Il rapporto Npl-crediti è al 16,9. E nell’ultimo trimestre del 2015 è addirittura cresciuto
La Bce chiede al Monte dei Paschi di Siena di scrollarsi di dosso quasi 10 miliardi di Npl, Non Performing Loans, cioè quei crediti che vanta verso i propri clienti e che questi non sono più in grado di restituire. Sono, in pratica, le sofferenze bancarie.
Per sofferenze bancarie siamo quinti in Europa
Ma il problema degli Npl (sofferenze bancarie) non riguarda solo la banca senese: tutto il sistema bancario italiano è “infettato” da crediti di difficile o impossibile recupero e il confronto internazionale è impietoso. Le banche di Grecia e Cipro hanno sono in testa alla classifica europea: hanno un livello di Npl superiore al 40% (Cipro addirittura al 50%). Seguono Irlanda e Portogallo e poi viene l’Italia con un rapporto tra crediti erogati e Npl pari al 16,9%.

Ma il problema è anche un altro: siamo anche nella ristretta pattuglia di Paesi che hanno aumentato i Non Performing Loans nell’ultimo trimestre del 2015. La crescita sembra impercettibile, più 0,1%, ma mentre tutti gli altri sono riusciti o a mantenere stabile il rapporto o a diminuirlo noi lo abbiamo aumentato insieme con la Grecia (1,5%) Cipro (0,4%), Portogallo (0,4%) e Ungheria (0,1%).
In Usa meno del 2%
Considerando l’intero continente, le cose vanno meglio. Complessivamente l’esposizione è calata dal 6,4% al 5,9% tra settembre e dicembre 2015 ma resta comunque enormemente superiore rispetto alle altre aree economiche più sviluppate del mondo. Per fare un confronto: il sistema bancario americano e quello giapponese hanno un rapporto Npl-crediti inferiore al 2%.
I dati si riferiscono al: dicembre 2015
Fonte: Eba
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