In Italia 38.660 lavoratori, contro i 39.797 della Francia e i 50.051 degli Stati Uniti
Stellantis richiama le stelle. Il nome deriva dal latino stello, che significa “essere illuminato di astri”. Un’immagine evocativa per il gruppo nato nel 2021 dalla fusione tra la francese PSA (Peugeot-Citroën-Opel) e l’italo-americana FCA (Fiat Chrysler). Un’ambizione almeno sulla carta. Poi arrivano i bilanci, e le stelle sembrano più degli asterischi accanto alle voci di bilancio che quelle del firmamento. La recente svalutazione per 22 miliardi di euro, lo stop al dividendo e la revisione della strategia sull’elettrico sono solo le ultime vicende di un’azienda che sta vivendo una difficile fase di passaggio, con un’evidente discontinuità rispetto alla linea impostata dall’ex ceo Carlos Tavares, ora apertamente messa in discussione dal nuovo amministratore delegato Antonio Filosa.
Il “reset strategico” di cui si sta facendo interprete proprio Filosa in quest’ultimo periodo non può ovviamente riguardare soltanto margini e modelli delle auto, ma deve in qualche modo toccare anche l’intera struttura industriale dell’azienza. In questo contesto il tema dei dipendenti Stellantis, non soltanto quelli in Italia, torna centrale: quanti sono oggi, come sono cambiati dopo la fusione e quale peso hanno gli stabilimenti Stellantis italiani rispetto a Francia e Stati Uniti. I numeri dell’organico aiutano a capire dove si sta spostando il baricentro produttivo del gruppo?
Dipendenti Stellantis in calo dal 2021
La traiettoria dell’occupazione in Stellantis è chiara se si guarda ai numeri degli ultimi cinque anni. Con la nascita del gruppo nel 2021, frutto dell’unione tra PSA e FCA, la forza lavoro è salita a 292.432 unità, per effetto dell’integrazione delle due realtàindustriali. Da quel livello è iniziata una riduzione progressiva: 282.926 dipendenti nel 2022, 271.292 nel 2023 e 259.118 nel 2024. Rispetto al picco del 2021, il calo è di 33.314 unità in tre anni. La dinamica mostra un percorso di razionalizzazione massima che accompagna l’assorbimento delle sinergie post-fusione, tra revisione della capacità produttiva, efficientamento organizzativo e riduzione graduale dell’organico.
Se si guarda solo all’ultimo esercizio, il calo è stato del 3,9% rispetto al 2023 e dell’8,9% rispetto al 2022, confermando un trend di riduzione costante. Nel freddo linguaggio manageriale, quella avvenuta negli stabilimenti (e anche negli uffici) è stata una razionalizzazione strutturale dell’organico dopo la nascita del nuovo colosso automobilistico. Per completezza di informazione è anche bene ricordare che l’85% dei dipendenti è coperto da contratti collettivi, un elemento che incide sulle dinamiche di riorganizzazione e sulle relazioni industriali nei diversi Paesi in cui il gruppo opera.
Quanti sono i dipendenti Stellantis Italia
Ma quanti sono i dipendenti italiani di Stellantis? Nel 2024 in Italia lavorano 38.660 addetti, distribuiti nei principali poli produttivi del gruppo: Mirafiori (Torino), Melfi, Pomigliano d’Arco, Cassino e Atessa (Val di Sangro), a cui si affiancano centri di ricerca, uffici tecnici e funzioni centrali. È in questi stabilimenti Stellantis che si concentra la parte più rilevante della presenza industriale italiana del gruppo, tra produzione di autovetture, veicoli commerciali e sviluppo tecnologico.
Produttività Stellantis: veicoli per dipendente
Un modo diretto per misurare l’efficienza industriale è mettere in rapporto i veicoli spediti con i dipendenti medi. Stellantis ha consegnato 5.415.000 veicoli nel 2024 con una forza lavoro media di 259.118 dipendenti, pari a 20,9 veicoli per addetto. L’anno precedente le spedizioni erano state 6.168.000, con 271.292 dipendenti, cioè 22,7 veicoli per addetto.
