Negli ultimi anni è cresciuto il numero di bambini abusati

Le vittime under 14 sono state 403 nel 2019. Il calo solo grazie alla pandemia

Da sempre considerato il reato più grave e abietto che si possa immaginare, la pedofilia per molti è anche peggiore dell’omicidio. Il suo contrasto in tempi moderni ha cercato di avvalersi anche di metodi informatici, anche perché i pedofili in molti casi si sono spostati online, nel continuo tentativo di adescare le proprie vittime. Anche se molto spesso è ancora in famiglia, a volte persino a scuola o in parrocchia che avvengono questo tipo di reati. Per la particolare gravità del reato suscita scalpore ogni coinvolgimento, anche solo indiretto, di altissime personalità, come Benedetto XVI, che è ora sotto i riflettori per non avere preso provvedimenti, quando era vescovo di Monaco di Baviera, contro 4 sacerdoti accusati di pedofilia.

I casi di pedofilia in Italia

Secondo i dati del Ministero dell’Interno negli ultimi anni, almeno prima dell’emergenza pandemica, i reati di pedofilia parevano avere assunto un trend poco rassicurante, di incremento. In particolare quelli più odiosi. Nel complesso i bambini abusati, ovvero le vittime minorenni di violenza sessuale aggravata contro i minori, la fattispecie più grave, erano cresciuti dai 359 del 2016 ai 387 del 2017, ai 383 del 2018, per poi vedere un ulteriore incremento il 2019 quando furono 403.

Si tratta degli atti commessi su minori di 14 anni, quindi di vera e propria pedofilia, da familiari, insegnanti, pubblici ufficiali, con l’utilizzo di armi, sostanza alcoliche o stupefacenti. Sono quelli puniti in modo ancora più severo rispetto alla violenza sessuale “semplice”, che per fortuna, invece, aveva visto una riduzione del numero di vittime minorenni. Erano passate  dalle 700 del 2017 alle 656 del 2018 alle 637 del 2019.

 

bambini abusati

I dati sugli abusi presso le scuole

Come si è visto non è solo l’età a rendere più o meno grave un reato, tra i fattori decisivi vi sono anche le condizioni, i luoghi in cui sono perpetrati, il ruolo del colpevole. Così il Ministero dell’Interno distingue tra le violenze anche quelle perpetrate presso istituti di istruzione. Nel 2019 avevano coinvolto 55 vittime bambini e ragazzi, abusati proprio in uno dei posti in cui dovrebbero essere maggiormente al sicuro.

Un balzo importante lo stesso anno aveva interessato anche la pornografia minorile: un reato con 251 vittime,  in netto aumento rispetto alle 177 di tre anni prima.

I bambini e i ragazzi abusati in violenze di gruppo

Vi era stata invece una riduzione sia dei casi che dei minori coinvolti in violenze di gruppo, 16 nel 2019. Meno grave, perché interviene in una fase precedente alla violenza, ma che a questa porta nelle intenzioni del colpevole, l’adescamento di minorenne. Che tuttavia aveva visto un incremento sia dei crimini, che tra 2016 e 2019 hanno coinvolto più vittime, aumentate da 559 a 684.

Vittime che in generale in questo tipo di abusi sono spesso straniere. In particolare per quanto riguarda i reati peggiori, la violenza sessuale aggravata e quella compiuta presso le scuole. In questi due casi le vittime erano straniere, rispettivamente, nel 19,2% e nel 12,7% dei casi.

Durante la pandemia cresciute le vittime di adescamento

I dati del Ministero dell’Interno sono aggiornati al primo semestre del 2021, e quindi rendono l’idea di come la pandemia abbia influito su questa tipologia di reati.

Naturalmente il lockdown e le restrizioni ai movimenti hanno provocato un calo di gran parte di essi. I bambini abusati, vittime di violenza sessuale aggravata, sono scesi nel 2020 a 257. A causa della chiusura delle scuole sono diminuiti gli abusi presso di queste, che hanno coinvolto due anni fa solo 19 minori.

Tuttavia non vi è stata una vera riduzione del numero di minorenni vittime di altri crimini, guarda caso quelli più collegati a internet, ovvero l’adescamento e la pornografia minorile. Nel primo caso, anzi, siamo di fronte a un aumento: sono passati dai 684 del 2019, numero già in incremento rispetto agli anni precedenti, ai 716 del 2020. Per quanto riguarda la pornografia, invece, l’anno più duro della pandemia ha visto una leggerissima riduzione, di solo 3 unità, del numero di bambini e ragazzi coinvolti, ma si è rimasti in ogni caso su livelli decisamente superiori a quelli del 2016-2018

Il ruolo dei lockdown

In molti hanno parlato di effetto dei lockdown cui siamo stati sottoposti. Questi hanno impedito alcuni incontri in luoghi esterni alla casa e alcune occasioni di abuso e probabilmente ha limitato, vista la presenza costante di tutti i familiari, anche quelli in ambito domestico, ma non li ha eliminati completamente. Allo stesso tempo ha incrementato l’attività dei criminali in rete. Costoro hanno trovato più minorenni collegati, facili prede da adescare.

Il numero di bambini abusati nell’anno della ripresa, il 2021

Come è andata, invece, l’anno scorso, nel 2021, quando le restrizioni sono state inferiori e si è avuta una certa ripresa delle attività fuori casa? Secondo il Ministero dell’Interno le vittime di violenza sessuale, sia “semplice” che aggravata, sono cresciute nel primo semestre rispetto al medesimo del 2020, e in generale in metà anno sono state più delle metà di quello precedente.

Per esempio, i bambini abusati nell’ambito del reato di violenza aggravata sono stati 149. Erano stati 257 in tutto il 2020. Lo stesso possiamo dire delle vittime di adescamento: 364, più del 50% di quelle che erano state denunciate nei 12 mesi precedenti.

Se il secondo semestre del 2021 fosse andato come il primo saremmo davanti a un anno con meno violenze di quelli precedenti alla pandemia, ma sarebbe comunque ancora troppo presto per cantare vittoria.

Si tratta, infatti, di numeri che andranno verificati alla luce della completa ripartenza delle attività e delle scuole, visto che perlomeno nella prima porzione del 2021 non sono mancate zone rosse e arancioni e didattica a distanza. La pedofilia, del resto, è sempre esistita nella storia dell’uomo e non ci si può illudere che il fenomeno non ritorni a fare vittime anche nel nostro Paese, a maggior ragione in un periodo di maggiori difficoltà economiche.

I dati si riferiscono al 2016-2021

Fonte: Ministero dell’Interno

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