
Sono il 2,3% della popolazione ma il 4,2% dei detenuti. Per gli induisti è il contrario
Il grafico confronta le proporzioni della diffusione delle religioni tra la popolazione indiana e tra i carcerati nelle carceri dell’India. Nel grafico sulla destra sono rappresentate le percentuali di induisti (rosso), musulmani (verde), cristiani (azzurro), sikh (arancio) e membri di altre confessioni religiose (grigio) nella popolazione dell’India (censimento 2011). Sulla sinistra invece la distribuzione di questi stessi gruppi nella popolazione carceraria a fine 2014.
I carcerati per religione in India
Come si vede, chi appartiene a una minoranza religiosa ha più probabilità di finire in carcere: i musulmani erano il 14,23 % della popolazione ma rappresentano il 20,6% dei carcerati.
Più la minoranza è piccola e più, in proporzione, sono numerosi i carcerati. Ad esempio: i cristiani sono il 2,3% dei cittadini indiani ma il 4,2% della popolazione carceraria, una percentuale quasi doppia. I sikh, che sono solo l’1,72% della popolazione generale, tra i carcerati sono il 4,4%.
Per 966,3 milioni di induisti la situazione è rovesciata: sono il 79,8% della popolazione, ma solo il 74,2% dei carcerati.
Si può parlare di persecuzione dei cristiani?
I cristiani sono in carcere non per reati d’opinione, ma in genere per reati comuni ma un’elevata presenza di carcerati di una determinata confessione è il segno che un certo gruppo vive condizioni più o meno gravi di emarginazione. Si può dunque parlare di carcerati per religione?
Ma i cristiani che sono in carcere sono colpevoli? Difficile dirlo. In India il 67,6% dei 397.173 detenuti è in attesa di giudizio e lo 0,8% è in attesa che il processo, almeno, cominci. Solo il 31,4% stava già scontando una condanna per qualche reato.
Il sovraffollamento nelle carceri indiane
Di sicuro non stanno comodi: il tasso di occupazione, cioè il rapporto tra detenuti e posti disponibili, è in media del 117,4%. Nello Stato Dadra and Nagar Haveli il dato è del 331,7% (quindi ci sono stati più di tre detenuti per un posto) nel Chhattisgarh 258,9% e a Delhi 221,6%.
I dati si riferiscono al 2011 per la popolazione generale e a fine 2014 per la popolazione carceraria.
Fonti: Census Bureau of India e Ministry of Home Affairs of India
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