Solo gli effetti collaterali hanno causato il decesso di 32.666 persone
C’è differenza tra morire di Covid-19 e morire a causa del Covid-19. E non è soltanto il caso di chi, già malato, ha contratto il coronavirus ma è anche il caso di tutte quelle persone che sono morte perché le terapie intensive erano piene; di tutti gli anziani con patologie gravi lasciati soli e senza possibilità di continuare a recarsi in ospedale per ricevere la terapia; il caso di tutte le persone malate che hanno preferito non recarsi al pronto soccorso perché avevano paura del contagio o il caso di chi, nel momento del bisogno, non è riuscito a chiamare l’ambulanza perché le linee erano occupate. Ricordate a marzo 2020 quando i centralini erano presi d’assalto da migliaia di persone in panico? Ebbene queste persone rientrano nelle 32.666 che hanno perso la vita per cause non direttamente legate all’infezione da Covid-19.
Morti indirette legate al coronavirus, come si calcolano
La stima delle morti indirette legate alla pandemia si può calcolare attraverso il report Istat-Iss 2022 sull’eccesso di mortalità. Prima di tutto il rapporto ci dice che da inizio pandemia (marzo 2020) alla fine di gennaio 2022 l’eccesso di mortalità totale, rispetto alla media 2015-2019, è stato di 178 mila decessi. Il report poi specifica che, al 31 gennaio 2022, sono stati segnalati al Sistema di sorveglianza nazionale integrata Covid-19 dell’Iss 145.334 decessi associati direttamente alla diagnosi d’infezione da SARS-CoV-2. Ecco che grazie a questi numeri possiamo capire a quanto ammonta l’eccesso di morti indirette legate agli effetti collaterali del coronavirus, 32.666. In questo numero rientrano naturalmente anche tutte quelle persone morte dopo aver contratto il coronavirus ma non per ragioni direttamente collegate a quest’ultimo.
Infettate 10.953.342 milioni di persone
Dall’inizio della pandemia ad oggi il coronavirus in Italia ha infettato 10.953.342 di persone. E se pensate che la maggior parte dei casi sia stata diagnosticata durante il 2021 vi sbagliate. Per esempio: a infettare più persone è stata la variante omicron che, nel solo mese di gennaio 2022, ha contagiato 4,5 milioni di persone, il 42% dei casi totali d’infezione da Covid-19.
Coronavirus in Italia, nel 2020 la maggior parte dei decessi
La maggior parte delle morti per coronavirus in Italia è avvenuta nel corso del 2020 anno in cui hanno perso la vita 77.165 persone, il 56.79% sul totale delle vittime. Il Nord è la regione dove sono morte più persone per coronavirus in Italia: 47.220.
Coronavirus in Italia, la Lombardia la regione più colpita
La regione che ha registrato più decessi è stata la Lombardia. Nella Regione amministrata da Attilio Fontana i decessi totali (2020-2021) sono stati 34.987. Nel grafico sopra il dettaglio dei decessi Covid-19 divisi per Regioni.
Covid-19, il tasso di mortalità più alto a Lodi e Udine
Nel 2020 la provincia con il tasso di mortalità più alto è stata Lodi, l’epicentro dell’epidemia, dove si sono verificati 168,8 decessi ogni 100mila abitanti. Segue Piacenza con un tasso di mortalità da Covid-19 di 158,3 decessi e Cremona, 142,1. La mortalità più bassa invece si è registrata nel 2020 nelle province di Reggio Calabria, solo 8 morti ogni 100mila abitanti e Lecce e Catanzaro con 9,8.
Biella è la provincia con meno decessi per Covid-19 nel 2021
Nel 2021 invece la provincia con il tasso di mortalità più alto è stata Udine, dove però le morti ogni 100mila abitanti sono state la metà rispetto al dato di Lodi nel 2020 ovvero, 77,4 morti ogni 100mila abitanti, seguono Trieste con 66,8 decessi ogni 100mila abitanti, Prato e Napoli entrambe con 63 morti ogni 100mila cittadini. Tra le Province con minor mortalità del 2021 si ritrovano Biella con 13,7, Sassari 15,1 e Bergamo 15,6 decessi ogni 100mila abitanti.
