Elon Musk fa volare il bitcoin: adesso vale 38mila euro

Tesla ne compra per 1,5 miliardi di dollari. Ma qual è il loro potenziale in Europa?

Schizzano a livelli record le quotazioni del bitcoin dopo che Tesla ha annunciato la decisione di investire 1,5 miliardi di dollari nella criptovaluta più famosa del mondo. E prevede anche di iniziare ad accettare pagamenti in bitcoin. Grazie anche a questo annuncio il valore della criptovaluta è arrivato a oltre 43mila dollari. Adesso, lunedì 9 febbraio, il suo valore in euro è arrivato a circa 38mila.

Ma quindi, quanto vale un bitcoin? Questa domanda è fortemente condizionata dal momento in cui viene posta; è vero per la finanza in generale, ma per i bitcoin vale ancora di più. Perché? Per la forte volatilità della criptovaluta. Facciamo un esempio. Circa un anno e mezzo fa, nell’aprile del 2019, un bitcoin valeva circa 4.600 euro. E arrivava a questa soglia dopo un lungo periodo ribasso che ne aveva fatto perdere l’80% del valore.

Bitcoin, un fenomeno mondiale

I bitcoin sono un fenomeno mondiale e recentissimo: prima del 2017 ben pochi sapevano cosa era un bitcoin. Poi all’improvviso, verso la fine di quell’anno, come se fosse la corsa all’oro di metà XIX secolo, la frenesia dell’acquisto di criptovalute ha fatto breccia nella massa, non solo in nerd informatici, ma anche in pensionati e casalinghe. Il valore dei bitcoin è decollato, e poi la bolla come sempre avviene è esplosa, ma ormai la via era stata aperta. I cryptoasset, come vengono chiamati gli asset composti da cripotvalute e simili strumenti digitali, sono divenuti una realtà nel più esteso mondo del fintech, a sua volta componente sempre più importante del settore finanziario.

I bitcoin e il ruolo dell’Unione europea

Quanto sta avvenendo interessa anche le istituzioni dell’Unione europea, preoccupate dalla situazione di oggettivo far west del mondo delle criptovalute. La Commissione europea ha pubblicato ad ottobre 2020 una proposta di regolamentazione, mentre la presidente della Bce Christine Lagarde è tornata a gennaio 2021 a parlare dell’urgenza di regole precise.

Il problema non è solo di sicurezza, come è ovvio, ma anche economico. Il Centro Studi del Parlamento Europeo è convinto che una regolamentazione uniforme all’interno della Ue accrescerebbe gli investimenti e il valore aggiunto del settore finanziario.

Leggi anche: Chi sono i più ricchi del mondo?

Gli scenari previsti a Bruxelles

I vantaggi sono riassunti in alcuni numeri che il Centro di Ricerca del Parlamento Europeo ha reso noti, e che si possono leggere nella nostra infografica. Naturalmente essendo un settore nuovo c’è ancora molta incertezza, e sono stati ipotizzati due scenari. Quello in cui una legislazione complessiva europea può avere un alto impatto sul settore finanziario e quello in cui ne abbia uno medio.

L’ipotesi è che una legislazione che elimini i costi dell’incertezza e dell’insicurezza delle criptovalute aumenterebbe l’attrattiva di queste e del loro indotto. Questo grazie al minor pericolo di perdite finanziarie oltre che di truffe. L’introduzione delle criptovalute più stabili come strumenti di pagamento controllati aumenterebbe l’interesse su di esse anche del grande pubblico e le piattaforme che ora operano in questo mondo potrebbero abbassare le commissioni, attirando più investitori. Questi ultimi sarebbero incoraggiati dalla minore volatilità di questi asset. Se poi per esempio la tecnologia blockchain prendesse piede in modo sicuro questo vorrebbe dire il crollo dei costi di intermediazione anche per i consumatori nel settore bancario e dei pagamenti.

Un 2% di occupazione in più nella finanza

Veniamo ai dati. Nel primo caso il valore del settore criptovalute sarebbe dell’8% più grande nel 2030 rispetto a quello che vedremmo se nulla venisse cambiato e passerebbe da 750 a 760 miliardi. Se invece l’impatto dell’eventuale legislazione europea fosse medio, il vantaggio pr tutto il settore sarebbe solo del 4%.

Questi numeri sarebbero l’esito di una produttività totale dei fattori, che viene riassunta come innovazione, che risulterebbe del 5% più ampia nel primo scenario e del 2% nel secondo. Il capitale It, ovvero quello investito in software e soluzioni digitali applicate alla finanza sarebbe del 9% maggiore: 176 miliardi contro 161, in caso di alto impatto della legislazione, e del 4% in caso di medio. Ma anche il resto del capitale, non It, nel settore finanziario, riceverebbe un boost in entrambi gli scenari, pur se minore, del 3% o del 2%.

Quanta occupazione generano i bitcoin

I dati più importanti sono forse quelli che riguardano l’occupazione. La maggiore produttività del lavoro sarebbe del 5% nel 2030 nel caso più ottimistico, e del 3% nell’altro. Questo genererebbe, oltre che stipendi maggiori, anche più posti di lavoro. Il numero di addetti del settore finanziario sarebbe tra 10 anni nello scenario ad alto impatto di 6 milioni e 106 mila in Europa, il 2% in più rispetto ai 5 milioni e 962 mila previsti ora, ma crescerebbero dell’1% anche in caso di impatto medio.

I dati si riferiscono al 2020-2030

Fonte: European Parliament Research Service

Leggi anche: Crisi dei mercati: Bitcoin in lotta contro le oscillazioni

Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.