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Ecco tutte le tasse che Trump vuole tagliare insieme al programma sanitario

In Europa probabilmente si è parlato dell’Obamacare e del suo “repeal”, ovvero della sua revoca quasi solo dal punto di vista dei servizi e delle prestazioni che vengono garantite e sono ora a rischio con il cambio della legge, oltre che delle spese. Ma troppo poco si discute di quello che è il vero motivo della volontà di abolire la riforma e sostituirla con quella che viene chiama “Trumpcare”: le tasse.

Quanto costa l’Obamacare

Sì, perché sono state le maggiori imposte a rendere indigesta la riforma sanitaria Obamacare almeno a metà del Paese. Ed è su questo che punta la presidenza Trump per raccogliere consenso per la sua revoca. Revoca che comunque dovrà passare dal voto del Congresso. Tasse che secondo la Tax Foundation, un istituto di ricerca e analisi indipendente in tema fiscale, caleranno di 550 miliardi da qui al 2026 se il repeal dell’Obamacare sarà votato anche in Senato, cosa non scontata. Vediamo quali sarebbero le più importanti imposte abolite.
Come mostra il grafico sopra, la fetta più grande di risparmio, 172,2 miliardi di dollari, verrebbe dal taglio del Net Investment Income Tax (Tassa sugli investimenti netti e il reddito), ovvero dall’abolizione di quella sovrattassa del 3,8% che Obama ha deciso di aggiungere alla tassazione già esistente sui guadagni da capitale o sui redditi molto alti.
In pratica già negli Usa si pagava il 20% sui dividendi, sugli interessi attivi, sulle plusvalenze in caso di vendita di beni capitali (azioni, quote di imprese, ecc), su royalties o affitti, insomma su tutto ciò che non è reddito da lavoro. Per finanziare l’Obamacare è stato aggiunto il 3,8% a questo 20%. Questa sovrattassa è stata introdotta anche sui redditi se questi superano i 200 mila dollari, o i 250 mila se si tratta di una coppia.
Una famiglia benestante che si trova nella situazione sia di superare questi limiti di reddito sia di avere guadagni da capitale può applicare la sovrattassa alla fonte di guadagno più bassa, confrontando per esempio una plusvalenza alla cifra da reddito di lavoro che supera quei 250 mila dollari. L’intenzione dell’amministrazione Trump è di eliminare questo 3,8%, facendo quindi risparmiare alla classe media e medio-alta 172,2 miliardi.

Meno tasse sui ricchi

Altri 144,7 miliardi proverrebbero dal taglio della Health Insurance Providers Tax, ovvero la tassa sui fornitori di assicurazioni, di fatto le compagnie assicurative. Il governo, istituendola aveva messo degli obiettivi di gettito, passati da 8 miliardi di dollari nel 2014 a 14,3 per il 2014, e poi legati alla crescita dei premi per gli anni a venire. La tassa, che per il solo 2017 è stata sospesa, viene pagata in proporzione ai premi incassati, e di fatto corrisponde a un 2-2,5% del premio, contribuendo, secondo i critici, ad aumentare i cisti delle polizze per i cittadini. I repubblicani puntano alla sua totale abolizione, e quindi a un calo dei premi.

Che cosa è la Cadillac Tax

Coinvolta nei tagli anche la famosa Cadillac Tax che, come si evince dal nome, colpisce in particolare quelle aziende molto solide e di altissimo livello che si possono permettere di offrire per i propri dipendenti piani assicurativi di lusso. Di fatto si tratta di una imposta del 40% sulla quota di premio pagata dalle aziende che eccede i 10.800 dollari per assicurato singolo o i 29.500 per famiglia.
E’ una legge molto controversa, che anche alcuni democratici vorrebbero abolire, anche perché dovrebbe entrare in vigore solo dal 2020. Nei piani dei repubblicani sarebbe solo rimandata, come i nostri governi fanno con l’Iva, e poi abolita nel 2026. In ogni caso il risparmio in questi anni per le imprese americane che vogliono essere più generose con i propri dipendenti sarebbe di 66 miliardi.
L’Obamacare ha introdotto anche una tassazione aggiuntiva dello 0,9% sui redditi alti, sopra i 200 mila dollari per un singolo e i 250 mila per una famiglia. E’ la Additional Medicare Tax. Lo scopo era il finanziamento di Medicare, il costoso programma per l’assicurazione di chi ha più di 65 anni, e che anche per motivi demografici diventa sempre più caro. Con la sua abolizione l’Amministrazione Trump punta a un risparmio di 58,6 miliardi.

Più deduzioni per tutti

Trump mira anche ad eliminare la soglia del 10% per la deduzione dei costi medici dalle tasse. Ovvero ora è possibile dedurre, di quanto speso, solo l’ammontare che supera il 10% del reddito lordo, mentre i repubblicani vogliono permettere una deducibilità totale, cosa che farebbe risparmiare, in questo caso a tutti, anche alla classe medio-bassa, 36,1 miliardi.
Questo e gli altri tagli nel complesso porterebbero a un risparmio per i cittadini e le imprese americane di 550,1 miliardi di dollari in 9 anni. Naturalmente vanno finanziati, ed è proprio per questo che l’amministrazione Trump si è lanciata in un ambizioso piano di taglio delle spese, anche se certamente la speranza è che sia anche la crescita dell’economia e del numero di lavoratori e quindi del gettito a coprire la gran parte delle entrate mancanti.

I dati si riferiscono al: 2016

Fonte: Tax Foundation

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