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In totale i detenuti sono 139.130. Intanto le misure anti-coronavirus provocano proteste

Il coronavirus scuote anche le carceri italiane: a Foggia sono evasi 20 detenuti e si contano proteste in 27 carceri, tra cui Modena, Napoli, Salerno, Frosinone, Vercelli e Alessandria. Nel carcere di Sant’Anna a Modena 7 persone hanno perso la vita a causa dell’overdose da psicofarmaci sottratti alle infermerie durante le proteste. All’origine delle rivolte ci sarebbe la polemica per il sovraffollamento e lo stop ai colloqui “a vista”: le misure anti-coronavirus, infatti, prevedono lo svolgimento di colloqui solo per via telefonica o video. Gravi disordini si sono verificati anche nelle carceri di San Vittore a Milano e di Rebibbia a Roma, dove i detenuti hanno assaltato le infermerie e bruciato diversi materassi. Nel corso della protesta a Foggia, invece, circa 20 detenuti sono evasi dal carcere, mentre altri cinquanta sono riusciti a scappare, di cui 30 sono stati bloccati nelle vicinanze dalla polizia.

In carcere in Italia sono presenti 139.130 persone in tutto, di cui 34.050 per furto e rapina, come si può vedere nel grafico qui sopra che mostra il totale di detenuti (italiani e stranieri, uomini e donne). Dietro le sbarre finiscono meno stranieri e pochissime donne: il profilo del carcerato medio è quello dell’uomo italiano, con un’età media compresa fra i 50 e i 59 anni. In carcere nel 2019 c’erano 23.904 uomini italiani, arrestati per un reato contro il patrimonio (contro 945 donne italiane). Gli altri reati più diffusi tra gli uomini italiani sono quelli che riguardano la persona (16.778), la droga (13.064), le armi (9.249), l’associazione di stampo mafioso (7.173) e la pubblica amministrazione (5.566).

Gli uomini stranieri che nello stesso periodo sono finiti in carcere per i reati contro il patrimonio sono 8.766, come si legge nel grafico qui sopra. Gli altri crimini più diffusi in questo caso sono quelli commessi contro: la persona (7.439), la legge droga (7.343), la pubblica amministrazione (3.460) e infine contro la fede pubblica (1.591).

Il ritratto del crimine in Italia

La maggioranza dei carcerati non è più giovanissima, ma ha un’età compresa fra i i 50 e 59 anni (per un totale di 10.270 persone). Le altre fasce d’età più presenti nelle carceri italiane sono quelle intermedie: 35-39 (8.782), 30-34 (8.592) e 40-44 (8.473), come si vede nel grafico in basso. I giovanissimi, di età compresa fra 18 e 20 anni (879 in totale) sono addirittura meno degli over 70, che salgono a 954.

Una curiosità: sempre nel periodo considerato, ben 20.166 persone in carcere per un qualsiasi reato non erano sposate, contro 17.275 che invece erano coniugate. In alcuni casi i reati coinvolgono entrambi i partner (7.703). I separati sono 2.812, i divorziati 2.156 e i vedovi sono solo 625.

Carcerati in Europa

In Europa ci sono in media 116 carcerati ogni 100.000 persone. Il Paese con la media più alta è la Lituania (231,17), cui segue la Repubblica Ceca (209,47), l’Estonia (206,97), l’Albania (197,25) e la Polonia (196,14). L’Italia è uno dei Paesi con meno carcerati in Europa: 97,44. I più virtuosi rimangono però Danimarca (59,46), Svezia (57,16), Finlandia (56) e Islanda (38,72).

I dati si riferiscono al: 2017-2019

Fonti: Ministero della Giustizia, Eurostat

Leggi anche: In 48.144 sono entrati in carcere, il 43% stranieri

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