La più colpita è la Lombardia. In totale gli atti dolosi sono stati 722
“Spara al sindaco” non ci gira troppo attorno il Ministero dell’Interno e titola cosi, apponendo il sottotitolo “Amministratori sotto tiro“, il report 2021 sugli “Atti intimidatori dei confronti degli amministratori locali“. La causticità linguistica del Viminale purtroppo è dovuta; l’enunciato performativo scelto dal Ministero presieduto dalla ministra Lamorgese riassume infatti uno dei punti principali emersi dall’indagine sugli atti intimidatori contro gli amministratori locali. L’Osservatorio evidenzia infatti, per l’anno 2021, come il fenomeno sia in aumento nelle regioni del Centro-Nord. E mette in evidenza che sono i sindaci i soggetti maggiormente minacciati, come si può constatare guardando l’infografica in apertura che mostra, per ciascuna Regione, gli atti di intimidazione distinti in base all’incarico. La più colpita è la Lombardia con 105 casi di atti intimidatori nel 2021. In totale le minacce contro gli amministratori locali (sindaci, consiglieri e assessori) sono state 722.
Le minacce contro i sindaci e gli amministratori sono aumentate del 15,7%
Nel 2021 gli amministratori locali vittime di intimidazioni sono riconducibili alle seguenti categorie: sindaci anche metropolitani: 377 casi, 52,2%; consiglieri comunali anche metropolitani: 132 casi, 18,3%; componenti della giunta comunale: 116 casi, 16,1%. I sindaci si confermano gli amministratori più colpiti, avendo subito il 52,2% del totale degli atti intimidatori. In particolare, a livello nazionale si rileva un aumento del 15,7% rispetto al 2020 anno in cui gli episodi di intimidazione sono stati 624.
Minacce contro la pubblica amministrazione, la più colpita è la Lombardia
Gli atti dolosi contro la pubblica amministrazione quasi raddoppiano in Lombardia, la regione più colpita, passando dai 65 del 2020 ai 105 del 2021. Aumento anche in Campania, da 69 a 77 e in Calabria, da 51 a 73. Queste sono anche le Regioni in cui si sono registrati il maggior numero di episodi. Con riguardo alle province la prima è Torino da 24 a 43, seguita da Milano da 20 a 41 e da Napoli da 33 a 38. Il focus sulle vittime conferma, come accennato in apertura, la maggior incidenza di casi ai danni delle figure costituenti i principali rappresentanti istituzionali per il cittadino ovvero i sindaci, i consiglieri comunali e gli assessori.

Nel 2021 14 casi di minacce tramite invio di bossoli di proiettile
Il modus operandi più frequente nel 2021 è costituito da “altre modalità di esecuzione,” 167 casi il 23%. Sotto questa etichetta rientrano tutti gli atti riconducibili a varie tipologie di danneggiamenti di beni privati o pubblici. Seguono la pubblicazione di contenuti ingiuriosi o minacciosi sui social network, 146 episodi equivalenti al 20% di cui ben 97 mediante Facebook, l’invio di missive presso abitazioni e uffici rappresenta invece il 18%, ovvero 133 casi, le aggressioni verbali 78 casi, equivalenti all’11%, le scritte sui muri sono il 10%, 74 casi e infine l’utilizzo di liquidi incendiari il 5% degli episodi d’intimidazione ai danni degli amministratori, 36 casi in tutto. Numericamente inferiori gli episodi più gravi come l’invio di bossoli di proiettile 14 casi in tutto e l’invio di parti anatomiche di animali, 4 casi in tutto.
Per il 29% gli atti dolosi contro sindaci e amministratori sono di natura politica
Vediamo infine la matrice degli atti. Dei 722 atti intimidatori registrati nel 2021 la maggior parte, 352, sono di matrice ignota, il 48,8%. Mentre 112 azioni dolose contro i funzionari locali sono riconducibili a tensioni sociali, il 15,5%. Sono invece 110 le azioni criminose di natura privata contro sindaci e amministratori locali equivalenti al 15,2%. Inoltre 98 azioni sono riconducibili a tensione politica, il 13,6%, 46 alla criminalità comune il 6,4% e 4 alla criminalità organizzata, lo 0,6%. Mentre gli atti riconducibili a tensione politica e sociale hanno costituito complessivamente il 29% del totale.
I dati si riferiscono al: 2020-2021
Fonte: Ministero dell’Interno
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