Il bilancio della Juventus dopo Kerim Alajbegović

Come si spalma il costo di 32 milioni. Il 70% dei ricavi se ne va in stipendi

Il diciannovenne bosniaco: Kerim Alajbegović è già una star: arrivato alla Juventus dal Bayer Leverkusen il primo agosto, la stampa sportiva lo sta celebrando, sottolineando, però, anche il costo di averlo in rosa: 30 milioni di euro più 2 di bonus. Trentadue milioni per un ragazzo di diciannove anni sembrano una cifra da capogiro ma le squadre di calcio hanno il modo di non far pesare il costo su un solo anno fiscale, sennò sarebbe una tragedia…

Come funziona l’ammortamento del cartellino calciatori

Quando una società acquista un calciatore non registra un costo immediato: iscrive a bilancio un’attività, il cosiddetto “diritto pluriennale alle prestazioni del calciatore”, e la spalma lungo la durata del contratto. Su un contratto di cinque anni, trentadue milioni diventano poco più di 6,4 milioni all’anno di ammortamento. A cui va aggiunto lo stipendio, che invece è un costo pieno di ogni esercizio. È la ragione per cui una società può spendere cifre enormi sul mercato senza che il conto economico esploda subito ed è anche la ragione per la quale, quando un giocatore non rende, il problema si trascina per anni: l’ammortamento continua a pesare anche se il calciatore non gioca più.

Il costo del personale di Serie A

I bilanci delle società quotate sono pubblici, e quello della Juventus consente di vedere l’ordine di grandezza reale del fenomeno. Nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2025 il club ha registrato 529,6 milioni di ricavi, in forte crescita rispetto ai 394,5 milioni dell’anno precedente grazie soprattutto al ritorno nelle coppe europee. I dati, ufficiali, sono riportati nel grafico sopra.

bilancio Juventus Kerim Alajbegović

Sommando le due voci che dipendono direttamente dalla rosa — costo del personale e ammortamenti dei cartellini — si arriva a 368,9 milioni di euro su 529,6 milioni di ricavi significa che il 69,7% di tutto ciò che la società incassa se ne va in stipendi e ammortamenti dei calciatori. Restano poco più di trenta centesimi per ogni euro incassato per coprire tutto il resto: struttura, stadio, marketing, servizi, oneri finanziari.

Gli ammortamenti pesano più del doppio della perdita

C’è un secondo confronto che aiuta a capire la struttura di questi bilanci. L’esercizio 2024/25 si è chiuso con una perdita di 58,1 milioni, in miglioramento rispetto ai 199,2 milioni di rosso dell’anno prima, con una riduzione di quasi il 71%. Ma gli ammortamenti dei calciatori, nello stesso esercizio, valgono 124,9 milioni: più del doppio della perdita. Significa che il risultato di una società di calcio dipende più dalle campagne acquisti degli anni precedenti che dalla stagione in corso.

Bisogna notare che tutte e tre le voci di costo si stanno muovendo nella stessa direzione: il costo del personale scende da 264 a 244 milioni, i compensi ai tesserati da 239 a 220, gli ammortamenti dei calciatori da 139,1 a 124,9. Contemporaneamente i ricavi crescono del 34,2%. È la combinazione che ha ridotto la perdita di 141 milioni in un solo esercizio.

Perché le squadre di calcio perdono soldi

Il costo effettivo di Alajbegović per la Juventus non è ricavabile da qui: dipende dalla durata esatta del contratto, dallo stipendio concordato e dal trattamento contabile dei bonus, che maturano solo al verificarsi di certe condizioni. I 6,4 milioni annui sono un esempio costruito su un’ipotesi di contratto quinquennale, non un dato di bilancio.

I dati si riferiscono al: 2024-2025

Fonte: Juventus

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