Il costo della vita per provincia ad agosto. A Lodi l’aumento minore: 6,20%
L’ultimo anno in cui in Italia si è toccato un costo della vita alto come quello che è stato raggiunto ad agosto 2022 è stato il 1985, precisamente a dicembre quando fu pari a +8,8%. Oggi, secondo le stime preliminari dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo registra un aumento dell’8,4% su base annua facendoci rimpiangere il +7,9% del mese precedente.
Eravamo stati abituati ad archiviare l’inflazione tra quei pochi fenomeni economici che non ci interessavano quasi più, essendo spesso, anzi, alle prese con la deflazione, ovvero la riduzione del costo dei beni e dei servizi a causa della stagnazione dell’economia.
Dove il costo della vita cresce di più in Italia
Invece ad aggiungersi a quei problemi che non se ne sono mai andati, bassa occupazione, produttività ferma e crescita strutturalmente lenta ora vi è anche il ritorno del carovita. A contribuire con un elemento di complicazione, inoltre, è anche il fatto che questo non è omogeneo sul territorio nazionale, anzi. L’Istat, infatti, riesce a distinguere tra i livelli di inflazione nelle diverse province italiane.
A fronte di un costo della vita in crescita in Italia del 8,4% in agosto è nelle isole e nel Nord-Est che si è verificato quello più alto, rispettivamente del +9,2% e dell’ +8,4%. In particolare il record spetta alla provincia di Bolzano e a quella di Catania, dove si è toccato il +10% e il 9,9%.
Boom dell’inflazione nelle Isole e al Nord-Est, più contenuto nel Mezzogiorno
Sono le aree più popolose della Sicilia, e, come sappiamo, anche tra quelle in cui i redditi disponibili sono inferiori e l’occupazione è minore nel Paese. Significa che qui l’aumento dei prezzi incide ancora di più, e se è superiore a quello che avviene in aree più ricche significa che il divario economico generale tra Nord e Sud è destinato a crescere. Tuttavia non vi sono solo province siciliane o sarde tra quelle con il costo della vita più alto in Italia. Nella top ten, come si vede nella nostra infografica, troviamo anche Trento, con +9,5%, Verona, con un aumento dei prezzi del +9,1%, Ravenna +8,8%. Per trovare la prima provincia del Mezzogiorno con l’aumento più alto dobbiamo scendere fino alla dodicesima posizione, con Cosenza +8,7% e poi alla ventiquattresima, Pescara +8,4%.

Cosa fa aumentare di più i prezzi
I motivi per cui proprio queste province sono quelle con il carovita più importante sono in realtà molto varie. A Catania, per esempio, incide molto l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche, che ha raggiunto il record di +12%. Si tratta, tra l’altro, dei consumi più frequenti e importanti soprattutto per le fasce di popolazione più povere. A Bolzano, invece, conta molto di più il divario tra l’incremento dei costi delle utenze domestiche (elettricità, gas, acqua, ecc). Mediamente l’inflazione in questo comparto è stata del 31,5% in agosto, ma in Alto Adige ha raggiunto il 45,1%, un record, di contro in Sicilia l’aumento in questo comparto è stato del 29,6%. L’inflazione in altri settori, come i trasporti, presenta minori differenze geografiche. In questo caso il divario maggiore, rispetto al +10,3% nazionale, è rappresentato dalla Sardegna 16,4%.
In Italia il costo della vita più basso è nel Nord Ovest
Ma quali sono invece le aree in Italia in cui il costo della vita è più basso? Basso in termini relativi, naturalmente, perché ovunque l’inflazione ha avuto un balzo che negli ultimi 10 anni pochi avrebbero ritenuto possibile. È al Nord Ovest che il carovita è un po’ meno evidente. In agosto ha raggiunto infatti il 7,6%. Le province dove il prezzo al consumo è cresciuto di meno sono: Lodi, con il +6,20%, Bergamo di poco più alto 6,30%, Vercelli, 6,60% Reggio Emilia 6,70%.
Perché al Nord l’inflazione cresce meno
A rendere meno forte l’impatto dei prezzi è un aumento meno pronunciato di quelli dell’energia. Infatti al Nord-Ovest il rialzo dei prezzi di abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili è stato del del 22,4%, nel Nord-Est del 26,4%, al Centro del 23,5%, al Sud del 25,9% e nelle Isole del 29.2%, il più alto dello Stivale a fronte di una media nazionale del 31,5%. A Torino sono invece cresciuti del 20,2%, quindi circa l’11% in meno rispetto alla media italiana.
Il Nord rispetto al Sud beneficia inoltre della flessione dei costi delle comunicazioni. Gli unici con il segno meno. Calano del 4,6% al Nord-Ovest e solo del – 2,1% nelle Isole.
Piacenza, schizza il costo dei servizi sanitari
Altri dati significativi includono la stabilità dei prezzi dei servizi sanitari e dell spese per la salute che ad agosto 2022 salgono solo dello 0,8% in tutta Italia, e solo dello 0,3% al Sud. Ma con un’eccezione notevole nel piacentino, dove le speso relative a questo settore hanno subito un aumento addirittura del 9,3%, sono invece scesi a Campobasso -0,2% e a Pisa -0,3%-
I dati dei prossimi mesi ci racconteranno non solo l’impatto che il costo della vita in Italia avrà sulle altre variabili economiche, ma anche quello dei divari geografici che lo stanno interessando. Se, per esempio, la ripresa delle aree più fragili sarà danneggiata più di quella del Nord.
I dati si riferiscono ad agosto 2022
Fonte: Istat
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