Le spese militari americane aumentano di 52 miliardi

Più per il rimpatrio dei clandestini. Tagliate 3.200 persone nel settore ambientale

Lo aveva detto e lo ha fatto: aumenteranno le spese militari americane. E così è stato. La prima bozza del budget americano, firmata da Trump, inietta liquidità al dipartimento della difesa (+ 52 miliardi di dollari) e lo sottrae ad altre agenzie governative. I tagli riguardano soprattutto la politica estera, l’ambiente e alla sanità.

A quanto ammontano le spese militari americane

Circa 2,6 miliardi di dollari sono dedicati alla tecnologia e alle infrastrutture di sicurezza delle frontiere (compreso il muro tra gli Stati Uniti e il Messico). Il bilancio mette da parte 314 milioni di dollari per assumere e addestrare 500 agenti di pattuglia di frontiera e 1.000 agenti, fra doganieri e servizio immigrazione.

Altri 1,5 miliardi di dollari sarebbero destinati a sostenere la detenzione e il rimpatrio di immigrati clandestini. Il budget totale per la sicurezza interna ammonta a 44 miliardi di dollari, in aumento di quasi tre miliardi.

Trump ha proposto di portare le spese militari americane a un totale di 574 miliardi, 52 miliardi in più rispetto al precedente, un aumento del 10%.

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Meno soldi per l’ambiente

L’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale, è tra quelle più colpite. Il bilancio prevede l’eliminazione di circa 3.200 posti di lavoro, oltre il 20 per cento del totale, ed eliminerebbe tutti i finanziamenti per l’attuazione del piano Clean Power sulla limitazione delle emissioni di gas a effetto serra provenienti da centrali elettriche.

I tagli riguardano anche i finanziamenti per la ricerca e i programmi internazionali sul cambiamento climatico.

Trump ha ridotto anche i finanziamenti alle Nazioni Unite e alle agenzie affiliate, tra cui le operazioni di “pacekeeping“. Tagliato anche il budget per l’emergenza rifugiati e l’assistenza ai migranti, due voci di spesa considerati un inutile doppione.

I tagli: affari esteri e Banca Centrale

La spesa americana in politica estera, compresi gli aiuti umanitari, ammonta oggi all’1% del bilancio federale, mentre gli investimenti sulla difesa sono 15 volte tanto.

Il budget taglia anche i finanziamenti alla Banca Centrale: meno 650 milioni di dollari in tre anni. Rimane il programma Fulbright e restano intatti i 3,1 miliardi di dollari di aiuti militari a Israele.

Il bilancio iscrive a registro 25,6 miliardi di dollari di finanziamenti per il Dipartimento di Stato e l’Agenzia per lo sviluppo internazionale (USAID), con una riduzione del 28% rispetto al livello di spesa del 2017.

I dati si riferiscono al: 2017
Fonte: Office of Management and Budget

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