Quanto costa a ogni Stato europeo mantenere i rifugiati

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L’Italia è tra i Paesi più generosi del continente, ma la Germania e la Svezia ci battono

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, basate sui dati disponibili per i Paesi Europei, l’Italia nel 2016 sta spendendo per mantenere i rifugiati e richiedenti asilo lo 0,24 del proprio Pil, cioè più della media Europea ma meno della Germania (0,35) e soprattutto di Stati del Nord Europa come la Svezia, che detiene il record dell’1%. Ma i costi sono in crescita: nel 2014 l’Italia ha speso lo 0,17% del Pil, nel 2015 lo 0,20% e, come detto, nel 2016 arriverà ad una spesa dello 0,24%

L’impegno di mantenere i rifugiati

L’Unione Europea si fa carico solo di una piccola parte dei costi fiscali immediati sopportati dai Paesi che accolgono più profughi. Nel settembre 2o15, la commissione  europea ha deciso di aumentare le risorse dell’Unione destinate ai profughi da 1,7 miliardi di euro (0,01% del Pil europeo) a 9,7 miliardi di euro (0,07 %), trasferendole da altre parti del budget. E’ chiaro che alle nazioni che arrivano a spendere oltre lo 0,2% del Pil come l’Italia per mantenere i rifugiati, non basta.

mantenere i rifugiati

Questi soldi in più, inoltre, saranno spesi per il programma Frontex, per sostenere i Paesi membri nella gestione delle frontiere e degli immigrati, attraverso il Fondo Europeo per l’Immigrazione e l’Integrazione, per i trasferimenti collegati ai  programmi di trasferimento e ricollocazione e in aiuti a Paesi esterni all’Unione, per esempio la Turchia, che accoglie molti profughi siriani.

Potremmo rinegoziare il Patto di Stabilità

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, i Paesi che subiscono il maggior impatto della crisi dei profughi e che spendono di più per mantenere i rifugiati, potrebbero chiedere di rinegoziare i termini del Patto di Stabilità, che prevede, in casi come questo, una certa flessibilità. Ed è esattamente quello sta sta facendo il premier Renzi che sta trattando con la Ue per ottenere il permesso di fare più deficit pubblico proprio per sostenere le spese dell’emergenza profughi.

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Mantenere i rifugiati, fli effetti sul Pil del 2020

L’effetto immediato dell’ondata di rifugiati sul Pil è prevedibilmente una piccola crescita, più intensa nei Paesi, tra cui l’Italia, dove si concentrano i profughi. Il Pil europeo è aumentato dello 0,05% nel 2015 e aumenterà dello 0,09 nel 2016 e dello 0,13 nel 2017. Questa crescita, però sarà dovuta quasi interamente alla spesa pubblica, non all’apporto del reddito prodotto dai profughi.
Per il futuro a medio termine, il Fondo Monetario Internazionale prevede due possibili due scenari. In quello ottimale i profughi nel 2020 si saranno integrati e produrranno reddito, facendo aumentare il Pil dell’Europa dello 0,25%, nel caso peggiore, invece, resteranno disoccupati e il Pil calerà dello 0,4%.

I dati si riferiscono al: 2014-2016
Fonte: stime del Fondo Monetario Internazionale su cifre fornite dai Paesi dell’Unione Europea. La Grecia non ha fornito dati per il 2014 e il 2016. Il Regno Unito non ha fornito dati per il 2016.


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