Le regioni dove si muore di più di diabete mellito

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La malattia si espande in tutto il mondo. Ma si può prevenire. Ecco come

Il diabete mellito è il focus della Giornata Mondiale della Salute 2016, organizzata dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) il 7 aprile di ogni anno. Nella mappa vediamo le regioni italiane dove questa malattia cronica causa più morti.

Il 9% del mondo soffre di diabete mellito

Questa malattia cronica, il cui nome deriva dalla parola latina mel, che significa miele, per l’odore caratteristico dell’urina dei malati, causato da un livello troppo alto di glucosio nel sangue, è in drammatico aumento in tutto il mondo.

diabete mellito

L’Oms stima che nel 2014 il 9% della popolazione adulta nel mondo soffra di diabete. Secondo le proiezioni dell’IDF (International Diabetes Federation) questa cifra potrebbe raggiungere il 10% nel 2040. Nell’Unione Europea è stata stimata una percentuale di diabetici del 6%, nella fascia d’età 20-79 anni, nel 2013. In Italia la prevalenza standardizzata di diabetici – cioè la percentuale tenuto conto delle variazioni nelle fasce d’età della popolazione- è cresciuta dal 3,9% del 2001 al 4,8% del 2014. Nel nostro Paese problema è più diffuso tra gli anziani: nelle persone con più di 75 anni, la prevalenza del diabete raggiunge il 20,3%. La mortalità è più alta nel Mezzogiorno e in Liguria. La regione più colpita è la Sicilia (tasso di mortalità 5,16%).

Perché al Sud si muore di più di diabete mellito

Esistono diversi fattori che possono contribuire alla maggiore incidenza di diabete mellito e alla mortalità correlata nel sud Italia, tra cui:

  1. Stile di vita: Lo stile di vita del sud Italia è caratterizzato da una dieta ricca di carboidrati e grassi, abbinata a un livello di attività fisica più basso rispetto al resto del paese. Ciò può portare all’obesità, che è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo del diabete mellito.
  2. Fattori socio-economici: Il sud Italia è una delle regioni più povere del paese, con una maggiore disoccupazione e un livello di istruzione più basso rispetto ad altre regioni. Questi fattori socio-economici possono influenzare lo stile di vita e la salute delle persone, aumentando il rischio di malattie croniche come il diabete mellito.
  3. Accesso ai servizi sanitari: Il sud Italia ha una densità di popolazione inferiore rispetto al resto del paese, con una distribuzione meno uniforme dei servizi sanitari. Ciò può rendere più difficile per le persone affette da diabete mellito accedere a cure di qualità e a un monitoraggio costante della loro condizione.
  4. Predisposizione genetica: Ci sono alcune prove che suggeriscono che alcune popolazioni nel sud Italia potrebbero avere una maggiore predisposizione genetica al diabete mellito rispetto ad altre regioni del paese.

I costi sociali ed economici del diabete

L’Idf (International Diabetes Federation) stima che il costo annuale diretto del diabete nel mondo superi gli 827 miliardi di dollari e che questa cifra sia più che triplicata nel periodo tra il 2003 e il 2013, per effetto dell’aumento dei malati e della spesa pro capite per i nuovi farmaci che aiutano a controllare le conseguenze del diabete.
La buona notizia è che il diabete si può prevenire nel 90% dei casi. Esistono, infatti, due tipi di diabete: nel 10% dei casi si tratta di diabete di tipo 1, che colpisce bambini e adolescenti, per cause non ben chiarite (probabilmente genetiche). Il pancreas dei malati di diabete di tipo 1 non produce abbastanza insulina, l’ormone che serve a regolare il livello di glucosio nel sangue. Nel 90% dei casi si tratta invece di diabete di tipo 2, che è legato a una predisposizione genetica ma si scatena per cause prevenibili, come una dieta troppo ricca di alimenti dolci, l’obesità, la mancanza di esercizio fisico e il fumo. Ed è proprio questo secondo tipo di diabete ad essere in aumento nel mondo, persino tra i bambini. Nel diabete di tipo 2, il pancreas produce normalmente insulina, ma l’organismo ha perso la capacità di utilizzarla.
Esiste anche il diabete gestazionale, che colpisce le donne in gravidanza e va diagnosticato e curato precocemente, in quanto può causare gravi danni sia alla madre sia al feto e predispone entrambi al diabete di tipo 2.

