Per vivere più a lungo bisogna studiare di più

La mortalità di chi si ferma alle elementari è 1,6 volte maggiore di quella dei laureati

Il grafico mostra i tassi di mortalità standardizzati per titolo di studio riferiti al periodo 2012-2014 e risponde alla domanda: come influisce il titolo di studio sulla durata della vita? Cosa bisogna fare per vivere a lungo? Vediamo i numeri.

Come fare per vivere a lungo

Lo svantaggio in termini di tasso di mortalità ha un gradiente che aumenta al diminuire del titolo di studio. Se guardiamo il grafico, riferito ad una popolazione fra i 25 e gli 89 anni, la mortalità per chi ha conseguito al massimo la licenza elementare è di 1,6 volte maggiore rispetto a quello dei coetanei laureati.

Un andamento analogo si riscontra per quasi tutte le cause di morte, ma ci sono casi in cui la differenza fra chi ha una laurea e chi si è fermato alle elementari diventa ancor più evidente.

Cirrosi epatica: più vittime fra chi non ha studiato

Il grafico mostra come sia particolarmente alto l’impatto dello svantaggio sociale per cirrosi e epatite cronica. L’incremento di mortalità è di 3,5 volte per gli uomini e di 2,3 per le donne tra quanti hanno un basso titolo di studio rispetto a chi ha una laurea.

Lo svantaggio tra le donne con basso titolo di studio è particolarmente pronunciato nel Sud, con una mortalità 3,4 volte maggiore rispetto alle laureate). In generale i differenziali per titolo di studio sono più elevati tra gli uomini per la maggior parte delle cause di morte. Tranne nel caso del diabete mellito.

Diabete mellito per titolo di studio

Per il diabete si osserva una mortalità quasi 2,6 volte superiore tra le donne con basso titolo di studio rispetto alle coetanee laureate, mentre tra gli uomini tale valore non raggiunge il doppio (1,8). Anche in questo caso lo svantaggio della mortalità è particolarmente accentuato nelle aree meridionali.

Malattie dell’apparato respiratorio

Molto pronunciato tra gli uomini con basso livello di istruzione lo svantaggio nella mortalità per le malattie croniche dell’apparato respiratorio con un tasso di 10,6 decessi per 10.000, quasi due volte superiore a quello dei laureati (5,2).

I dati si riferiscono al: 2012-2014

Fonte: Istat

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