Centro nazionale trapianti, sono state registrate 952.876 dichiarazioni di volontà al momento del rinnovo della carta d’identità. Tra queste, il 60,3% ha espresso consenso alla donazione, mentre il 39,7% ha scelto di opporsi. Resta elevata anche la quota di cittadini che non si esprime: sono stati 680mila, pari al 41,6% del totale. Ma quali possono essere le ragioni delle opposizioni? Scarsa informazione, diffidenza e paure infondate.
Donazione organi, come si dà il consenso
In Italia il consenso o l’opposizione alla donazione può avvenire in vari modi. Il primo è in ospedale, dove medici specializzati informano i familiari dei pazienti deceduti in terapia intensiva: ad oggi, le dichiarazioni raccolte in questo contesto sono 172.866. Il secondo canale è il rinnovo della carta d’identità: è qui che si concentra la maggior parte delle scelte, con 13.954.131 dichiarazioni registrate al 16 aprile 2025. Un’altra possibilità è iscriversi all’AIDO, l’associazione italiana per la donazione di organi, che ha raccolto 1.498.574 adesioni.
Se il consenso cambia in base all’età
A quanto pare, a credere davvero nella donazione degli organi sono quelli di mezza età: non troppo giovani per fregarsene, non troppo anziani per diffidare. Nel primo trimestre del 2025, i 40-50enni risultano i più favorevoli, con un 68,6% di consensi e un 31,4% di opposizioni. I più scettici restano gli over 60, tra cui i “no” sono saliti dal 45,5% del 2024 al 48,4%. Ma il dato più inaspettato riguarda i 18-30enni: le opposizioni in questa fascia sono passate dal 33,6% al 37,9% in appena un anno. Un segnale chiaro che la conoscenza del tema e la consapevolezza delle sue implicazioni vanno rafforzate, soprattutto tra le nuove generazioni.
Donazione organi, un’Italia spaccata in due
Anche quando si tratta di donare gli organi, l’Italia si divide: i dati sulle dichiarazioni di volontà registrate al Comune al 31 dicembre 2024 mostrano un’adesione variabile alla donazione a seconda della regione. In cima alla classifica per minore percentuale di opposizioni troviamo la Provincia autonoma di Trento, dove solo il 20,3% dei cittadini ha espresso un rifiuto. Seguono la Valle d’Aosta con il 22,3% e la Provincia autonoma di Bolzano con il 32,3%, tutte al di sotto della media nazionale, che si attesta al 32,4%. Le opposizioni più elevate si registrano invece in Campania (43,5%), Calabria (43,2%) e Sicilia (42,2%).
Tra le città con oltre 100mila abitanti, Trento si conferma la più generosa: il 73,6% dei cittadini ha dato il consenso alla donazione, contro un 22,4% di opposizioni e un’astensione del 32,4%. Subito dopo si piazzano Sassari e Verona, che completano il podio tra i grandi centri urbani.
Nel 2024, il Comune più generoso d’Italia è stato Verceia, in provincia di Sondrio: su 158 cittadini che hanno rinnovato la carta d’identità, 139 hanno espresso una scelta. Di questi, 138 hanno detto sì e soltanto uno ha rifiutato. A seguire, Cinte Tesino (Trento) e Longano (Isernia). Dopo tre anni al primo posto, Geraci Siculo (Palermo) scende al quarto: su 205 rinnovi, sono stati raccolti 152 consensi, nessun rifiuto, ma un tasso di astensione al 26%.

Quante sono le persone che aspettano un organo
Dare il consenso alla donazione degli organi può fare la differenza tra la vita e l’attesa infinita. Al 16 aprile 2025, sono 8.216 le persone in Italia in lista per ricevere un trapianto. Il dato, fornito dal Centro nazionale trapianti, considera che alcuni pazienti siano iscritti a più programmi contemporaneamente: per questo motivo, il numero totale delle iscrizioni sale a 9.516.
Il maggior numero di pazienti è in lista per il trapianto di rene, con 5.961 persone in attesa e un tempo medio di attesa di 3,1 anni. Seguono il fegato con 1.020 pazienti (1,6 anni), il cuore con 759 (3,3 anni), il polmone con 277 (2,5 anni) e il pancreas con 194 (6,1 anni), che registra l’attesa più lunga. In fondo alla lista l’intestino, con solo 5 pazienti, ma un’attesa media comunque alta: 5,4 anni.
Gli interventi di trapianto e i tempi di attesa
Nel 2024 sono stati effettuati in Italia 4.606 trapianti d’organo, un numero che dà la misura dell’impatto concreto delle donazioni, ma anche della distanza rispetto al fabbisogno. A guidare la classifica è il rene, con 2.031 interventi, di cui 302 da donatore vivente. Seguono i trapianti di fegato con 1.691 casi (28 da vivente), e quelli di cuore con 413 interventi. Più contenuti i numeri per altri organi: 174 trapianti di polmone, 35 di pancreas e appena 1 trapianto di intestino.
Nonostante l’impegno del sistema sanitario, i numeri restano sotto la soglia di copertura ottimale. Nel 2024 sono stati 1.730 i donatori d’organo effettivamente utilizzati in Italia, pari a 29,3 per milione di popolazione (PMP). Un dato rilevante, ma non sufficiente a colmare il divario tra domanda e offerta. Colpisce anche l’età media dei donatori, che si attesta a 62,6 anni, sempre salita in sei anni (nel 2019 era 59,8).
Donazione organi, quanti sono i centri trapianto
Dietro ogni trapianto c’è un’organizzazione che non si vede, ma fa la differenza. Il sistema trapianti in Italia si regge su una rete complessa ma ben strutturata. Attualmente sono 97 i centri di trapianto attivi sul territorio nazionale, distribuiti in 42 ospedali. Il coordinamento dell’attività è affidato a 19 centri regionali, mentre il supporto logistico e clinico è garantito da 30 banche dei tessuti, fondamentali per la conservazione e distribuzione del materiale biologico.


