A fine 2020 sono 4mila le famiglie tornate nelle loro case
L’emergenza Covid ha spento tutte le altre emergenze. Possiamo considerare tali anche quelle legate ai disastri naturali, in primis ai terremoti. Quelli che hanno colpito con diversi episodi il Centro Italia nel 2016 sono solo i più recenti tra quelli con vittime. Prima Amatrice il 24 agosto e poi in autunno la zona intorno a Norcia a cavallo tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, quest’ultimo molto più duramente provato già nel 2009 con il terremoto dell’Aquila.
A che punto è la ricostruzione dopo il sisma del Centro Italia
Nonostante se ne sia parlato sempre meno fino a uscire dai radar nel 2020 la ricostruzione nel Centro Italia è andata avanti, a quanto ci dice il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, che fa capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel proprio report annuale. Alla fine dell’anno i cantieri privati erano 3.248, quelli pubblici, che includono le Chiese, 253, e 1.700 in totale sono stati conclusi. Aggiungendo questi a quelli finiti in precedenza si arriva in totale a 4mila. Ognuno delle quali corrisponde a una famiglia che è potuta tornare nelle proprie case.
Ma moltissimo rimane da fare. Basti pensare che gli immobili ritenuti inagibili dopo il terremoto erano ben 80mila, di cui 30mila con danno lieve e 50mila con uno grave. La ricostruzione post sisma avanza tramite le richieste dei contributi ai privati per la riparazione delle proprie case, e osservando il loro numero si può intuire a che punto siamo. Ancora indietro, ma il ritmo dell’azione sta crescendo. Infatti dalle 12.063 domande presentate nel 2019 si è passati nel 2020 a 19.568, con un incremento del 62,2%.

Ricostruzione post sisma, nelle Marche più domande accolte
Di queste 19.568 tra l’altro 4.873 erano domande per danni gravi, e 14.695 per danni lievi. A essere aumentare sono state soprattutto queste ultime, nonostante le case lesionate gravemente fossero decisamente di più in origine. È probabile che molte di queste non saranno più ricostruite in realtà, e i suoi occupanti abitino ormai altrove.
In ogni caso è nelle Marche che la maggioranza assoluta delle domande, 10.667 nel 2020, è stata avanzata, e nella stessa regione è più ampia la porzione di quelle che sono state accolte: 4.635, il 43,5%. Non è infatti scontato che un iter di richiesta di contributo vada a buon fine. Nel 2020 è accaduto solo nel 35,5% dei casi in tutta l’area interessata dalla ricostruzione post sisma. Sono stati accettate 6.946 domande in tutto, la gran parte nelle Marche, appunto. Vi è però un incremento del 61,9% rispetto al 2019, in linea con quella del resto presente tra le domande presentate stesse. Un incremento che è stato massimo in Abruzzo, dove però la percentuale di accoglimento è la più piccola, solo del 15,8%.
Solo per contributi privati arrivate richieste per 5,6 miliardi
A queste domande corrispondono naturalmente delle risorse finanziarie. Nel complesso rappresentano 5 miliardi e 590 milioni di contributi richiesti. Quelli accolti valgono solo 1 miliardo e 625 milioni, ma quelli effettivamente erogati sono stati solo 710 milioni in tutto. Anche se il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016 fa notare come 407 milioni siano stati versati solo nel 2020, più di quanto è stato concesso nei tre anni precedenti.
Anche in questo caso sono le Marche a fare la parte del leone, con domande per 3 miliardi 662 milioni e 1 miliardo e 117 milioni di contributi accordati, anche se tutti non ancora effettivamente erogati. Solo 84 i milioni invece concessi nel Lazio.
Quanti soldi per la ricostruzione post sisma del centro Italia
Tra le città maggiormente beneficiate troviamo ai primi due posti Tolentino e Ascoli Piceno, entrambi appunto nelle Marche, che hanno ricevuto o riceveranno rispettivamente 127 e 113 milioni di euro. Al terzo la più celebre Norcia, con 89 milioni circa. Amatrice, che è il comune simbolo del terremoto di quell’anno, dovrebbe avere a livello di contributi privati 85 milioni.
Nel caso della ricostruzione post sisma in ambito pubblico le cose sono andate in modo ancora più lento. Gli stanziamenti complessivi ammontano a circa 1,7 miliardi ma è solo nel 2021 che si prevede che saranno avviati il 54,1% dei cantieri. Un grande passo in avanti rispetto al passato considerando che a fine 2020 i cantieri già attivi erano pochissimi, solo il 7,1% del totale.
I dati si riferiscono al 2019 e 2020
Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri
Leggi anche: Nel 2020 ci sono state 2.052 scosse di terremoto
Ti piace citare i numeri precisi quando parli con gli amici? – La redazione di Truenumbers.it ha aperto un canale Telegram: qui potrai ricevere la tua dose quotidiana di numeri veri, restare aggiornato sui principali dati (rigorosamente ufficiali) e fare domande. Basta un attimo per iscriversi. Un’ultima cosa: siamo anche su Instagram.


