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Rimangono esclusi un milione di lavoratori saltuari e 800mila domestici

Il Decreto Legge Cura Italia del 17 marzo, varato per rispondere alle conseguenze economiche dell’emergenza Coronavirus, tra i tanti provvedimenti include anche il finanziamento dell’allargamento delle maglie della Cassa integrazione, nelle sue varie forme, quella ordinaria (CIGO e CISOA includendo la Cassa Integrazione Salariale Operai dell’Agricoltura ), quella straordinaria, quella in deroga. A questo scopo è dedicata la fetta più grossa del provvedimento, 8 miliardi di euro.

Per esempio possono accedere alla cassa integrazione ordinaria anche quelle aziende che avendola già usata in precedenza ora potevano limitarsi alla straordinaria. Mentre la Cassa Integrazione in Deroga viene estesa anche alle aziende con 5 dipendenti o meno, che nel panorama italiano sono moltissime, e danno lavoro a circa un quarto degli occupati del settore privato.

Rimangono però delle disuguaglianze e dei buchi, come fa notare Ufficio Parlamentare di Bilancio, che ha effettuato delle stime sia sul numero di lavoratori coinvolti che sull’utilizzo effettivo di queste forme di ammortizzatori sociali. Sono infatti esclusi dai provvedimenti 1 milione di lavoratori saltuari e 800 mila lavoratori domestici

Cassa integrazione, 4,8 milioni i nuovi tutelati

Il segmento per cui le cose cambiano meno è quello dei lavoratori dipendenti che sono già in regime di cassa integrazione, 4,5 milioni. Sono assicurati con questo ammortizzatore sociale, richiesto dalle loro aziende, anche se non ognuno di loro sta necessariamente percependo l’assegno, visto che si tratta di una facoltà per l’impresa per un numero massimo di ore. In questo caso i nuovi tutelati sono solo duecentomila, ovvero quelli per cui era scaduta la durata massima della CIG, e che ora possono essere rimessi in tale regime. Tra questi lavoratori, in totale 4,7 milioni, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio immagina che gran parte usufruirà della Cassa Integrazione, e in particolare il 95% dei nuovi tutelati. Del resto moltissimi già lo stavano facendo.

Ci sono poi i 5,5 milioni di dipendenti di aziende con più di 5 addetti che non usavano la Cassa Integrazione ma che già avevano diritto di farlo. A questi ora s’aggiunge un altro milione. Si tratta di lavoratori di imprese che avevano già usato la CIG in passato o per i quali vigevano i limiti previsti per le aziende con 5-15 addetti. Limiti che ora sono stati rimossi. In questo caso la previsione è di un “take up”, ovvero di un utilizzo, del 48%, almeno da parte del milione di nuovi tutelati.

Una fascia estesa è quella dei 2,6 milioni di lavoratori delle più piccole micro-aziende, quelle con 5 addetti o meno. Questi erano completamente esclusi da tali ammortizzatori, e ora rientrano tutti nel segmento dei nuovi tutelati, grazie alla Cassa integrazione in deroga cui potranno ricorrere, e si pensa che il 100% userà questa opzione, trattandosi delle aziende più vulnerabili.

Il reddito di cittadinanza

Come si diceva non sono stati presi in considerazione la metà dei lavoratori discontinui, ovvero un milione, e che non rientrano tra le categorie che non possono chiedere i 600 euro di indennità fissa che copre alcuni professionisti ma anche parte di loro. Si tratta di lavoratori che, si stima, lavorano in modo molto saltuario, ma hanno avuto un reddito lo scorso anno.

E assieme a loro 800 mila lavoratori domestici, per cui è prevista solo la sospensione dei contributi. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio prevede che molti lavoratori saltuari potrebbero chiedere la NASPI, e che gli altri invece potrebbero accedere al Reddito di Cittadinanza. E anzi, suggerisce che vengano allargati i criteri per accedere al RDC. E’ possibile che una parte della maggioranza sia più sensibile a tale indicazione e che la cosa entri nel dibattito pubblico nell’immediato futuro.

Fonte: Ufficio Parlamentare di Bilancio

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