Vaccini per la poliomelite, ecco a cosa servono davvero

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Nel 2018 questa malattia potrebbe sparire dalla faccia della Terra. L’Oms ha un piano

Le due mappe mostrano i Paesi del mondo dove la poliomelite era endemica nel 1988 e dove lo è ancora oggi. Come si vede, nel 1988 la malattia era scomparsa solo nei Paesi Occidentali, dove il vaccino per la poliomelite è stato introdotto negli anni Sessanta. In tutto il resto del mondo la poliomielite era ancora endemica e colpiva circa 350mila bambini all’anno, dei quali circa 2mila diventavano paralitici.

Il piano dell’Oms contro la poliomelite

Nel 1988 l’Oms ha lanciato un piano mondiale di vaccinazioni di massa.  Oggi la poliomielite è endemica solo due paesi: il Pakistan, dove l’anno scorso ha colpito 54 bambini e l’Afghanistan dove i piccoli malati sono stati 20. Nei Paesi in arancione si sono verificati dei casi di poliomielite causata dal vaccino. Purtroppo, infatti, in questi Paesi è ancora necessario usare un vaccino che contiene il virus che causa la poliomielite, in una forma indebolita, ma comunque ancora vivo. I casi in cui il vaccino ha causato la malattia nel 2015 sono stati, in tutto il mondo, 31 (numero da confrontare con i 350mila del 1988).

Il vaccino per la poliomelite

L’Organizzazione mondiale della sanità punta a eradicare la poliomielite in tutto il mondo, come è successo per il vaiolo. Per riuscirci, però, è necessario usare i vaccini per la poliomelite su tutti. E non è facile. Quando nel mondo non si verificheranno più casi di poliomielite, se non i pochissimi causati dal vaccino  orale, si potranno abbandonare anche le vaccinazioni, come è successo per l’antivaiolosa.
Intanto, le vaccinazioni di massa hanno ottenuto un risultato importante: il ceppo virale di tipo 2, che causa il 90% dei casi di paralisi, è stato eradicato. Il virus della poliomielite, infatti, si presenta in 3 ceppi diversi. Da quest’anno l’Oms ha iniziato a somministrare un vaccino orale che contiene solo i ceppi 1 e 3 e questo probabilmente eliminerà i tre o quattro casi di paralisi da vaccino che si verificano ogni anno.

A cosa serve il vaccino per la poliomelite

Gli ultimi casi di poliomielite “spontanea” in Italia si sono verificati nel 1982, poi si sono verificati solo sporadici casi di poliomielite da vaccino. Dal 2002, dato che la malattia non è più presente nel nostro Paese, si usano dei vaccini per la poliomelite che contengono il virus morto e che non può causare e non ha mai causato la poliomielite.

vaccino poliomelite

Ma perché questo vaccino è ancora obbligatorio? Perché finché la poliomielite esiste nel mondo, per scatenare un’epidemia basta che arrivi il virus, magari portato da chi torna da un viaggio. Il contagio, tra le persone non vaccinate, può diffondersi rapidamente. Il 95% dei contagiati è un portatore sano, per cui può facilmente trasmettere la malattia senza neanche rendersene conto. Quindi, solo chi ha fatto la vaccinazione antipolio, come gli italiani, può considerarsi protetto.

Mai più attaccati a un respiratore

Alcuni ricorderanno Rosanna Benzi, una donna costretta dalle conseguenze della poliomielite a vivere nel polmone d’acciaio, che ha raccontato la sua esperienza nel libro Il vizio di vivere (Rusconi, 1984). I più giovani non sanno neppure cosa sia un polmone d’acciaio: è un respiratore artificiale dentro al quale i malati colpiti da paralisi ai muscoli respiratori erano costretti a rimanere sdraiati 24 ore su 24.

Dopo le grandi epidemie di poliomielite che hanno colpito gli Stati Uniti negli anni Venti e Trenta c’erano migliaia di bambini nel polmone d’acciaio e molti di più con le gambe paralizzate. Dove esistono comunità che, per motivi religiosi, rifiutano la vaccinazione, ogni tanto scoppiano epidemie di poliomielite. Nel 1992 è successo in Olanda: 71 bambini non vaccinati si sono ammalati in forma grave, di questi 2 sono morti e 59 sono rimasti paralizzati. Per la poliomielite, infatti, non esistono cure efficaci, solo i vaccini.

I dati si riferiscono al 1988 e al 2016
Fonte: Oms

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