L’umanità sta invecchiando e la forza lavoro inizia a diminuire. Tutti i numeri
La crescita della popolazione del mondo è un pericolo per l’umanità? Forse, ma i dati sull’aumento demografico dicono qualche cosa di molto diverso. Il grafico sopra mostra il tasso di crescita della popolazione mondiale tra il 1965 e il 2015. Il tasso di crescita è la differenza tra la popolazione mondiale in un dato anno e quella dell’anno successivo, espressa in percentuale.
Dal 1972 la crescita della popolazione del mondo rallenta
Come si vede, tra il 1965 e il 1972 la crescita della popolazione mondiale è stata di oltre il 2% all’anno. Nel 1971 il tasso di crescita era del 2,1% all’anno. Nel 1972 è passato al 2,04% e ha continuato a diminuire, fino a raggiungere quota 1,75% nel 1975.
Nel periodo 1975-1990 il dato è rimasto intorno all’1,7%, poi ha ripreso a scendere e, attualmente, è a quota 1,18. Nello stesso periodo, la popolazione è aumentata da 3,36 miliardi di persone nel 1996, nel 1971 è arrivata a 3,7 miliardi, nel 1990 ha raggiunto quota 5,3 miliardi e nel 2015 sulla Terra ci sono 7,3 miliardi di esseri umani. Anche se il tasso di crescita si abbassa, ciascuna generazione è più numerosa della successiva, per cui la popolazione continua a crescere in modo costante.
Il tasso di crescita della popolazione non preoccupa
La crescita della popolazione è influenzata da vari fattori: negli anni Sessanta il tasso di fertilità, cioè il numero di figli per donna, era di oltre 5, ma la popolazione calava a causa di un’alta mortalità infantile e a una durata della vita media nettamente più breve rispetto a oggi.
Negli anni Settanta si sono diffusi gli anticoncezionali, che riducono le nascite, ma si sono fatti enormi passi in avanti nella medicina, per cui più bambini sopravvivono e le persone vivono più a lungo. Dal 1990 in poi, il tasso di fertilità è sceso ancora ed attualmente è di 2.45 figli per donna. Per questo, nel 1965 il bambini erano il 37,9% della popolazione mondiale, mentre nel 2o15 erano il 26,1%. Gli anziani sono sempre di più: cinquant’anni solo il 5,6% aveva più di 65 anni, nel 2015 la percentuale è salita all’8,79%. La popolazione in età lavorativa (15-64 anni) ha raggiunto il massimo negli anni tra il 2011 e il 2014, quando è rimasta costantemente il 64,7% ma sta iniziando a diminuire. Nel 2015 era il 64,6% del totale.
I dati si riferiscono al periodo 1965-2015
Fonte: Banca Mondiale
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