Ricchezza delle famiglie aumentata di 70 miliardi in 9 mesi

Risparmio italiani

Ecco dove investono: crollo delle obbligazioni, più depositi e fondi comuni

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la ricchezza delle famiglie italiane è aumentato. E non di poco.

La ricchezza delle famiglie italiane

Nei primi nove mesi del 2015 la disponibilità è aumentata di ben 70 miliardi, più 1,8% rispetto ai primi nove mesi dell’anno precedente. Ma, attenzione: la crescita non è dovuta tanto ad un aumento del reddito disponibile o alla una crescita del risparmio, ma principalmente all’aumento del valore delle attività finanziarie nelle quali le famiglie hanno investito. Nel grafico è indicato, appunto, in quali attività gli italiani hanno messo i loro risparmio privato anno per anno e strumento per strumento.

Le obbligazioni fanno paura

Il dato piuttosto clamoroso, anche se ragionevolmente prevedibile, è il crollo degli investimenti in obbligazioni, probabilmente proseguito anche nei primi mesi del 2016, e dovuto anche alla vicenda delle quattro banche andate in crisi a metà dello scorso novembre che hanno fatto realizzare che alcuni investimenti sono a rischio più di altri.

ricchezza delle famiglie

Il fatto che 10.559 risparmiatori abbiano rischiato di perdere (prima dei parziali indennizzi decisi dal governo Renzi) praticamente tutto il loro investimento nelle obbligazioni subordinate di quegli istituti, Banca Marche, Banca Etruria, Chieti e Ferrara, ha molto probabilmente spaventato la platea delle famiglie, che hanno cercato di diversificare molto più di prima il loro portafoglio per essere certi di mettere i loro risparmi al sicuro. Ovviamente ha avuto un ruolo anche il venir meno di un trattamento fiscale di favore: l’imposta sulle obbligazioni bancarie è salita dal 12,5% al 20% nel gennaio 2012 e al 26% nel luglio 2014

Ora si diversificano gli investimenti

In calo anche i titoli del debito pubblico che, soprattutto nelle scadenze più ravvicinate, non garantiscono praticamente nessun guadagno; sono state superati da investimenti più redditizi. Ad esempio le azioni e il risparmio gestito. Inoltre: gli investimenti in quote di fondi comuni e in polizze assicurative sono saliti dal 26,2 al 31,5. Rispetto alla media dei Paesi dell’euro (42%) siamo ancora lontani, ma la distanza si sta riducendo.

I dati si riferiscono al: 2012-2015 (nove mesi)

Fonte: Banca d’Italia

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