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Abbiamo una scarsa capacità di rispettare le regole. E a maggio rischiamo grosso

Se a maggio l’Europa non approverà la manovra fiscale del governo italiano, il Paese rischia effettivamente di essere commissariato dalla troika. Proprio come è già avvenuto a diversi Paesi europei (ultimo caso: la Grecia) che non rispettavano i vincoli finanziari imposti dalla Ue.

Ue contro Italia, le procedure

In effetti non sono pochi i casi nei quali l’Italia non rispetta le regole. Le procedure d’infrazione (termine in questo caso usato in modo omnicomprensivo) che l’Europa ha avviato nei nostri confronti sono infatti ben 89 alle quali si aggiungono due procedimenti (indicati nella tabella con uno e due asterischi) sospesi nel 2012 ma non ancora archiviati definitivamente.

Al top il mancato recepimento delle direttive

La stragrande maggioranza di questi 89 procedimenti riguarda il mancato recepimento di direttive di carattere economico e finanziario ma ve ne sono altre che sono tornate alla ribalta della cronaca anche recentemente. Ad esempio: l’Italia è già da tempo sotto osservazione per non aver recepito una direttiva europea riguardante la rilevazione delle impronte digitali dei migranti.

E siamo in mora anche per il mancato recepimento della direttiva sulla raccolta delle pile esauste e di un’altra sul risparmio energetico, e così via.

Ma tra le molte procedure aperte ve ne sono alcune particolarmente interessanti: sono quelle che riguardano il mancato recupero degli aiuti di Stato che sono stati concessi ad imprese italiane e che l’Antitrust europeo ha denunciato come illegali imponendone all’Italia il recupero. Recupero, in realtà, mai avvenuto.

I dati si riferiscono al 2016

Fonte: Dipartimento per le politiche europee

Leggi anche: Lavoro, i numeri dell’eurosommerso

Ue, perché l’Italia è irrilevante

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