Nel 1979 sfiorava il 62%, ora è al 42,61%. Calano anche gli elettori che votano alle politiche
Le elezioni europee non interessano più a nessuno. O meglio, da quanto esiste il Parlamento di Strasburgo sono sempre di meno i cittadini dei 28 Stati membri che sono andati alle urne per eleggere gli eurodeputati. Questo calo nell’affluenza alle elezioni europee è colpa delle politiche di austerity messe in atto negli ultimi anni dall’Unione che ha provocato disaffezione da parte degli europei verso le istituzioni comunitarie? Non proprio, almeno se si guarda all’affluenza alle elezioni interne di ciascun Paese. A prescindere dal tipo di appuntamento elettorale, i cittadini che vanno alle urne sono sempre di meno. Insomma, non è l’Europa il problema, ma la politica in generale.
L’affluenza alle elezioni europee dal 1979 a oggi
Il grafico sopra mostra l’affluenza alle elezioni europee dal 1979 (il primo anno in cui i cittadini comunitari hanno potuto votare direttamente i propri rappresentanti) alle ultime europee, quelle del 2014, comparata all’affluenza registrata nello stesso periodo per le elezioni politiche in Italia, Francia, Germania e Regno Unito. Risultato: negli ultimi 35 anni il numero di elettori è diminuito praticamente ovunque. E l’affluenza alle elezioni europee, seppur tradizionalmente più bassa rispetto al rinnovo dei Parlamenti nazionali, ha avuto lo stesso andamento.
Nel 1979 ha votato per la prima volta per l’Europarlamento il 61,99% dei cittadini europei. Cinque anni dopo – siamo nel 1984 – l’affluenza è scesa sotto la soglia del 60% (per non risalire più), fino ad arrivare al 42,61% del 2014. Dall’inizio degli anni 2000 sembra che il calo degli elettori si sia fatto più contenuto che in passato, ma soltanto l’affluenza alle prossime europee del 26 maggio potrà confermare (o smentire) questa tendenza.
La partecipazione dei cittadini è in calo ovunque
Nella parte alta del grafico sono riportati anche i dati dell’affluenza nei principali Paesi dell’Ue in occasione delle rispettive elezioni politiche. A fine anni ’70 erano gli italiani i cittadini più “appassionati” alla politica, con una partecipazione che spesso superava la soglia del 90%. Non molto distanti Francia e Germania, con la differenza che, mentre in Italia dal 2008 in poi l’affluenza è calata drasticamente (fino a toccare quota 72% nel 2018), in Germania nell’ultimo decennio è tornata a salire. Segno, forse, che durante la crisi economica i tedeschi hanno deciso di far sentire la propria voce alla classe dirigente.
Situazione simile in Regno Unito: qui il minimo storico si è toccato alle elezioni del 2001, quando è andato a votare solo il 59% degli aventi diritto. Da allora l’affluenza ha ripreso a salire per toccare quota 68% nel 2017, quando gli inglesi hanno votato in maggioranza per il partito di Theresa May con l’obiettivo di portare il Paese fuori dall’Unione Europea. Peccato che, ad oggi, l’accordo non sia stato raggiunto e gli inglesi saranno forse costretti, per l’ultima volta, a votare dei rappresentanti in un Parlamento in cui non si riconoscono più.
I dati si riferiscono al: 1979-2018
Fonte: Institute for democracy and electoral assistance
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