Un terzo del mondo vieta l’ingresso ai prodotti del colosso cinese. L’Europa è divisa
Non solo gli Stati Uniti: gli smartphone Huawei sono nella lista nera di molti Paesi. Trump accusa il colosso cinese di aver violato le sanzioni americane contro l’Iran e di aver cercato di rubare alla T-Mobile, americana, una tecnologia per testare il funzionamento dei cellulari. A questo si aggiunge l’accusa, forse la più grave di tutte, di essere uno strumento nelle mani di Pechino per controllare le comunicazioni interne.
Gli smartphone Huawei vietati
Il fatto è che il divieto del presidente Trump a Huawei di vendere cellulari in Usa è un colpo durissimo anche per i fornitori della casa Usa: su 90 aziende che lavorano per il colosso da oltre 105 miliardi di dollari di fatturato, 33 sono americani. Il brand Hauwei resta comunque uno dei più potenti al mondo. Nei primi tre mesi del 2019 Huawei ha superato Apple con 58,4 milioni di smartphone venduti a livello globale, ed è seconda solo a Samsung.
La guerra commerciale di Trump
Sono pochi ma importanti i Paesi che hanno scelto di seguire l’esempio degli Usa e bannare gli smartphone Huawei dai propri mercati. Oltre agli Stati Uniti un “total ban” ai prodotti dell’azienda di Pechino è arrivato da Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Nel grafico in alto è indicato il numero di Paesi del mondo che hanno imposto il divieto totale alle vendita dei prodotti della società cinese, quelli che hanno limitato la vendita, quelli indecisi e quelli dove non esiste nessun divieto.
Tra quelli della prima categoria c’è anche in Giappone che ha escluso Huawei da tutti gli appalti pubblici. L’Australia ha introdotto un ampio divieto della tecnologia Huawei dalle prossime reti 5G, per “problemi di sicurezza”. La Nuova Zelanda ha seguito l’esempio, bloccando il colosso cinese dalla partecipazione a un appalto per una rete 5G, quella attraverso la quale l’azienda, secondo gli Usa, controllerebbe le comunicazioni tra gli utenti.
Guerra fredda nell’hi-tech
La Russia di Wladimir Putin, al contrario degli Stati Uniti di Trump, ha invece puntato tutto sulla tecnologia del colosso cinese. Oltre a non subire nessun divieto, qui Huawei ha stretto un accordo con la compagnia di telecomunicazioni Mts per lo sviluppo della tecnologia 5G. Cina e Russia stanno anche discutendo di un possibile accordo per installare il sistema operativo russo Aurora (OS) su 360 mila tablet Huawei.
L’Europa divisa su Huawei
Al momento Huawei fornisce un terzo dei sistemi di telecomunicazioni presenti in Europa la quale non sa esattamente come comportarsi nei confronti della società cinese. Da una parte c’è il fronte dei Paesi che continuano a utilizzare tecnologia Huawei non limitando in alcun modo il ruolo dell’azienda, come Italia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Belgio e Repubblica Ceca. Dall’altra parte c’è invece il fronte di quei Paesi che propongono un divieto non totale ma comunque rigido, come Regno Unito, Francia e Germania. Il Regno Unito ha proposto di vietare i prodotti e gli smartphone Huawei per le parti principali della sua nuova rete 5G, mentre Germania e Francia aumenteranno le misure di sicurezza per salvaguardare le backdoor nei canali di comunicazione, che si teme facciano parte della tecnologia Huawei.
Smartphone Huawei, i Paesi indecisi
Numerosi paesi europei come Danimarca, Svezia e Paesi Bassi sono ancora indecisi sulla posizione da prendere. Intanto però l’azienda di Pechino fa sapere di aver firmato contratti 5G con aziende in oltre 25 Paesi, anche se per adesso non ha svelato chi sono i paesi inclusi.
I dati si riferiscono al: 2019
Fonte: bloomberg.com
Leggi anche: Il mondo degli smartphone: 1,43 miliardi sono in Cina
Ti piace citare i numeri veri quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri e le ultime notizie; restare aggiornato sulle principali news (con dati rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.