
Derivati e titoli tossici affondano i nostri istituti di credito, non in Libano
Forse sarebbe stato meglio per tutti se avessimo dato retta anche noi al capo della Banca centrale del Libano, Riad Salam: vietato comprare titoli tossici e derivati, col denaro e con il risparmio a rischio non si scherza. E così il Libano non solo è uscito quasi indenne, dal punto di vista economico, dall’ultimo, sanguinoso conflitto civile, ma non è neppure stato sfiorato dalla crisi della finanza truccata e speculativa che altrove ha messo in ginocchio i più grandi istituti di credito. No, qui le banche non soffrono e l’economia gira bene e i risparmi a rischio non si sa che cosa siano: lo dimostra il grafico (sopra), evidenziando i maggiori driver di crescita dal 1994 al 2014.

Il Libano fuori dalla guerra (e dalla recessione)
Guardiamo un altro grafico (qui sopra): mostra l’andamento del prodotto interno lordo del Libano e di 12 altri Paesi al mondo (nell’area colorata: Angola, Repubblica del Congo, El Salvador, Guatemala, Indonesia, Liberia, Mozambico, Nepal, Peru, Ruanda, Sierra Leone e Sudafrica) che sono stati in guerra per almeno 10 anni in un periodo compreso dal 1960 al 2011.

Ebbene: un decennio di conflitti senza tregua mette in ginocchio tutti, ma la velocità di recupero del Libano e i risultati raggiunti oggi sono stati nettamente superiori. Rispetto agli altri Paesi usciti da una lunga e sanguinosa guerra, infatti, il Pil del Libano è rimbalzato rapidamente e sul lungo periodo ha raggiunto i risultati migliori.
Il motivo? Secondo gli analisti della Banca Mondiale, l’ottima performance si spiega tenendo in considerazione due fattori: una forza lavoro altamente qualificata e una consistente e rapida iniezione di capitali nelle primissime fasi della ricostruzione e in quelle successive, grazie al rientro di capitali e di persone uscite durante la diaspora provocata dal conflitto.
L’uomo che ha salvato il risparmio a rischio
Ma forse il motivo è anche un’altro: mentre derivati e titoli tossici affondavano le banche e l’economia dei paesi occidentali, gettandoli in quella “grande crisi” che forse non è ancora finita, in Libano una legge di stato del 2003 ha vietato alle banche di acquistare titoli derivati, fissando regole severissime per preservare i depositi. Chi ha salvato l’economia libanese dalla crisi è stato lui, Riad Salam, a capo della Banca centrale del Libano dal 1993. E così, nel mezzo delle rivolte arabe e della crisi in Occidente, qui almeno si possono mettere tranquillamente i soldi in banca.
I dati si riferiscono al: 2014
Fonte: World Bank Group
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