La Cina si compra l’Ungheria (per invadere l’Europa)

Finanzierà la costruzione della linea ferroviaria Budapest-Belgrado. Ecco perché

Il grafico mostra gli investimenti cinesi in alcuni paesi dell’Europa dell’est tra il 2000 e il 2015: 3 miliardi e 717 milioni in totale, più della metà dei quali, 53,18%, investiti in un solo Paese, l’Ungheria. Perché tanto interesse per l’Ungheria al punto da investirci quasi 2 miliardi?

La Cina e l’invasione dei mercati europei

La risposta ha a che fare con la crescente presenza economica della Cina non tanto in Ungheria ma in tutta Europa. Gli investimenti, infatti, sono andati per la maggior parte nella costruzione di strade e ferrovie, in particolare nella linea ferroviaria Budapest-Belgrado che serve alla Cina per penetrare più velocemente nei mercati europei. Vediamo perché.

Nel 2016 una grande compagnia di navigazione cinese si è comprata il porto greco di Pireo, che è diventato così l’avamposto di Pechino nel Mediterraneo. Ma una volta sbarcate, le merci devono poi viaggiare via terra, e abbastanza velocemente. Ecco spiegati gli investimenti cinesi in Ungheria, che è geograficamente il corridoio perfetto per le merci made in China destinate ai negozi di tutta Europa, e non solo quella dell’est.

Perché gli Investimenti cinesi in Ungheria?

Insomma, Budapest è sarà sempre di più la porta di ingresso delle merci cinesi che arrivano dal Mediterraneo sudorientale e destinate all’Europa centrale.

Dal punto di vista dell’Ungheria, il valore della costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità è meno evidente, essendo il finanziamento cinese del progetto un prestito che dovrà essere rimborsato utilizzando i profitti dei prossimi anni. Ma dal punto di vista cinese, si tratta di un progetto strategico.

Pechino, infatti, considera l’Ungheria, la Polonia e la Romania come degli hub di collegamento per le merci che arrivano non solo via mare ma anche via terra dalla Russia e dall’Asia Centrale.

Insomma, la Cina si sta comprando l’Ungheria perché le serve un centro logistico di smistamento delle merci destinate all’Europa.

I dati si riferiscono al: 2015

Fonte: Dgap

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