In Terrorismo

I dati dell’antiterrorismo per il 2017. Gli arrestati sono stati 1.219, cala il numero delle vittime

Negli ultimi cinque anni gli attacchi terroristici in Europa hanno raggiunto il picco nel 2015, con 211 attacchi che hanno provocato 151 morti. E’ stato l’anno in cui la Francia si è trovata nel centro del mirino con gli attentati alla sede del periodico satirico Charlie Hebdo, nel mese di gennaio, e al centro cittadino di Parigi, a novembre.

Quanti attacchi terroristici in Europa

Il grafico sopra mostra come vi sia stato un aumento dell’attività terroristica tra il 2013 e il 2015: 152 attacchi cinque anni fa, 201 nel 2014, fino ai 211 del 2015. Dato importante: quando sono aumentati gli arresti il numero delle vittime degli attentati terroristici in Europa è calato, 142 a fronte dei 1.002 fermi del 2016 e 68 nel 2017 quando gli arresti sono stati 1.219.

Il fenomeno Foreign fighters

Sebbene sia stato acclarato come gli attacchi terroristici in Europa siano stati pianificati e messi in atto prevalentemente da cittadini dell’Unione Europea, in molti casi si è riscontrato un legame molto stretto tra gli attentatori e le organizzazioni terroristiche Al-Qaeda, Al-Nusra e, soprattutto, Isis. I cosiddetti Foreign Fighters sono difatti cittadini europei che, recatisi nelle zone di guerra del vicino Oriente (soprattutto Siria e Iraq) per combattere nelle fila delle organizzazioni terroristiche e per ricevere da esse un addestramento militare di stampo jihadista, rientrano poi in Europa diventando spesso mine vaganti pronte a colpire.

L’Unione Europea e il SIS II

Per rafforzare i controlli ai confini, nel 2013 l’Unione Europea ha rinnovato il SIS (SIS II), Schengen Information System nato, nella sua prima versione, all’inizio degli anni ‘90. Si tratta di una banca dati per condividere e scambiare “alert”, informazioni sensibili, consultabile dalle autorità competenti di tutti i Paesi membri e contenente sia i dati identificativi di persone (ricercate o scomparse) o oggetti (smarriti o rubati) che generano allarme, sia le motivazioni del perché determinati soggetti sono ricercati, sia le istruzioni su come agire in caso di cattura.

Il totale degli “alert” inseriti nel SIS II da parte degli Stati europei è cresciuto tra il 2013 e il 2017, passando da 50,3 milioni a 76, mentre sono rimaste pressoché stabili le segnalazioni relative agli individui: dalle 900mila nel 2013 si è passati al milione nel 2017.

Come si evince dal grafico, Francia (19,17% del totale), Spagna (11,31%), Regno Unito (10,46%) e Germania (9,61%) sono i Paesi col più alto numero di ricerche nel 2017 all’interno del SIS II, mentre l’Italia si trova al sesto posto, dietro alla Polonia, col 6,61% sul totale europeo. Truenumbers ha anche pubblicato la classifica dei Paesi più a rischio di attacchi in questo articolo.

I dati si riferiscono al: 2013-2017

Fonte: Parlamento europeo

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