I sintomi del diabete mellito

I primi sintomi di diabete mellito sono una sete eccessiva, urinare in eccesso, perdita di peso, calo della vista e stanchezza. Nel diabete di tipo 1 sono più evidenti da subito, mentre spesso il diabete di tipo 2 viene scoperto solo con un esame del sangue, È importante che tutti i tipi di diabete siano diagnosticati per tempo, perché comportano gravi complicanze, tra cui la perdita della vista, la cancrena e l’amputazione di piedi e gambe e l’insufficienza renale. I diabetici sono anche più a rischio di malattie cardiovascolari. Il diabete mellito è la principale causa dell’impotenza sessuale maschile. Per fortuna, si può prevenire semplicemente con lo sport e una dieta equilibrata.

I disturbi provocati dal diabete

L’eccessiva presenza di glucosio nel sangue, quindi, di troppo zucchero, ha conseguenze gravissime sull’organismo. Le complicazioni sono sia immediate che a lungo termine e sono proprio queste le più gravi. Proviamo ad elencare quali sono i disturbi più comuni.

  • Arti. Sono gli organi del corpo umano più danneggiati dal diabete. Anzi, il diabete è il primo responsabile della maggior parte delle amputazioni di arti nel mondo. Il motivo è che il glucosio rende il corpo umano meno sensibile al dolore e, quindi, spesso chi è affetto da diabete non si accorge della sofferenza. E’ il piede quello che soffre di più, al punto che viene esattamente chiamato “piede diabetico”.
  • Cuore. L’ipertensione è una conseguenza dell’eccesso di zucchero nel sangue. Significa che tra i diabetici l’infarto è più comune.
  • Occhi. Il diabete (esiste quello di tipo 1 e il diabete di tipo 2, ma gli effetti sul corpo non sono dissimili) è la prima causa di cecità nel mondo: il glucosio danneggia in modo irreparabile i microvasi della retina.
  • Reni. L’apparato renale viene danneggiato sempre dal glucosio e la conseguenza può essere anche una grave insufficienza renale.
  • Cervello. E’ sempre lo zucchero la causa principale dell’aumento degli ictus e dei casi di epilessia.

Quali sono le cure innovative per il diabete mellito

Esistono diverse terapie innovative per il diabete mellito, tra cui:

  1. Terapia con cellule staminali: Le cellule staminali sono in grado di differenziarsi in diversi tipi di cellule, comprese le cellule pancreatiche che producono insulina. La terapia con cellule staminali è ancora in fase di sviluppo, ma potrebbe essere una promettente cura per il diabete mellito in futuro.
  2. Pancreas artificiale: Un pancreas artificiale è un dispositivo medico che monitora continuamente il livello di zucchero nel sangue e rilascia automaticamente la giusta quantità di insulina nel corpo. Questo tipo di terapia è ancora in fase di sviluppo, ma potrebbe essere una soluzione a lungo termine per le persone con diabete mellito.
  3. Terapia genica: La terapia genica è una tecnologia che prevede l’introduzione di un gene funzionante all’interno delle cellule del corpo. La terapia genica potrebbe essere utilizzata per riparare o sostituire il gene difettoso che causa il diabete mellito.
  4. Terapia con farmaci innovativi: Sono stati sviluppati diversi nuovi farmaci per il diabete mellito, tra cui inibitori del SGLT2, agonisti del recettore del GLP-1 e inibitori della DPP-4. Questi farmaci possono aiutare a controllare il livello di zucchero nel sangue e a prevenire le complicanze del diabete mellito.

I dati si riferiscono al: 2014
Fonti: Istat, Istituto Superiore di Sanità; Oms
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