Se si risale ancora, il rapporto era stato di 23,1 nel 2022 (6.002.000 veicoli su 282.926 dipendenti), mentre nel 2021 si attestava a 21,3 (6.335.000 unità su 292.432 addetti). La traiettoria mostra un picco di produttività nel 2022 e un successivo rallentamento insieme alla contrazione dei volumi.
Dipendenti Stellantis nel mondo: USA primi
La mappa dei dipendenti Stellantis racconta più di molte dichiarazioni ufficiali. Il dato più evidente è che gli Stati Uniti, con 50.051 addetti, sono oggi il primo singolo Paese per numero di dipendenti. In Europa la Francia, con 39.797 lavoratori, supera l’Italia, confermando un equilibrio che vede il polo francese leggermente più ampio rispetto a quello italiano. Considerate insieme, Italia e Francia formano ancora un blocco europeo rilevante, ma non più dominante nella geografia complessiva del gruppo.
Questa distribuzione riflette dinamiche industriali differenti. Negli Stati Uniti Stellantis punta ad aumentare la capacità produttiva, mentre in Europa il problema è opposto: sovracapacità degli impianti in un mercato che non è ancora tornato ai volumi del 2019. E poi c’è il Sud America: il Brasile, con 27.394 dipendenti, rappresenta oltre il 10% dell’organico globale e conferma che quella parte di mondo è sempre più una componente stabile dell’equilibrio produttivo del gruppo.
La nuova geografia di Stellantis
Messi insieme, Italia, Stati Uniti, Francia e Brasile contano 155.902 dipendenti su un totale medio globale di 259.118: significa che il 60,1% dell’organico mondiale di Stellantis è concentrato in questi quattro Paesi. Il peso italiano è oggi inferiore sia a quello statunitense sia, seppur di poco, a quello francese: l’Italia rappresenta il 14,92% della forza lavoro globale, la Francia il 15,36%, gli Stati Uniti il 19,32% e il Brasile il 10,57%.
Se però si amplia lo sguardo alle macro-aree geografiche, emerge una fotografia ancora più chiara della distribuzione industriale del gruppo. Nel 2024 l’Enlarged Europe concentra 126.242 dipendenti, il North America ne conta 75.554, il South America 32.612, mentre Middle East & Africa si attestano a 7.874 e l’area China, India & Asia Pacific a 5.961. L’Europa allargata resta quindi la principale area occupazionale in termini aggregati, ma il peso del Nord America è significativo.
Ricavi in calo, struttura sotto pressione
La riduzione dei dipendenti non è legata a una carenza di liquidità. A fine 2024 Stellantis dispone di 51,8 miliardi di euro di cassa, una cifra pari a circa il 33% dei 156,9 miliardi di ricavi netti registrati nell’anno. Il gruppo chiude inoltre con un utile netto di 5,5 miliardi e un Adjusted Operating Income (AOI) di 8,6 miliardi, ma con ricavi in calo del 17% rispetto al 2023. Il margine operativo si ferma così al 5,48%, un livello più contenuto rispetto agli anni precedenti.
In questo quadro la struttura industriale, costruita per sostenere volumi superiori ai 5,4 milioni di veicoli spediti nel 2024, pesa di più quando il fatturato scende. Con una forza lavoro media globale di 259.118 dipendenti, il rapporto tra costi fissi e ricavi diventa centrale. È qui che si inserisce la razionalizzazione dell’organico: non come risposta a un’emergenza finanziaria, ma come leva per difendere efficienza e redditività in una fase di mercato meno espansiva.
Stellantis, cosa significa cash flow negativo
Un indicatore decisivo per capire le scelte del gruppo è l’Industrial free cash flow, cioè la cassa generata (o assorbita) dalle attività industriali dopo aver sostenuto gli investimenti. In altre parole, misura quanta liquidità resta davvero disponibile una volta pagati impianti, piattaforme e sviluppo prodotto. Nel 2024 questo dato è negativo per 6,0 miliardi di euro: significa che la gestione industriale ha assorbito risorse invece di produrne.