
Non mangiamo più carne di pollo, torniamo ai bovini ma soprattutto ai suini: più 1,4%
E’ un business che vale 167 miliardi di euro, ma non se la passa bene. L’allevamento di animali da macellazione sta vivendo un periodo non facile in Europa tranne che per i maiali.
Quanto valgono i maiali
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, dato il massiccio afflusso di immigrati di religione musulmana che non non ne mangia la carne, la produzione di suini in Europa è cresciuta dell’1,4% tra il 2013 e il 2014. Il forte calo registrato negli anni precedenti è dovuto soprattutto ad una direttiva europea riguardante il benessere dei maiali nel corso della loro vita prima di essere macellati. Questa direttiva ha reso economicamente insostenibile il business per gli allevatori più piccoli e ha favorito un aumento delle dimensioni degli allevatori più grandi.
Recentemente l’Europa ha poi proposto una nuova normativa sempre riguardante il welfare degli animali, ma ora rientrano anche quelli di compagnia.
Crescono anche i bovini
Il grafico mostra anche un leggero aumento nella produzione di carne bovina tra il 2013 e il 2014, ma se si considera il periodo 2007-2014 la produzione è calata del 4% con un numero di capi passati da 12,5 milioni a 12 milioni.
Drammatico, invece, il calo della carne da pollame che tra il 2009 e il 2013 aveva mostrato una crescita inarrestabile, più 7%. Nel 2014 la produzione è tornata agli stessi livelli del 2009: 11,9 milioni di tonnellate.
Male anche la produzione ovina, che ha mostrato il calo più pronunciato: meno 12,1% tra il 2005 e il 2014.
I dati si riferiscono al: 2009-2014
Fonte: Eurostat
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A Nord-Est si torna a lavorare nei campi
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