Sponsor F1, Ferrari regina con 250 milioni di dollari

Tra team e sponsor ufficiali, il giro d’affari della Formula 1 vale 2,9 miliardi l’anno

Il Gran Premio d’Italia a Monza è uno degli appuntamenti più seguiti e sentiti del Mondiale di Formula 1. Nel 2025 l’indotto economico generato dalla corsa è stimato in 192,6 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto al 2024, secondo il Centro Studi Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza. Sono attesi oltre 330.000 spettatori nell’arco del weekend, con una distribuzione della spesa turistica ben definita: 33% per gli alloggi pari a 63,5 milioni di euro, 30% per lo shopping (57,8 milioni), 16% per la ristorazione (30,8 milioni), 15% per i biglietti (28,9 milioni) e 6% per trasporti e parcheggi (11,6 milioni).

I benefici restano concentrati soprattutto sul territorio: 52% a Monza e Brianza con 98,6 milioni di euro, 30% a Milano e area metropolitana con 58,6 milioni, e il restante 18% alle altre province lombarde come Como, Lecco e Varese. Monza diventa così non solo un palcoscenico sportivo di livello mondiale, ma anche una vetrina commerciale di primaria importanza.

Numeri di questa portata mostrano come la Formula 1 sia una macchina economica capace di generare valore ben oltre la pista: turismo, logistica, intrattenimento e soprattutto sponsorizzazioni. Il cuore del modello economico della Formula 1 è rappresentato dalle sponsorizzazioni siglate con i partner globali e con i team. Quanto vale questo giro d’affari? Quali aziende investono di più? E i top team come Ferrari, Red Bull e Mercedes quanto riescono a raccogliere in termini di sponsor?

Sponsorizzazioni Formula 1: record 2025

Nel 2025 la Formula 1 raggiunge 2,9 miliardi di dollari di ricavi da sponsorizzazioni, in aumento del 10% rispetto al 2024. A dirlo è Ampere Analysis, società di ricerca internazionale che monitora l’andamento dei mercati media e sportivi. La fetta più grande, il 72%, è destinata direttamente ai team, mentre il restante 28% deriva dai contratti con gli sponsor ufficiali della Formula 1. In pratica, la parte più consistente del giro d’affari arriva dai marchi che legano il proprio nome a scuderie e monoposto.

A trainare questa crescita sono due settori in particolare: tecnologia e servizi finanziari, entrambi con una quota del 20% di nuove partnership. Qui rientrano software e piattaforme SaaS, cioè servizi digitali erogati via cloud su abbonamento, insieme a banche online, fintech e operatori legati alle criptovalute. Un altro segnale forte arriva dagli Stati Uniti: nel 2025 i brand Usa rappresentano il 34% dei nuovi accordi, più di qualsiasi altro Paese. È la prova che la Formula 1, da sport storicamente europeo, si stia progressivamente spostando sotto l’influenza del mercato americano.

I colossi dietro la Formula 1

La Formula 1 non è solo un campionato di corse: è anche una vetrina mondiale per i grandi marchi. Nel 2025 il partner più pesante è LVMH, che ha siglato un accordo decennale da 1 miliardo di dollari con il coinvolgimento di brand come Louis Vuitton, Tag Heuer e Moët Hennessy. A seguire ci sono realtà storiche come Heineken, che ha rinnovato fino al 2028 con un pacchetto da 250 milioni di dollari in cinque anni, e DHL, sponsor logistico da oltre vent’anni con un impegno di 40 milioni di dollari l’anno.

La lista prosegue con Qatar Airways, compagnia aerea ufficiale fino al 2027, e Pirelli, fornitore esclusivo degli pneumatici sempre fino al 2027. Sul fronte tech spiccano Amazon Web Services, che garantisce infrastrutture cloud e intelligenza artificiale, e Crypto.com, che ha esteso la partnership fino al 2030 con progetti legati a blockchain e fan engagement. Settori molto diversi, ma con un obiettivo comune: usare la F1 come palco globale per parlare a un pubblico di oltre un miliardo e mezzo di spettatori.

Quanto costa dare il nome a una monoposto

In Formula 1 il title sponsor non è un partner qualunque: è quello che entra nel nome ufficiale della scuderia, colora la livrea della monoposto e compare su tute e comunicazione. In altre parole, definisce l’identità stessa del team. Non a caso è la forma di sponsorship più prestigiosa e costosa nello sport, perché non si limita a un logo ma diventa parte integrante del brand della squadra.

