Elezioni in Umbria, perché il partito da battere è la Lega

Alle ultime consultazioni è arrivato primo con il 38,18. Il Pd leader solo nel 2015

In base ai risultati delle elezioni in Umbria conseguiti alle europee di quest’anno la Lega di Matteo Salvini è il primo partito. Sarà lui l’avversario da battere alle consultazioni regionali che si terranno domenica. Il Pd, infatti, è, sempre il base ai risultati delle europee 2019, è il secondo partito. Ma adesso cambia tutto.

I risultati delle elezioni in Umbria

Il grafico sopra mostra l’andamento percentuale dei principali partiti. Si scopre non solo che alle europee2019  il Pd era secondo (Lega al 38,18% e Pd al 23,98%) ma che anche alle precedenti consultazioni, le elezioni politiche dell’anno scorso, il Pd non era primo. A vincere le elezioni politiche 2018 in quella regione fu il Movimento 5Stelle con il 27,53% contro il 24,81% del Partito Democratico. Bisogna risalire alle elezioni nella Regione Umbria del 2015 per vedere il Pd in testa: 35,76% contro il 14,56 del M5S.

L’alleanza Pd 5Stelle in Umbria

Ora, però, cambia tutto: i risultati delle votazioni regionali in Umbria saranno condizionati dall’alleanza tra il Pd di Nicola Zingaretti e il M5S guidato dal capo politico Luigi di Maio: questo è il motivo per il quale sarà durissima per la Lega riuscire a confermare la leadership. Probabilmente lo farà in termini di preferenze per singolo partito, ma riuscire a portare alla presidenza della Regione la propria candidata Donatella Tesei, senatrice salviniana ma sostenuta da tutto il centrodestra, sarà un’impresa. La Tesei dovrà vedersela con Vincenzo Bianconi, candidato civico sostenuto dal patto tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico.

Quanti votano in Umbria

Gli umbri che domenica 27 ottobre dovranno votare sono esattamente 703.595 e dovranno eleggere non solo il presidente della Regione ma anche i 20 consiglieri che formeranno l’Assemblea legislativa regionale. Sembrerà strano, ma il voto di soli 703.595 italiani potrebbe avere un rilievo nazionale non pronosticabile. Il motivo è semplice: se Salvini e il centrodestra riusciranno nell’impresa, davvero difficile, peraltro, di portare alla presidenza la Tesei, è possibile che l’aspirazione di Nicola Zingaretti di formare con i 5Stelle un’alleanza stabile, politica, che si possa presentare unita o, perlomeno, non divisa alle prossime elezioni politiche, franerà, perché sarà dimostrato, al di là delle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte, che nel primo test elettorale, per quanto limitato, nel quale la si sperimenta, l’alleanza non ha funzionato. Questo è il motivo per il quale anche il governo subirebbe contraccolpi: la partnership a Roma tra i due partiti potrebbe ricevere dei contraccolpi e risultare indebolita. Più di quanto non sia ora a causa dei litigi sulla manovra contestata anche da Bruxelles.

Risultati elezioni Umbria, cosa rischia il governo

La vittoria dello schieramento di sinistra Pd-M5S, al contrario, sarebbe un toccasana per Roma: i due partiti, alleati nel sostenere il governo Conte bis, potrebbero essere tentati di sperimentare anche nelle prossime occasioni elettorali, l’alleanza che ha funzionato alle elezioni in Umbria.

I dati si riferiscono al: 2015-2019

Fonte: Ministero dell’Interno

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