Belluno e Treviso le province con il più alto tasso di contagio
Le provincia di Belluno è stata la più colpita dal coronavirus in Italia nel 2020: il tasso incidenza annuale è stato di 7.200 casi accertati ogni 100mila abitanti. La seconda provincia più colpita è stata Treviso con 5.757, seguita da Varese 5.733, Monza e Brianza 5.414 e Bolzano con 5.395 casi ogni 100mila abitanti. Per quanto riguarda il 2021 i dati mostrano un’altra situazione a livello provinciale: durante l’anno appena trascorso la provincia più colpita è stata quella di Trieste con 13.905 casi di Covid-19 conclamati ogni 100mila abitanti, seguono Rimini con 13.751, Forlì-Cesena (12.308), Bolzano (11.756) e Imperia (10.746).

Coronavirus in Italia, Catanzaro la provincia con il minor tasso d’infezione
Per quanto riguarda le province dove il coronavirus si è diffuso di meno i dati ufficiali indicano che nel 2020 la provincia dove ci si è ammalati di meno è stata quella di Catanzaro con 912 casi, seguita da Lecce dove i casi di Covid-19 sono stati 949. Pochi contagi anche ad Agrigento (1.048), Cosenza (1.095) e Vibo Valentia (1.237). Il 2021 invece, a causa della variante omicron, ha registrato un picco di contagio in tutte le province. Se nel 2020 la provincia con meno contagi ne registrava 912, nell’anno successivo questo dato si quadruplica. A Sassari, il territorio con meno incidenza del virus nel 2021 si sono infatti registrati ben 3.791 casi.
Coronavirus in Italia, si sono ammalati di più gli under 49
La classe di età con il maggior numero di casi segnalati è la 0-49 anni con il 65% dei casi nel 2021. Questa è anche la classe che ha avuto l’incremento maggiore dei casi: sono aumentati, infatti, di 2,4 volte rispetto al 2020 arrivando a superare i 2 milioni e 686mila nel 2021, a fronte di un aumento medio di 1,4 volte registrato nello stesso periodo per le età della fascia 50 anni e più.
Le donne si ammalano di più ma muoiono di meno
Gli uomini morti per coronavirus da inizio pandemia a gennaio 2022 sono stati 76.589. Le donne 59.280. Nel 2020 le donne hanno registrato tassi d’incidenza superiori agli uomini nella fascia di età 0-49 e over 80 mentre nel 2021 sono gli uomini ad avere tassi d’incidenza più alti delle donne in tutte le fasce di età tranne quella 0-49 anni. In totale gli uomini che hanno contratto il virus nei due anni di pandemia sono stati 3.094.164, mentre le donne che si sono ammalate in seguito a infezione da Covid-19 sono state 3.236.528.
Nel 2021 cala l’indice di mortalità negli over 65
Malgrado si confermi che anche nel 2021 le persone di 65 anni e oltre siano quelle maggiormente colpite in termini di eccesso di mortalità, nel 2021 si osserva un grosso calo dei decessi in questa fascia di età: 37 mila in meno rispetto al 2020. Il confronto tra ondate epidemiche in termini di eccesso di mortalità evidenzia che nell’ondata in corso l’impatto sulla mortalità è più contenuto rispetto alle ondate precedenti. Nonostante la diffusione di nuove varianti più trasmissibili, durante il periodo 1° ottobre 2021 – 31 gennaio 2022 si registrano circa 250mila decessi, 40mila in meno rispetto a 12 mesi prima, con un calo di oltre il 13%.
L’eccesso di mortalità in Italia e la media Ue
Nel 2021 l’andamento dell’eccesso di mortalità nell’Ue ha raggiunto un picco del 21% ad aprile, è sceso al 10,6% a maggio e ha raggiunto il minimo del 5,6% a luglio. In autunno si è osservato un nuovo rialzo e l’eccesso di mortalità ha raggiunto il 17,7% a ottobre e il 26,5% a novembre 2021. Rispetto alla media europea, l’Italia ha registrato un eccesso di mortalità più elevato nel mese di novembre 2020 e marzo 2021. A partire da luglio 2021 l’eccesso di mortalità nel nostro Paese scende ben al di sotto della media europea.
Fonte: Istat
I dati si riferiscono al periodo: 2020-2022
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