Il Senato ci costerà sempre 500 milioni

Anche con la riforma le spese non caleranno. Vendita di libri: “buchino” di 84mila euro

Il Senato della Repubblica non viene abolito, cambia solo il metodo di elezione (sarebbe più corretto dire “nomina”) dei senatori. Perciò è molto probabile che i costi dell’Aula, anche ne caso in cui la riforma costituzionale passasse  così come l’ha scritta il governo, non diminuiranno in futuro.

La spesa per il Senato

In questa tabella è riassunta la spesa per il Senato negli ultimi quattro anni. Come si vede sono sempre in calo: si è passati dai 563,3 milioni del 2011 ai 501,6 milioni di euro nel 2014. Il taglio più importante, oltre 25 milioni di euro, si è verificato nel 2012, quando il governo era guidato da Mario Monti.

Interessante anche il capitolo delle entrate: ovviamente si tratta solo di trasferimenti da altri organi dello Stato, tranne una voce: la vendita di pubblicazioni (libri e documenti editi dal Senato). Al momento di scrivere il bilancio di previsione il Senato aveva previsto per il 2014 un incasso di 100mila euro. In realtà, a consuntivo, le entrate sono state solo di 15.512,40 euro con una differenza di 84.782,60 euro in meno.

I dati si riferiscono al: 2014

Fonte: Senato

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