Varato il “bonus rubinetti”. Quella in bottiglia resta la preferita: San Benedetto al 18,5%
Non è stata fatta molta pubblicità, ma nella manovra del governo giallorosso è spuntato un bonus abbastanza strano e, in qualche modo, “verde”. Si tratta di uno sconto per l’acquisto di rubinetti nuovi che, tendenzialmente, dovrebbero diminuire lo spreco di acqua domestica.
Uno sconto sulle tasse sui rubinetti
La proposta del bonus è arrivata prima di tutto dal Movimento 5Stelle sulla quale è poi arrivato l’assenso del Pd. In pratica si tratta di defiscalizzare il 65% delle spese «per l’acquisto e la posa in opera di rubinetteria sanitaria con portata di erogazione uguale o inferiore a 6 litri al minuto, soffioni doccia e colonne doccia attrezzate con portata uguale o inferiore ai 9 litri al minuto, cassette di scarico e sanitari con volume medio di risciacquo uguale o inferiore ai 4 litri».
A cosa serve il bonus rubinetti
L’intenzione è giusta perché sostituire i rubinetti potrebbe incentivare, oltre che il risparmio di acqua, anche l’utilizzo di quella casalinga anche per uso alimentare, dato che l’Italia è uno dei Paesi dove si consuma più acqua imbottigliata che nel resto d’Europa. Il grafico sopra mostra le marche che sono leader di mercato. I valori sono espressi in percentuale.
L’acqua San Benedetto seconda in classifica
In prima posizione c’è la San Pellegrino, società che riunisce sotto di sé diversi marchi: Acqua Panna, Recoaro, Levissima e Nestlé Vera. La San Pellegrino ha il 18,8% del mercato italiano delle acque minerali con un vantaggio strettissimo sulla seconda in classifica, la San Benedetto. Ha il 18,5% del mercato italiano con diversi marchi che derivano da quello “principale” ed altri minori come, per esempio, la Guizza. Gli aktri marchi che possiedono una rilevante quota di mercato in Italia sono le Fonti di Vinadio, la Norda, la Ferrarelle, l’acqua Lete le acque Rocchetta e Uliveto e la Spumador.
I dati si riferiscono al: 2018
Fonte: Beverfood
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