I valori sono da capogiro. I team minori partono da 20-30 milioni di dollari l’anno. I top team come Ferrari, Mercedes e Red Bull superano invece i 90 milioni di dollari. Il record spetta a McLaren, che dal 2026 avrà Mastercard come title sponsor con un contratto da 100 milioni di dollari l’anno. Per capire il peso di questi numeri basta il confronto con altri sport. Uno sponsor di maglia di un top club europeo di calcio vale 60-70 milioni di euro l’anno. I naming rights degli stadi NFL oscillano invece tra 15 e 30 milioni di dollari l’anno. La Formula 1 resta così uno dei canali di marketing globale più costosi ed esclusivi.

sponsor Formula 1

Nella parte alta della classifica delle sponsorizzazioni 2025 si collocano i team che hanno la maggiore forza di attrazione commerciale. Ferrari guida il gruppo: il contratto con HP è valutato poco meno di 100 milioni di dollari l’anno, un livello che da solo copre una quota significativa del budget della scuderia. Subito dietro c’è Red Bull, che con Oracle ha siglato un accordo da 300 milioni di dollari in cinque anni, pari a 90 milioni a stagione, confermando l’importanza del connubio tra tecnologia e sport. Aston Martin occupa la stessa fascia con il colosso Aramco, che versa circa 75 milioni di dollari l’anno per associare il proprio marchio al team di Silverstone. Chiude il gruppo dei top spender Mercedes, che grazie a Petronas incassa 65 milioni di dollari l’anno, consolidando una partnership tra le più longeve della griglia.

Nella fascia intermedia ci sono le scuderie che non lottano stabilmente per il titolo mondiale. Nonostante ciò riescono ad attrarre sponsorizzazioni importanti. Sauber, sostenuta da Stake + Kick, ha un accordo stimato fino a 50 milioni di dollari l’anno. La squadra è in attesa della transizione al marchio Audi prevista per il 2026. Williams ha firmato con Atlassian l’accordo più importante della sua storia recente. Vale 35 milioni di dollari l’anno e rappresenta un salto di livello per una scuderia che negli ultimi anni ha faticato sul piano sportivo. Più contenuto l’accordo di Alpine con BWT, stimato in 25 milioni di dollari l’anno, ma comunque rilevante per la stabilità del team.

Nella parte bassa della griglia per valore degli accordi ci sono i team più piccoli, ma non per questo meno interessanti per i brand che puntano a farsi vedere nel Circus. Haas con MoneyGram ha un contratto che arriva fino a 35 milioni di dollari l’anno, mentre i Racing Bulls, la seconda squadra del gruppo Red Bull, hanno una sponsorizzazione congiunta con Visa e Cash App valutata in oltre 20 milioni di dollari l’anno.

Ferrari, 31 sponsor nel 2025

Nel 2025 la Scuderia Ferrari conferma HP come title partner — un’intesa a sei zeri di cui abbiamo già parlato. Intorno a questo asse gravitano decine di altri accordi che trasformano la Rossa in uno dei veicoli di marketing più potenti al mondo. In totale, i contratti pubblicitari e di sponsorship della Ferrari ammontano a circa 250 milioni di dollari all’anno, una cifra che spiega perché il Cavallino sia così ambito e diffuso come marchio globale. In totale formano una rete di 31 sponsor distribuiti su cinque categorie, un ecosistema che dimostra quanto la Ferrari sia uno dei brand più appetibili nella storia della Formula 1.

Il network di Ferrari nel 2025 si divide in più categorie. Tra i premium partner ci sono conferme solide come Shell, Puma e VGW Play. A questi si aggiungono due nuovi ingressi di peso: UniCredit e IBM. La categoria dei team partner è la più numerosa, con 13 aziende. Nel gruppo ci sono nomi tech come DXC Technology, AWS e HCL Software. Spiccano anche marchi lifestyle e consumo come Peroni Nastro Azzurro 0.0%, Ray-Ban e Chivas Regal, oltre a player della sicurezza informatica (Bitdefender) e della logistica (CEVA). Gli official partner sono 7 e uniscono moda, design e servizi. Tra questi: Giorgio Armani, Bang & Olufsen, TechnoGym, Manpower Group e Iveco. Infine ci sono i 9 partner tecnici, fondamentali per la performance della monoposto: Pirelli, Brembo, Mahle, SKF, NGK, Öhlins e altri.

 

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