Tra il 2016 e il 2020 i debiti sono aumentati di un miliardo e 479 milioni: il comune è in dissesto
I debiti del comune di Napoli sono cresciuti ancora. Questo risulta dall’analisi dello stato patrimoniale contenuto nel bilancio consolidato del 2020 appena pubblicato. Del resto ce lo si attendeva. Nell’anno peggiore dal Dopoguerra dal punto di vista economico, quello in cui deficit e debito pubblico dello Stato sono decollati verso livelli record, era difficile pensare che gli enti locali già in maggiore difficoltà non ne risentissero.
Il comune di Napoli in dissesto
Tantomeno quelli che, come la città partenopea, erano già sull’orlo del dissesto finanziario. I numeri, che vediamo anche nella nostra infografica, sono impietosi: i debiti secondo il bilancio del comune di Napoli sono cresciuti tra 2019 e 2020 di altri 249 milioni, passando da circa 4 miliardi e 651 milioni di euro a 4 miliardi e 900 milioni.
È stato così annullato il piccolo miglioramento che si era intravisto tra 2018 e 2019, quando erano diminuiti di 187 milioni. È invece ripreso quell’aumento che già aveva fatto allargare la voragine nei conti di più di un miliardo di euro in un solo anno, tra il 2016 e il 2017, quando i debiti erano passati da 3 miliardi e 420 milioni a 4 miliardi e 443 milioni. A questo incremento si era aggiunto quello verificatosi tra il 2017 e il 2018, di altri 395 milioni di euro.
Chi sono i creditori del comune di Napoli
Analizzando il più recente bilancio approvato dal comune di Napoli emerge che la voce debitoria più grande è quella riguardante i “debiti verso altri finanziatori”, che ammonta a ben 2 miliardi e 264 milioni. Si tratta soprattutto di posizioni aperte con Cassa Depositi e Prestiti che finanzia continuamente il comune per aiutarlo a ripagare debiti più urgenti, quelli commerciali con i fornitori, la cui copertura è indispensabile per l’erogazione dei servizi alla cittadinanza. Nel 2020, per esempio, Cdp ha concesso 487 milioni di euro a Palazzo San Giacomo.
Il punto è che, come accade tipicamente in questi casi, indebitarsi per pagare altri debiti conduce inevitabilmente al dissesto. Ed ora è il neo-sindaco Manfredi a dirlo chiaramente: “Napoli è già in dissesto nei fatti”. Da qui la richiesta di ulteriori 300 milioni da Roma.

I trasferimenti pubblici al comune di Napoli
Da moltissimo tempo, del resto, la città riesce ad andare avanti solo grazie ai trasferimenti pubblici. Questi sono la ragione della formazione dei debiti fuori bilancio del comune di Napoli. Ed è subito evidente dall’osservazione del conto economico, che mostra le entrate e le uscite annuali.
Quello più recente, che fa riferimento al 2020, presenta entrate in netto aumento, a quota 2 miliardi e 383 milioni, contro il miliardo e 829 milioni dell’anno precedente. Non si è verificato, però, un improvviso aumento del gettito del comune, bensì sono cresciute ulteriormente le sovvenzioni che arrivano ogni anno al capoluogo campano soprattutto dallo Stato centrale. Sono più che raddoppiate, passando da 421 a 964 milioni di euro. Queste servono a compensare proventi dai tributi particolarmente bassi, ulteriormente diminuiti nell’anno della pandemia, quando sono scesi dai 612 milioni del 2019 a 555 milioni di euro.
Solo il 27% delle tasse a Napoli vengono pagate
Secondo le analisi dell’Istat una delle principali cause del livello dei debiti del comune di Napoli risiede proprio nell’incapacità di riscuotere tributi nella stessa misura di altre grandi città. È stato calcolato che solo il 27% delle tasse comunali e delle multe viene effettivamente incassata. In particolare mancano all’appello, secondo il comune stesso, 802 milioni di sanzioni non riscosse, 910 milioni di Tari, Tarsu e Tares, 236 milioni di Ici e Imu.
Questo contribuisce in modo deciso sia alla formazione di un deficit tra entrate e uscite, che può essere coperto solo da contributi dello Stato, sia all’incremento dei debiti. Come ogni bilancio di previsione o consolidato del comune di Napoli mostra bene ogni anno. A farne le spese sono naturalmente in primo luogo i servizi per i cittadini, che da tempo sono fortemente limitati. Il dissesto vero e proprio, quello formale, appare, così, sempre più vicino.
I dati si riferiscono al 2016-2021
Fonte: Comune di Napoli
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