Nel capoluogo partenopeo buco da 946 milioni. La lista di quelli messi peggio
Sono 800 i comuni italiani a rischio. Sono i numeri forniti dal ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco alla Camera rispondendo ad un quesito di Roberto Pella di Forza Italia. Ad aggravare la situazione di tantissime amministrazioni italiane sull’orlo del baratro ci si è messa anche una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato che il rientro finanziario che i comuni avevano programmato di fare in 30 anni deve essere svolto in tre. Quasi impossibile considerando che l’extra-deficit è diventato colossale per molte città. In primis Napoli, dove ha raggiunto la soglia di 946,7 milioni, Torino, che dovrebbe ripagare 429,8 milioni, Reggio Calabria, Salerno, e molti altri comuni, soprattutto del Mezzogiorno, che rischiano di aggiungersi ai comuni già in dissesto.

Quali sono i Comuni italiani con debiti?
La Gazzetta Ufficiale ha pubblicato un elenco dei comuni deficitari e in dissesto nell’ambito di una circolare che specifica le modalità di compilazione dei documenti che devono certificare la copertura delle spese di tali enti locali. In questo documento potete scoprire quali sono i comuni in deficit o in dissesto, dal più piccolo al più grande.
Ma cosa succede quando un comune dichiara il dissesto? Viene di fatto commissariato. Deve giustificare ogni uscita, rendere conto del rispetto piano di rientro concordato con Roma, effettuare tagli al personale, vendere il patrimonio che è possibile alienare, aumentare le imposte locali fino all’aliquota massima possibile. E gli amministratori vanno incontro a possibili conseguenze giudiziarie perlomeno amministrative se la Corte dei Conti accerta che le responsabilità sono loro.
Cosa succede ai Comuni in dissesto?
Anche per questo spesso si arriva molto tardi a riconoscere il dissesto, quando la situazione finanziaria è ormai disperata. Alla fine del 2020 erano 126 i comuni in dissesto, spesso dichiarato da molti anni e già sottoposti a un piano di rientro pluriennale. Come è facile immaginare quasi tutti questi enti locali erano collocati nel Mezzogiorno. In testa, con 10 comuni a testa, troviamo le province di Caserta, Reggio Calabria e Palermo. Nell’elenco vediamo località note anche per un’alta densità criminale, come Villa Literno sul litorale campano, o Locri e Taurianova in Calabria, Partinico in provincia di Palermo.
I debiti dei capoluoghi di provincia
Ci sono comuni piccoli e grandi. Accanto a Fragneto l’Abate, mille abitanti in provincia di Benevento, si ritrovano capoluoghi di provincia, come Caserta, Benevento, Catania, che ha 314 mila abitanti, Benevento, Terni, uno dei pochi comuni non collocati nel Sud o nelle Isole. Molti altri centri non sono capoluoghi di provincia, ma comunque popolosi, con più di 20-30 mila abitanti, come Acri in provincia di Cosenza, Giarre, in quella di Catania, Cassino, Milazzo, Melito e Marano di Napoli, Augusta, in provincia di Siracusa.
Disoccupazione e evasione fiscale nei comuni in dissesto
Si tratta di località in cui il problema evidentemente non è solo relativo ai debiti con lo Stato, ma anche di gettito. Sono le aree che presentano i dati peggiori in termini di tasso di occupazione e di disoccupazione, con la maggiore incidenza del lavoro nero. La base fiscale è fortemente erosa dall’evasione fiscale e le limitate entrate strutturalmente non consentono di sostenere quei servizi che il numero di abitanti richiederebbe.
Sono invece molto pochi i comuni in dissesto del Centro-Nord. Oltre a Terni, in crisi industriale da anni, vi è Campione d’Italia, che soffre il fallimento del casinò, e poi la piccola Argentera sulle Alpi Piemontesi, e Azzano Mella in provincia di Brescia. Diventano di più nell’area romana, dove sono in dissesto Ardea, Santa Marinella, Magliano Romano. Molti di più sono però i comuni che il dissesto lo stanno sfiorando e che potrebbero allungare questo elenco nei prossimi mesi e anni.
I dati si riferiscono al: 2020
Fonte: Gazzetta Ufficiale
Leggi anche: I comuni italiani hanno 33,8 miliardi di debiti
Ti piace citare i numeri precisi quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri, restare aggiornato sui principali dati (rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.


